WARWICK COLLINS.
...
.
...
IL MATRIMONIO DELLE ANIME.
...
.
...
Parte 3.
...
.
...
Titolo originale: The Marriage of Souls.
Traduzione di: Alessandro Peroni e Federica Rupeno.
2003. Ponte alle Grazie Editore, MILANO.
ISBN 88-7928-638-2.
...
.
...
Trascrizione elettronica resa disponibile dalla
Fondazione Ezio Galiano onlus
 http:\\www.galiano.it
ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
...
.
...
67.
...
...
Per qualche tempo dopo l'accaduto, Grange avrebbe continuato
a ricordare il lamento dello stormo morente, simile a un mormorio
di anime.
Anni prima, una certa intuizione di tutto ci, del bisogno di
un'anima individuale, lo aveva spinto verso la professione di
medico. Ora esaminava il cumulo ricurvo di corpi pesanti; in
alcuni degli uccelli, le penne della punta dell'ala si elevavano
come mani verso l'alto. A tutto questo si addiceva un'immane
ingenuit, non era che la semplice morte di creature innocenti.
Hargood lo osserv mentre sorvegliava attentamente la torma
piumata. Il vostro cuore  pieno, signore.
Grange abbass lo sguardo sulle proprie mani insanguinate.
 l'estinzione di una vita cos bella e fervida.
Hargood sorrise con serena esasperazione. Vi era un obiettivo
nel suo oltraggio. Dannazione, Silas. Sembrate un induista.
Grazie ai nostri sforzi, a Natale venti o pi famiglie povere mangeranno
una bella oca grassa. Ringrazieranno il Creatore.
Ma Grange aveva sentito lo spegnersi della vita, della bellissima,
passiva vita che si trovava tra le sue dita.
Forse imparerete qualcosa disse Hargood. La vita  fragile.
Una brezza, ed  spenta.
Grange annu.
Ma forse non basta saperlo in arido senso filosofico. Bisogna
sentirlo, qui... Hargood si batt il petto. Nel proprio corpo
vivo. Grange non rispose. Fuori, su quella distesa d'acqua, si
sent temporaneamente sollevato, ma non in pace. Una bianca
unione di acqua e luce solare sembrava riempirgli l'anima.
Fissando il mare, al largo, non poteva dimenticare la morte che
giaceva nelle sue mani.
Si erano diretti sottocosta. Una lenta onda lunga si infrangeva
sulla spiaggia, sinistra striscia biancastra dove terminava il flusso
degli alberi che scendeva dalle basse valli. Tra queste Grange
poteva scorgere praterie e campi lucenti.
Osserv la terraferma verso Oxey e Pennington. Sulla spiaggia
vi era una fitta tribuna di pioppi tremoli, pi all'interno un
gruppo di abeti norvegesi, e poi ancora distese fangose ed erbe
palustri cosparse di piccoli estuari. Viste dal mare, le poche
volute di fumo che salivano dimenandosi dalle fornaci saline
somigliavano a fuochi di accampamento. Da quella posizione
vantaggiosa, al largo, poteva scorgere gli strani effetti dell'industria
del sale - muri di protezione gettati qui e l, un complesso
tracciato di canali, piccoli mulini a vento a cui erano state tolte le
vele a causa dei fortissimi venti invernali e le cui pale flagellate
giacevano l, sconsolate.
Tutto attorno vedeva i macchinari delle serrande di una chiusa
e dei canali di marea che portavano alle larghe vasche piatte in
cui durante l'estate aveva luogo l'evaporazione. Nell'entroterra si
trovavano invece pozze pi profonde di acqua salmastra che,
estratta dai recipienti di evaporazione ed accumulata per tutta
l'estate, subiva il processo di evaporazione grazie al calore delle
poche fornaci rimaste attive d'inverno.
Un cielo turchino dispensava la propria debole luce. Il litorale
aveva l'aspetto di un'industria colpita da fluttuazioni stagionali.
Hargood si sent nuovamente spinto a parlare, non tanto dalle
bellezze naturali, quanto dalla provocazione mossa dal silenzio di
Grange. Entro un'ora la marea cambier nuovamente e ci sar
sfavorevole. Ripresero a remare, sbattendo le pale nell'acqua.
Ma il loro avanzare era lento a causa del carico sul fondo, del
peso che la carneficina aveva notevolmente aumentato.
Lentamente, sudando parecchio, avevano attraversato le paludi
di Oxey e raggiunto la foce del fiume Lymington. L vi era
una corrente incrociata, causata dall'efflusso del fiume che si
fondeva con la marea. Una o due volte un'onda agitata oltrepass
i capi di banda e fin nella sentina. I due erano stanchi, ma la
prospettiva di affondare aggiunse motivazione ai loro sforzi.
Durante la navigazione nessuno dei due parl, anche se entrambi
vedevano salire l'acqua riversata all'interno dello scafo, sprofondava
un po' di pi a ogni intrusione.
Hargood disse: Ancora qualche onda e credo che saremo
obbligati a tirarla in secco.
Man mano che si avvicinavano alla riva le onde si facevano
leggermente pi alte. Erano quasi arrivati quando una marea
verdastra invase la barca, riempiendola in modo improvviso.
La freddezza dell'acqua invernale attanagli le gambe di Grange.
Gli capit di pensare, con rassegnazione, che ora sarebbe anche
potuto annegare, ma Hargood disse calmo: Credo che siamo
salvi, signore.
Grange scivol gi dalla barca e i piedi toccarono il fondale.
Restando senza fiato, tir fuori le spalle dall'acqua. Il freddo gli si
insinu nel petto. Vicino a lui, Hargood si lasci andare fuori
dalla barca con calma serafica, saggi il terreno ghiaioso in cerca
di un appoggio sicuro per il piede e, con le braccia e il busto
fuori dall'acqua, si tenne stretto a uno scalmo.
Ciascuno su un lato, trascinarono l'imbarcazione allagata attraverso
l'acqua bassa mentre una marea di oche galleggiava
dolcemente al suo interno. Infreddoliti ed esausti tirarono in
secco la loro bara in una stretta insenatura. Si trascinarono sulla
spiaggia e si sedettero, rimanendo l per molti minuti a riprendere
fiato.
Tacquero per l'emozione e la gratitudine. Giacquero supini
per recuperare il respiro e la lucidit. Gli ultimi rimasugli di un
debole sole fecero il possibile per asciugare i loro vestiti. Fissando
il cielo, Hargood disse: Questa  la seconda volta, mio caro
Silas, che la vostra compagnia ha portato a un'inaspettata
infradiciatura.
Incolpate me, Hargood, degli spiacevoli incidenti?
A me, da solo, non  mai capitato niente del genere nei
vent'anni che ho trascorso da queste parti. Credo che ci richieda
un commento. Ora, in vostra compagnia, rischia di divenire
un'abitudine.
Cosa ne deducete?
Credo sia il vostro spirito esasperato ed estetico, che si
espande nella natura e la incita a rendervi casto.
Interessante speculazione disse Grange. Almeno questa
volta a scortarci non ci sono le api.
Vi lamentate, signore? Credo che ci a cui abbiamo appena
assistito fosse un'altra vibrazione della natura, provocata dai vostri
pensieri empi. Credo che la vostra mente intellettuale, signore,
colpisca la natura come un diapason, sebbene a un controtono
perfetto, per ottenerne in risposta onde imprevedibili o api
rivoluzionarie.
Le vostre teorie hanno un che di mistico.
Non vi siete placato? chiese Hargood. Volete provocare
altri incidenti?
Non sembrate affatto provato dall'immersione.
Fa bene alla circolazione rispose Hargood. In particolar
modo se  seguita da un copioso rifornimento di porto.
Ripreso fiato, iniziarono a gettare i cadaveri delle oche su per
la spiaggia, in modo che fossero al riparo dal flusso delle onde.
Rimossero il pesante fucile da caccia, trascinarono la barca parzialmente
fuori dall'acqua e la rivoltarono su un fianco per svuotarla.
Sangue e piume rimasero incollati ai sedili. La raddrizzarono
di nuovo. Una volta alleggerita, l'imbarcazione fu trascinata
sulla spiaggia per essere tirata in secco in modo appropriato, e
poi ribaltata sull'erba palustre.
La marea inizia ad abbassarsi disse Hargood. L'acqua
non salir pi.
Grange annu.
Credo che qui le oche saranno al sicuro per qualche ora.
Dovremo proseguire a piedi verso casa mia, e riprenderci. In
sguito, quando avremo festeggiato i nostri successi, potremo
ritornare a prendere gli uccelli.
...
68.

Quando tornarono a prendere le oche aveva gi iniziato a nevicare.
Ci vollero ben dodici viaggi fino alla spiaggia per portare a
casa tutti gli uccelli. Hargood avrebbe potuto chiamare il giardiniere
e lo stalliere ad aiutarli, ma a Grange sembr che forse il
padrone di casa tentasse di affermare la propria superiorit fisica
nell'attivit venatoria.
A tempo debito, Grange se ne and. Temeva che un ritardo
eccessivo lo avrebbe fatto incorrere nella disapprovazione della
signora Thompson.
Quando giunse a casa lei gli stava preparando la cena, e le ci
volle un po' di tempo per lavarsi le mani e togliersi il grembiule
prima di attraversare il corridoio e l'ingresso. Quando apr la
porta, nel buio riusc a scorgere solo un'immagine indistinta. A
prima vista le sembr che questa sorreggesse due grossi oggetti,
quasi della grandezza di due valige. Port la mano sulla fronte
per proteggere gli occhi dalla luce della lampada che aveva appeso
fuori dalla porta aspettando Grange.
Due oche, signora Thompson.
Le teneva per le zampe, lasciando penzolare le teste ed i lunghi
colli.
Lei si fece da parte per farlo entrare.
Grange attravers l'angusto ingresso per recarsi nella dispensa,
dove, sul tavolo di quercia, appoggi i due grandi
uccelli. La signora Thompson, senza parole, entr furtivamente
dietro di lui.
Grange disse: Il dottor Hargood mi ha sottoposto ad arruolamento
forzato per una spedizione di caccia. Lo ritengo assolutamente
colpevole per avermi sviato dalla passeggiata prevista.
Caccia? chiese la signora Thompson.
Abbiamo usato il barellino del dottor Hargood per cacciare
le povere creature, e sfortunatamente ci siamo riusciti.
La signora Thompson ne intu quasi immediatamente i vantaggi.
I due uccelli, stesi sul tavolo, erano un maschio e una
femmina. Li mangerete tutti voi? si arrischi a chiedere,
speranzosa.
Una ce la mangeremo noi a Natale. Se l'appendiamo nella
dispensa fredda, sar pronta per essere spennata uno o due
giorni prima.
E l'altra? chiese la signora Thompson.
L'altra?
L'altra oca.
L'altra voglio darla ad una famiglia.
Che famiglia, signore? domand la signora Thompson.
Credo di non saperlo ancora rispose Grange.
Lei pot solo annuire in silenzio, fingendo che ci che era
stato detto avesse un senso, dal momento che chiaramente non
c'erano altri modi per discutere con lui. Si era inaspettatamente
presentato alla porta d'ingresso con due grandi oche ed intendeva
darne una ad una famiglia della cui identit non era, almeno per il
momento, a conoscenza. Di tanto in tanto, pens la signora
Thompson, doveva ricordare a se stessa che aveva a che fare
con le azioni meditate e razionali di un medico di una certa
reputazione, e non con gli atti casuali di un pazzo.
Per un momento si guardarono, con i due uccelli morti stesi
sul tavolo tra loro.
Grange disse: Ho fatto un sostanzioso pranzo a base di
carne oggi, signora Thompson. Nonostante i dannosi effetti della
carne animale sulla mia costituzione, non ho sperimentato alcuno
svenimento. A quanto pare la mia salute sta migliorando. Una
ragione di pi, mi sembra, per mantenere la mia dieta a base di
pesce.
Quanto detto mise in luce altri aspetti del suo comportamento
che contribuivano a renderlo un eterno mistero agli occhi della
signora Thompson. Erano molti mesi ormai che Grange si atteneva
alla sua dieta di pesce, nonostante le infauste previsioni
della signora e del dottor Hargood. Smentendo tutti i loro pronostici,
si era fatto fisicamente sempre pi forte, i suoi svenimenti
erano stati superati e gli era tornato un certo colorito in viso. Se
alla fine avesse smesso la sua dieta di pesce, l'avrebbe fatto
decidendo per conto proprio, non soccombendo a qualche pressione
della governante o di Hargood. Era un altro piccolo ostacolo
che egli aveva superato nel tentativo di riprendere il controllo
del proprio dominio.
Nonostante provasse una certa soddisfazione per il miglioramento
del proprio stato di salute, non os dire alla signora
Thompson che indossava i vestiti puliti fornitigli da Hargood
perch quel giorno aveva fatto un altro tuffo, un'immersione
totale nella gelida acqua salata, n che gli abiti che indossava la
mattina ora si trovavano nelle mani della signora Simmonds
intenta a lavarli in acqua dolce per rimuoverne il sale, e sarebbero
stati messi ad asciugare per ore accanto al fuoco dello
studio di Hargood. La signora Thompson avrebbe insistito per
farlo andare dritto a letto e poteva stare certo del fatto che
almeno da questo punto di vista lei l'avrebbe avuta vinta.
In quella circostanza, quindi, prov un particolare piacere nel
poter dire: Stasera ho intenzione di fare visita ad una casa senza
essere contraddetto o ripreso per aver avventatamente messo a
repentaglio la propria salute.
Una visita? chiese la signora Thompson. Ha iniziato a
nevicare.
Proprio cos disse Grange. Ecco perch credo di dover
uscire presto. Gradirei ricevere la cena in anticipo.
Signore annu lei, nonostante continuasse a osservarlo accuratamente,
ancora sospettosa. La leggera zuppa di pesce e
verdure bolliva sul fuoco. La signora Thompson ritorn a controllare
il pasto e a considerare ulteriormente la faccenda, l'umore
instabile mitigato solo in parte dal pensiero della preparazione
dell'oca di Natale.
...
69.

Quando usc, circa due ore pi tardi, la neve era caduta in
abbondanza. Per proteggersi dalle raffiche, Grange si strinse
nel pastrano. I turbini di neve correvano lungo le staccionate,
salivano, lo spingevano. Quelle urlanti gallerie piumate gli ricordarono
le ali delle oche.
La lanterna che aveva con s era costruita sul principio di
quella a vento, caratterizzata da una ventilazione minima per
proteggere lo stoppino. Nel timore che la fiamma si spegnesse
abbandonandolo senza illuminazione, aveva riempito la base della
lanterna con la miglior qualit di olio spermaceti.
Grange stringeva il caldo serbatoio d'olio tra le mani per
riscaldarsi le dita, tenendo la lanterna stretta al petto per fornirle
una maggior protezione. La sua altezza e magrezza aumentavano
la sua instabilit quando affrontava raffiche pi forti. Curvo
contro il vento, percorse i sentieri che portavano a Boldre come
fosse in preghiera.
Talvolta, a un bivio od un incrocio, era obbligato a sollevare la
lampada per osservare meglio la strada. Ma per gran parte del
tragitto il candore della neve rifletteva la luce. Poteva scorgere i
pallidi campi, sopra i quali scuri fiocchi danzavano davanti alla
luna. Attraversando il ponte di Boldre, svolt a sinistra in una
strada pi stretta, poco pi di un sentiero per il bestiame.
Al pesante cancello della casa di St Just, Grange si ferm. Tir
la corda di un campanello che suon nella casetta del portiere.
Non ci fu nessun segno di movimento. Alla fine, dalla porta
sul retro sbuc la figura curva di un vecchio, che usc e raggiunse
il grande cancello doppio in ferro battuto. Grange non riusciva a
scorgerne il volto a causa di un cappuccio che ne copriva quasi
interamente le fattezze, svelando solo due occhi insolitamente
penetranti, che ora lo fissavano. Le mani della piccola figura,
bendate contro il freddo, toccarono il ferro contorto che li divideva.
Dottor Grange?
Grange annu.
Il signor St Just vi aspetta, signore.
Gir una pesante chiave ed apr il cancello. Grange attese che
lo richiudesse e poi i due scivolarono verso la casa. Segu la
fragile figura attraverso le pietre imbiancate del selciato fino al
portico d'entrata della casa padronale. L il portiere tir la maniglia
di un campanello. Grange ud lo scampanio all'interno della
casa. Dandosi un'occhiata attorno, s'accorse che l'uomo si stava
gi dileguando sul sentiero verso la dpendance accanto al
cancello.
Brevemente distratto dalla rapida quanto inspiegabile dipartita
del portiere, non sent la porta che si apriva dietro a lui finch
una voce disse: Dottor Grange. Sono onorato della vostra
visita.
Grange si volt e nell'oscurit dell'entrata vide un viso massiccio
e ossuto.
St Just disse la figura. Sono lieto di fare la vostra
conoscenza.
Avete avuto occasione di prendere in considerazione la mia
lettera, signore? chiese Grange.
Certo rispose St Just.
Allora vi ringrazio per avermi ricevuto.
Alla luce della candela dell'ingresso, Grange poteva vedere
meglio il padrone di casa. Henry St Just era alto, canuto e carismatico,
e aveva una corporatura robusta che tendeva al corpulento.
I suoi lineamenti erano regolari e netti. La sua stretta di
mano fu pi forte di quanto Grange si aspettasse.
St Just disse: Vogliate seguirmi.
Nell'oscuro corridoio not che la gamba destra di St Just era
pi corta della sinistra, e che quello, camminando, trascinava
l'anca. Mentre si spingeva in avanti, la testa e le spalle ondeggiavano
e si muovevano ritmicamente per lo sforzo. Quella deformit
fece crescere la simpatia di Grange nei suoi confronti.
Il corridoio era delineato da pareti color rosso sangue, su cui
spiccavano le cornici bianche delle porte. In fondo al corridoio,
St Just apr un'alta porta di quercia. Il mio studio.
Era una stanza essenziale, ornata da tre grandi finestre le cui
tende erano state tirate per la notte. Vi erano pile di fogli assicurate
da massicci fermacarte di ottone. Un pesante orologio in
una teca di vetro si trovava sulla mensola del camino. Non vi
erano quadri alle pareti, anch'esse dipinte di un profondo rosso
sangue. Grange suppose che quella per St Just fosse la stanza del
trono, in cui egli conduceva i propri affari e controllava i propri
interessi.
Il tavolo centrale, posto pi o meno in mezzo alla stanza, era
stato leggermente spostato verso le finestre per sfruttare la luce.
Pi che una scrivania sembrava un tavolo da biblioteca. Mentre
St Just manovrava attorno a esso, trascinando il piede, Grange
colse l'occasione per guardare pi da vicino il mobile. Versione
ingrandita di uno scrittoio con cassetto e serratura, aveva la
funzione di far sedere due persone l'una di fronte all'alta. Nel
caso specifico, suppose Grange, avrebbe permesso a St Just di
dettare mentre un impiegato, di fronte a lui dall'altra parte del
tavolo, prendeva nota dei suoi pensieri.
Sedetevi, signore.
St Just raggiunse il capo del tavolo e si sedette, stendendo una
gamba. Mentre si accomodava il viso fu attraversato da un guizzo
di dolore, transitorio riconoscimento del disagio con cui conviveva
abitualmente. Come in cerca di sollievo, St Just si spost
sulla sedia, chiuse gli occhi e sembr ricomporsi. Poi, ripresosi,
volse lo sguardo attento sull'ospite. Grange inizi a capire la
causa del suo essere vigile. Era uno di quegli uomini che vivono
a cos stretto contatto con il dolore cronico, che questo si insinua
nella scarna essenza della loro espressione.
Dalla sua posizione a capotavola St Just annu, come per
segnalare al proprio ospite di esporre il proprio caso. Parlate,
signore.
Ci che vorrei chiedere disse Grange,  forse una questione
di poca rilevanza. Spero che perdonerete la mia
curiosit.
Nessun dettaglio  tanto irrilevante da non essere preso in
considerazione.
Si tratta di un piccolo dettaglio delle vostre aziende: le fornaci
saline.
 uno scenario piuttosto ampio, oserei dire. Attualmente
sono proprietario di diciassette fornaci in tutto. A quale di esse
vi riferite?
A nessuna in particolare, ma alla pratica diffusa di continuare
a usarle esse anche in inverno.
E cosa vi interessa di preciso, riguardo questa pratica?
 insolita, no?
Certo rispose St Just. Ma ci che  insolito e ci che 
saggio talvolta non sono del tutto separati.
Grange annu. Allora forse, signore, sarete cos gentile da
spiegarmi la saggezza di tale pratica.
Certamente. St Just reclin la testa. Credo che ci si debba
sentire obbligati a fare il miglior uso delle risorse che si possiedono.
Tra le diciassette fornaci di nostra propriet ve ne sono tre
in particolare che non hanno ricavato utili negli ultimi anni, e le
cui perdite devono dunque essere sostenute dai profitti delle
altre. Di conseguenza, siamo obbligati a considerare le circostanze
di queste tre fornaci infruttuose.
St Just, parlando, lo osservava. A una prima stima le fornaci
in questione non sembravano essere materialmente molto diverse
dalle altre. Sembravano identiche per struttura e dimensioni.
Perci inizialmente giunsi alla conclusione che la causa delle loro
continue perdite non aveva carattere fisico, bens umano.
Umano? chiese Grange.
Forse potrei aggiungere, signore, che credo che un altro
padrone avrebbe iniziato a licenziare i capisquadra e le squadre
delle fornaci non redditizie, sostituendole con della forza lavoro
pi efficace. Ma io ritengo di avere una natura pi razionale e,
prima di procedere al licenziamento, volli esaminare ulteriormente
la questione. Mi sembr necessario trattare una singola
possibile causa alla volta e attuare una serie di esperimenti studiati
per far emergere in modo pi preciso la natura della causa.
Conseguentemente, sostituii i tre capisquadra con altri provenienti
dalle fornaci redditizie. Dopo una stagione di attivit,
con mia sorpresa, il cambio non aveva dato luogo ad alcuna
sostanziale differenza nelle prestazioni delle fornaci. Ne dedussi,
quindi, che non era colpa dei precedenti capisquadra.
Grange annu, forse un po' incerto.
Avendo isolato tale causa continu St Just, e dovendola
considerare infondata, procedetti a identificarne un'altra. Cambiai
le squadre con quelle di altre fornaci fruttuose. Dopo un'altra
stagione di attivit scoprii che non vi era stato alcun cambiamento
nella produzione. Allora mi fu chiaro che le tre fornaci
funzionavano in modo diverso dalle altre per ragioni che non si
potevano attribuire all'errore umano, e quindi la mia congettura
iniziale era sbagliata.
Dopo due stagioni di sperimentazione, non ero giunto ad
alcuna conclusione utile. Comunque, quasi per caso, guardando
una cartina dell'area, mi capit di notare che la posizione geografica
delle tre fornaci non redditizie avevano qualcosa in comune.
Erano tutte pi lontane dal mare rispetto alle altre. Iniziai
a capire che, posizionate a una maggior distanza dalla spiaggia,
probabilmente erano meno esposte al vento. Ricevendo meno
vento, le fornaci non ardevano altrettanto intensamente. Questa
ipotesi, se verificata, almeno avrebbe avuto un risultato utile.
Decisi di non costruire pi fornaci distanti dalla costa.
St Just lo esaminava, come tentando di verificare le proprie
considerazioni tramite il suo ospite.
Un altro padrone, credo, avendo concesso una proroga per
due anni, avrebbe concluso che le fornaci non traevano alcun
beneficio dai cambiamenti apportati dall'uomo e le avrebbe chiuse.
Ma come dico sempre, signore, spero di avere un carattere
pi obbiettivo. Presi in considerazione un'altra alternativa: estenderne
il periodo di attivit. Secondo i miei calcoli, bruciando per
tutto l'inverno, il prodotto quasi raddoppia, mentre la spesa
complessiva aumenta solo di due terzi.
Grange disse: Se posso chiedere, signore, come fate a ottenere
risultati cos ammirevoli in inverno, se non riducendo le
squadre?
Non solo riducendo le squadre. In estate siamo obbligati a
pagare salari pi alti a causa della concorrenza con le altre fornaci
e con altri tipi di impiego estivo, come la coltivazione ed il
raccolto. In inverno, quando la quantit di manodopera disponibile
 maggiore e la concorrenza diminuisce, possiamo pagare
di meno. Ha, come dico io, un senso economico. Ora, signore,
visto che mi avete fatto una domanda, a cui in tutta coscienza ho
tentato di rispondere, forse potrete ricambiarmi il favore. Perch
me lo chiedete?
Un mio paziente - marinaio di mestiere -  dotato di una di
quelle menti che forse, se educate, potrebbero rivelarsi capaci, se
non addirittura originali.
St Just sorrise.
Lo scorso inverno, a causa di una cancrena incipiente del
braccio sinistro, dovetti amputargli l'arto all'altezza della spalla.
Il suo recupero fisico  stato notevole, anche se credo che non sia
dovuto tanto all'efficacia del mio intervento quanto alla sua prodigiosa
costituzione. Lavora sul litorale, ora. Ha una piccola
pensione navale, che integra vagando per le spiagge a raccogliere
cumuli di legno portato dalla corrente ed altre offerte del mare.
Questo legno...
Lo usa per il proprio fuoco e il sovrappi lo vende in
paese.
Sono felice del fatto che sia sopravvissuto e che ora prosperi.
Ma perch lo menzionate?
Durante le sue perlustrazioni sulla spiaggia ha notato, nelle
fornaci tenute accese durante i mesi invernali, una serie di eventi
che, come umilmente afferma, se non vengono presi in considerazione,
a tempo debito potrebbero essere causa non solo di una
mancanza di profitti, ma anche di perdite considerevoli.
Perdite considerevoli? St Just si sistem sulla sedia,
tentando di abituarsi al pensiero. Questo ex marinaio...  esperto
di fornaci saline?
Come ex ufficiale in seconda di una nave a vela,  un esperto
di venti: delle loro propriet e peculiarit, per essere precisi.
Non riesco ancora a trovare una connessione tra le due
cose.
Grange raccolse le forze, preparandosi coraggiosamente ad
andare fino in fondo. Sostiene che durante i mesi invernali il
vento si comporta in modo diverso. Ci sono venti fortissimi e
maggiori fluttuazioni. Mi ha raccontato che ha potuto osservare
delle raffiche di vento che colpivano alcune fornaci a intervalli
tali da portarle a divampare e poi spegnersi. Secondo Swann, se
le raffiche sono limitate il fenomeno non rappresenta di per s un
gran pericolo. Ma a quanto pare le raffiche ed i vuoti del vento
talvolta possono succedersi a un ritmo tale da alimentare sempre
di pi la fiamma. Con l'uscita di ogni singola fiammata, il vuoto
che si forma risucchia altra aria, dando luogo a una fiammata pi
grande. Egli sostiene che, per un processo di continua accumulazione,
a ogni successiva raffica la fiamma si ravviva e cresce,
finch l'accumulo di ossigeno diventa pericoloso.
Pericoloso?
Sia per la fornace sia per gli uomini che vi lavorano.
Cap che St Just lo stava scrutando. Il banchiere aveva congiunto
le mani e gli occhi avevano assunto un'espressione concentrata,
quasi rapita. Nel silenzio che segu Grange si chiese se
aveva perso l'attenzione del padrone di casa. Ma St Just sembr
riemergere dai pensieri in cui era sprofondato e disse, dalle profondit
di un'evidente contemplazione: Vi prego, signore,
continuate.
La pressione che va via via aumentando potrebbe raggiungere
un punto in cui le fornaci diventano... esplosive.
Sul volto di St Just Grange osserv quella solita, debole contrazione
involontaria, quel sorriso di dolore, che gli era sempre
pi familiare.
Osservazione interessante comment St Just, sebbene
priva di concretezza, forse alquanto fantasiosa. Ci fu, credo,
con il padrone precedente, un incidente in una delle fornaci,
anche se di origine sconosciuta. Ma non ho modo di sapere se
ci che mi suggerite vi  collegato.
Ho appreso da Swann che il normale metodo di controllo di
questi eventi consiste nel chiudere le bocche della fornace. In
questo modo l'aria si consuma, finch la combustione si riassesta.
Poi le bocche possono essere riaperte, con la dovuta cautela.
Capisco annu St Just. Ma se si riesce a controllare il
processo con l'uso delle bocche, cos' che volete dirmi?
Questi metodi possono andare bene per i mesi estivi. Ma
con il passare delle stagioni, i venti e le raffiche pi violente dei
mesi autunnali e invernali, in combinazione con una squadra
ridotta...
Ora credo di capirvi, signore osserv St Just. Credo di
capirvi bene. Grange stava per riprendere a parlare, per aggiungere
altri dettagli al ragionamento generale, quando St Just
sollev una mano come per zittirlo.
Avete una teoria, signore, che  interessante e divertente. Un
incidente potrebbe avvenire, ma non  ancora avvenuto. Credete
che questo ipotetico incidente possa capitare e ne descrivete
mirabilmente le possibili circostanze, ma non le misure che si
possono prendere per evitarlo. Ora, io sono sempre pronto a
tenere in gran considerazione i pericoli per i miei uomini o la
mia propriet, in particolar modo quando la descrizione  precisa.
Per esempio, a Keyhaven, sul lato di sopravvento delle
fornaci saline, vi  un muro di protezione che rischia di frantumarsi
a causa dei venti invernali. Alla base del muro i primi segni
di logoramento si estendono per circa duecentoventi metri di
lunghezza. Dovrebbe venire rafforzato ora, per evitare la possibilit
che si sgretoli? O dovremmo spendere i nostri fondi altrove,
e vivere nella costante speranza che non arrivino violente
tempeste a spazzar via il frutto di tutti i nostri sforzi e le quattro
fornaci pi a ovest?
Signore, non  mio interesse n pia...
St Just sollev nuovamente la mano con calma autorit.
Ciononostante, le circostanze mi obbligano a decidere di usare le
mie limitate risorse per rafforzare il muro di protezione. Se non si
lever alcuna tempesta, allora non potr che considerarsi un
gravoso spreco di risorse meglio utilizzabili in un altro mbito.
Potrei spendere una gran quantit di capitale per puntellare le
difese costiere di una certa area, solo per scoprire che si sono
sgretolate da un'altra parte. La considerazione del rischio  una
faccenda difficile e complessa.
Capisco la complessit disse Grange. Ma in risposta forse
si pu dire che le tempeste e le inondazioni non rappresentano
una minaccia per la vita tanto temibile. La tempesta d degli
avvertimenti ed  possibile consigliare alle squadre di evacuare
la fornace finch il peggio  passato. Ci che le sto dicendo  che
il ritmo della fiamma, che respira rapida e violenta come un
animale, potrebbe oltrepassare il limite in davvero poco tempo.
Potrebbe cogliere la squadra impreparata: l'intervallo tra le fiamme
piccole e quelle grandi potrebbe durare solo pochi secondi.
Vi capisco, signore disse St Just, anche se Grange inizi a
sospettare che non lo capisse affatto o, meglio, che ci che St Just
stava cominciando a "capire" ora, e che prendeva forma dalla
questione, era l'usurpazione della propria autorit. Ecco di nuovo
il debole sorriso di dolore, un'espressione di conciliazione e
forse condiscendenza. E che istanza suggerite?
Istanza?
Che riforma avete in mente?
Ho sollevato la questione con voi solo perch la prendeste in
considerazione.
Perch la prendessi in considerazione ripet St Just. Vi
sono molto grato. Ma supponete, signore, che, avendo preso atto
della teoria propostavi dal vostro marinaio e avendola tenuta in
gran considerazione, non veda alcuna ragione per cambiare la
pratica attuale?
Mi augurerei che voleste consultare gli uomini che...
Gli uomini sarebbero persino meno propensi di me a cambiare
la pratica attuale. Potrete, forse, capire la loro reticenza.
Essi e i loro predecessori hanno lavorato alle fornaci saline sin da
tempi immemorabili, secondo certi metodi. Perch dovrebbero
cambiare abitudini?
Prima lavoravano solo durante l'estate...
Credete che una mera estensione della stagione sarebbe una
ragione sufficiente, nelle loro menti, a cambiare le loro
abitudini?
A parer mio l'estensione della stagione, contraria a tutte le
abitudini e pratiche precedenti,  essa stessa un tale cambiamento
della pratica precedente che forse si potrebbe considerare...
Dobbiamo sottoporre la questione agli uomini? sugger St
Just all'improvviso. Devo dire ai capisquadra di avvertirli del
rischio, ripetendo ci che voi avete detto, e chiedere loro se
vogliono continuare nelle condizioni attuali o di smettere di
lavorare?
Smettere di lavorare? Grange fu disorientato per qualche
istante, ma determinato a recuperare la propria equanimit, non
fosse altro che per procedere con l'argomento. Sarebbe molto
premuroso da parte vostra. Ma a quanto capisco, non hanno
alternative di lavoro...
Questo  affar loro afferm tranquillo St Just.  un nostro
privilegio offrire loro un impiego nei difficili mesi fuori
stagione per estendere la vita lavorativa delle fornaci e quindi
iniziare a trarne un profitto. Potreste considerarvi soddisfatto se
istruissi il caposquadra a sottoporre ai suoi uomini la questione
relativa alla loro permanenza? In vista del rischio, sottolineer
che star interamente a loro decidere se continuare a lavorare nei
turni invernali.
A Grange sembr di aver udito un discorso simile da un
caposquadra che guidava gli uomini di turno verso le fornaci.
Gli sembr l'ultimo rifugio di fronte a qualunque proposta in
favore di una particolare riforma della situazione attuale: chiedere
agli uomini se volessero rimanere impiegati o meno.
Disse: Potete incrementare le squadre, in modo da creare un
margine di sicurezza...
Un margine? Oh, certo che s, signore rispose St Just,
guardandolo. Ma poi devo pagarne le conseguenze, che sono
puntuali. Incrementando la squadra in una o tutte e tre le fornaci
in questione, queste si riveleranno nuovamente non redditizie. Di
conseguenza in inverno sar obbligato a chiudere quelle stesse
fornaci. Ne segue dunque che l'impiego che offriamo attualmente
andr perduto.
Queste questioni sono fuori dalla mia portata e
conoscenza...
Ma non dalla mia. St Just fece una pausa. Vi ripeto,
signore, siamo precisi. Affrontiamo in modo diretto ci che voi
suggerite. Cerchiamo, soprattutto, di non temere il rigore. La
conseguenza diretta dell'incremento della manodopera sar di
rendere infruttuosa l'operazione stessa, e quindi causare la chiusura
invernale delle tre fornaci.
Ma supponendo che abbiate ragione...
Abbiamo di certo ragione su questo, signore insistette St
Just. Ma la faccenda non finisce qui. Perch ci sono altre conseguenze,
di cui credo dovremmo tener conto. Quando eliminiamo
la speranza di redditivit, siamo obbligati a pensare al passo
successivo. Vale a dire che siccome le fornaci in questione non
avranno alcuna speranza di redditivit nemmeno in estate - dopo
tutto era quello il motivo per cui ne abbiamo esteso l'utilizzo in
inverno - saremo costretti a chiuderle non solo in inverno, ma
anche in estate; in altre parole, per sempre.
St Just lo guard. Grange not nuovamente il guizzo di dolore,
ora pi che mai inconscio, come una volpe che si lancia di
scatto su una mosca.
Permettetemi, se potete, di ripetere e riassumere le conseguenze.
Caricando di uomini le fornaci invernali, non perderanno
il loro impiego solo gli uomini dei turni invernali, ma dovranno
essere ridotti anche quelli dei mesi estivi di quelle stesse
fornaci.
Grange sospir. St Just, come se le proprie ragioni fossero
ormai provate, si abbandon contro lo schienale attendendo la
risposta dell'ospite, con le braccia appoggiate sui braccioli della
sedia, e prese ad analizzarlo obiettivamente.
Grange disse: Vogliate perdonare la mia temerariet nel
suggerire un'alternativa: le vostre fornaci invernali sono solo un
braccio dell'intero corpo di fornaci in vostro possesso. Non potreste
sostenere la manodopera invernale aggiunta con i profitti
tratti dalle altre fornaci?
St Just si mosse inquieto sulla sedia, come se una parte del suo
dolore, ma non la sua interezza, fosse causata dalla stessa discussione.
Signore, forse posso rammentarvi le conseguenze. Gi
avete rovesciato l'intera motivazione alla base del tentativo invernale.
 quella di ottenere un profitto. Con un profitto in mano,
posso assumere lavoratori. Senza profitto sono obbligato a diminuire
la portata delle operazioni.
Di certo si tratta solo di un piccolo assestamento asser
Grange.
Assestamento, signore? chiese St Just. Voi mi suggerite
di sovvenzionare la produzione invernale con i profitti di un'altra
parte di queste industrie?
Visto che me lo chiedete replic Grange. S, signore,
credo sia proprio ci che suggerirei io.
St Just sorrise. Mi sono impegnato a scoprire i precisi effetti
della sovvenzione di una parte dell'industria con i profitti di
un'altra, e ho eseguito tutti i calcoli. Mi trovo nella posizione
di dirvi quali potrebbero essere le esatte conseguenze. Se sovvenzioniamo
le perdite di tre fornaci con i profitti delle rimanenti,
la cosa pi probabile  che le altre fornaci non siano in grado
di produrre un utile sostenibile, cio non siano pi remunerative.
La conseguenza  che dovremo chiudere ancora pi fornaci.
Cos prosegu il suo discorso per quasi un'altra ora, durante la
quale gli argomenti furono affinati e ripetuti e le conclusioni
ineluttabilmente tratte, finch Grange si sent egli stesso attratto
dal fine meccanismo della logica commerciale.
Se posso raccomandare un principio prosegu St Just, 
questo. L'industria  come un muro di protezione. Togliendo la
forza in un punto per supportarne un altro, non si ottiene che il
mero indebolimento del muro in un punto diverso. Perci, invece
di rafforzarlo, si rischia di deteriorarlo nella sua interezza.
Grange disse: Rispetto i vostri argomenti, ma vorrei appellarmi
a voi in quanto padrone, signore. Il loro destino dipende
certo dalla vostra considerazione.
Certo. E quindi riconoscendo la mia responsabilit, forse
potrei porvi una domanda. Quante persone assumete voi in
una qualche forma di impresa?
Credo che siate gi a conoscenza della risposta, signore. Ho
una domestica e, a parte lei, nessun altro.
Quindi dal momento che siete stato cos gentile da informarmi
della vostra posizione, forse mi permetterete di spiegarvi
come funzionano certe questioni. La ragione per cui sono in
grado di offrire lavoro  che ne traggo profitto. Essendo rigoroso
riguardo a ci, offro pi lavoro, mentre coloro che talvolta hanno
la tentazione di darmi consigli o criticarmi per i miei sforzi, in
gran parte dei casi non offrono alcun impiego consistente. Spero
vorrete perdonarmi per aver richiamato la vostra attenzione su
ci, mio caro signore. Non intendo criticarvi. Il fatto ineluttabile
 che il profitto  il motore del lavoro. La mancanza di profitto 
la morte del lavoro. St Just sorrise. Il profitto del padrone 
l'amico del lavoratore, non il suo nemico.
Grange annu. Avete esposto chiaramente il vostro punto di
vista.
E ancora non concordate con me?
Grange concluse: Ho fatto il mio dovere.
Certo, signore. Lo avete fatto in modo ammirevole, se posso
dirlo. C' nient'altro che vorreste discutere?
No replic Grange. Non posso far altro che affermare
che ritengo, sulla base di ci che vi ho esposto, che ci sia un
rischio di incidente. Qualora accadesse forse ricorrerete al mio
servizio, quello di alleviare il dolore. Fino ad allora, credo che
non mi resti che ringraziarvi per l'ospitalit e per la vostra
interessantissima esposizione dei princpi economici.
Le vostre intenzioni sono buone, signore ammise St Just,
con fermezza ma anche con una certa equanimit. E vi ringrazio
per il vostro interesse per i miei affari. Avendo esposto i
propri argomenti, si preoccup ora dei suoi doveri di padrone di
casa. Non desiderate un po' di porto, prima di congedarvi?
Grazie per l'offerta. Grange si alz. Ma devo andare.
St Just reclin la testa, si alz e si diresse verso la porta,
aggirando il tavolo. Grange not che le punte delle dita del suo
ospite erano rimaste appoggiate per qualche istante all'angolo del
tavolo, in cerca di sostegno. L St Just si ferm, respirando a
fatica per lo sforzo compiuto nell'alzarsi.
Avete sentito parlare del filantropo, il signor James
Elstead?
Grange annu, anche se sorpreso dalla nuova direzione del
discorso.
St Just esit ancora qualche istante prima di spingersi in avanti
per aprire la porta dello studio. Il signor James Elstead, di
Northumberland?
Credo di averne sentito parlare. L'inventore e proprietario
delle follatrici.
Un uomo ammirevole. St Just sembrava muoversi verso la
porta dello studio solo grazie alla forza di volont.
Iniziarono a percorrere il corridoio a riquadri.
James Elstead possedeva circa venti follatrici di cotone. 
colui che invent e brevett l'Elstead Slide, un meccanismo che
ha estremamente facilitato la trasformazione del cotone in tessuto
e che lo ha reso giustamente celebre. Essendo io il suo banchiere
e socio finanziario, l'ho sostenuto nei suoi sforzi. Persino il
giorno in cui inizi a praticare la filantropia, rimasi fedele a lui e
alle sue grandi imprese.
St Just si trascinava in avanti, inclinandosi pesantemente da
un lato non appena appoggiava il peso sulla gamba pi corta.
Era un idealista, signore. Una volta accumulata la sua fortuna,
diede ascolto alla coscienza e rivolse le proprie prodigiose
energie e capacit mentali al miglioramento delle condizioni
finanziarie di chi lavorava per lui. Era determinato a garantire ai
propri lavoratori le migliori condizioni di vita del paese. Il suo
fervore nell'aiutare i lavoratori era tale che inizi a costruire non
uno, ma tre villaggi modello. Come suo consigliere tentai di
persuaderlo a iniziarne uno soltanto, in modo da diminuire i
rischi, ma non tenne in nessun conto le mie obiezioni. Lo ammiravo.
Ma forse nel suo caso i princpi superavano il buon senso.
Mi biasimo severamente per averlo sostenuto in questo tentativo,
poich lo vedevo proseguire verso il punto in cui il corso degli
eventi non poteva essere invertito. Come suo consigliere, avrei
dovuto avvertirlo con maggior tenacia. Ma tra le mie colpe c'era
quella di ammirarlo, no, di venerarlo troppo, troppo sentitamente,
per comunicargli l'intera verit sulle condizioni finanziarie in
cui si trovava. Forse tali condizioni sarebbero state evitate se gli
avessi esposto per tempo le mie ragioni. Ma avevo soggezione di
lui. La sua visione era troppo notevole, il suo giudizio troppo
profondo perch io lo revocassi. Nella primavera dell'anno seguente
fui obbligato a dirgli che avrebbe dovuto rinunciare alla
costruzione di due dei nuovi villaggi progettati se intendeva superare
la bufera che si stava addensando. Ma egli era altrettanto
convinto del fatto che si trattava di condizioni passeggere.
Prosegu, incurante del mio consiglio.
Erano ormai giunti nell'atrio, davanti alla soglia. Grange si
volt verso St Just per stringere la mano al suo ospite. St Just
respirava lentamente ed a fatica.
Il risultato dei miei sforzi per sostenerlo fu il suo fallimento
in un anno. Cercai di mettere in salvo ci che era rimasto delle
sue considerevoli propriet, in modo che rimanesse almeno il
nucleo della manodopera qualificata che egli aveva riunito in
tutta la sua vita, ma era ben poca cosa se paragonato al resto.
A Elstead non rimase nulla. La maggior parte delle propriet fu
venduta in lotti ai proprietari limitrofi - a uomini di minor conto,
sotto ogni aspetto. Il vostro pastrano, signore.
Grazie.
Il respiro di St Just si era fatto pi profondo e regolare.
Gli offrii l'uso di una casetta in questo povero parco, ma
preferisce vivere gli anni del tramonto con un qualche impiego,
per quanto piccolo. Egli ha dato lavoro a molte migliaia di uomini
e alle loro famiglie, ma non vi  nessuno che lo assuma ora,
che  un uomo vecchio e debole. Preferisco non esserne testimone
diretto.
Grange ebbe una curiosa intuizione.  qui?
 il portiere, signore. St Just deglut una, due volte.
Vogliate scusarmi, gli suono questo campanello e me ne vado prima
che giunga alla porta per scortarvi.
Perdonatemi, ma non capisco.
Il fatto , signore, che nonostante io lo veneri, egli non
sopporta la mia vista.
Grange esit. Si vergogna del fatto che possiate vederlo?
No, no, signore. Credo sia l'ammirazione che tuttavia percepisce
sul mio viso, nella mia espressione: lo snerva e angoscia.
St Just tir la corda del campanello che avrebbe richiamato
Elstead dalla casetta, e fece un breve inchino.
Buonasera disse il banchiere. Si gir e si avvi nel corridoio,
come un minotauro solitario, affidando Grange all'anziano
portiere, che ora giungeva attraverso il giardino.
...
70.

Mentre camminando nella neve seguiva il portiere verso il cancello
principale, Grange si accorse che lo scenario attorno a lui si
era schiarito. La tempesta era cessata. Una cauta luna illuminava
i contorni candidi.
Davanti a lui, Elstead sembrava sprofondato nel suo pastrano,
come uno spettro in movimento. Apr il cancello con la chiave e
Grange attese che si facesse da parte per permettergli di attraversarlo.
Nonostante avesse destato la sua curiosit, Grange si
sentiva troppo intimidito per guardare da vicino la faccia di
Elstead. Era istintivamente consapevole dell'intimit della sua
disperazione. Tuttavia una parte di lui viveva nella speranza di
trovare nel miserabile fallimento un'umanit pi nobile di quella
che aveva osservato nel successo di St Just.
Dopo aver aperto il cancello, Elstead si ritir nell'ombra, e
Grange ebbe la spiacevole sensazione di essere osservato, del
fatto che la sua intera persona fosse oggetto della concentrazione
di un cervello straordinario.
Grazie disse.
Nell'ombra sotto al muro Elstead fece un impercettibile cenno
col capo e attese che Grange si voltasse e se ne andasse.
Rimase fermo finch l'altro non ebbe attraversato il cancello,
poi riemerse dall'ombra e lo richiuse. Grange sent la chiave
girare dietro di s.
La luce lunare faceva rilucere i campi innevati.
Sembrava strano che la natura, con il suo umore imprevedibile,
rivolgesse un viso cos sereno ai suoi pensieri cupi. Era
inquieto, anche se ci volle un po' di tempo per trovare una
spiegazione a tutto ci. Gli pareva di aver trovato nel rigore di
St Just un atteggiamento particolarmente in sintonia con il proprio
carattere, come se il proprio affidamento alla precisione si
estendesse, come logica conclusione, all'esattezza del banchiere.
Forse il destino gli aveva mostrato, con lucida consapevolezza, la
direzione e la destinazione finale del suo proprio carattere. La
sua mente era agitata, soggetta ad un atroce fermento di irritazione
e congetture fastidiose. Il fatto che ora il vento fosse calato, e non
fosse pi che una leggera brezza, gli permise di concentrarsi sui
propri pensieri con persino maggior accanimento e ossessione
che nel tragitto di andata.
A un certo punto, tratto in inganno dal paesaggio paesaggio
offuscato dal manto di neve, oltrepass la svolta per il sentiero
che lo avrebbe condotto a costeggiare le antiche mura di Durlston
fino a Lymington, e fu obbligato a ritornare sui propri passi
per molte centinaia di metri. Quando ritrov il punto di riferimento
e prosegu mantenendo la familiare cinta muraria alla
propria destra, i suoi pensieri ricominciarono a ribollire, per
nulla acquietati, finch giunse a casa.
Volete ancora qualcosa da mangiare, signore? chiese la signora
Thompson.
Mentre egli sedeva sulla piccola panca nell'ingresso e si toglieva
gli stivali, il messaggio che gli giunse dagli occhi della
donna era di autentica preoccupazione. Era ritornato scosso dalla
visita. Lei percepiva l'agitazione del suo animo.
Ho mangiato il mio brodo di pesce, signora Thompson. Di
cos'altro potrei aver bisogno?
Per le camminate al freddo, signore? Della carne, forse.
Sono stato bene senza carne fino a ora.
La signora Thompson annu. Ho attizzato il fuoco per voi.
Vi ringrazio disse Grange. Credo che uscir di nuovo
questa sera.
Signore... inizi a obiettare la signora Thompson, cambiando
poi idea. C'era qualcosa che lo aveva agitato, che gli si era
smosso dentro. Lei sapeva o immaginava che nel suo attuale stato
di eccitazione Grange avrebbe reagito con particolare asprezza a
qualsiasi tentativo di restrizione del suo andirivieni. Si permise di
dire, anche se sotto forma di semplice commento: Sono due
volte in una sera. Si trattenne dall'esprimere tutto ci che aveva
in mente, e cio che si sarebbe buscato un'infreddatura.
Ma, come sospettando la sua obiezione, Grange disse: Se
non ho preso freddo in un tragitto, non penso che prender
freddo in un altro.
Potreste gi aver preso freddo obiett la signora Thompson.
Anche se non ve ne siete ancora accorto.
Allora un'altra camminata non mi arrecher maggior danno
replic Grange, di quanto non ne abbia gi arrecato la
prima.
Lei lo fiss attentamente e se ne and in cucina, in silenzio.
...
71.

Dopo che Grange si fu infilato il pastrano, la signora Thompson
gli pass una sciarpa pesante e lo guard avvolgersela attorno al
collo. Egli le indirizz un cenno del capo e sollev un po' lo
stoppino della lanterna per aumentarne la luminosit. Poi pos
una mano sul chiavistello della porta e con l'altra afferr la grossa
borsa di tela.
Sulla soglia aperta il freddo lo colp come un masso. Alle sue
spalle, la signora Thompson tir la porta e chiuse.
Fuori, gli stivali scricchiolavano sulla neve. Osserv la strada
luccicante, illuminata in parte dalla luna, in parte dai lampioni
distribuiti a intervalli lungo i muri. Oltre la strada, la bianca
massa della collina di Walhampton si innalzava morbidamente
dall'altra parte del Lymington. Dopo la nevicata, l'aria era tersa e
fredda. L'acqua si era nuovamente ghiacciata sulle pietre del
selciato, rendendole scivolose. Grange inizi a percorrere High
Street, avanzando con attenzione tra le lastre di ghiaccio.
Il debole, morbido crepitio dei lampioni gli faceva compagnia
ma, una volta svoltato a sinistra per Gosport Street, si trov in
una zona pi buia e silenziosa. Al termine della via gir a destra e
attravers il ponte daziario, facendo un cenno alla bianca faccia
del gabelliere che si trovava dietro alla sua finestrella invernale.
L'esenzione dai pedaggi di cui godeva per il fatto di essere medico
produceva la solita reazione: uno sguardo scrutatore seguito
da un rapido ritrarsi del volto, come se il gabelliere, stabilita la
sua identit, fosse appena stato testimone di qualcosa di vagamente
inspiegabile ed innominabile, e non avesse intenzione di
concedervi ulteriore attenzione.
Sull'altro lato del fiume, quello di Walhampton, il silenzio si
stendeva sui campi innevati. La lanterna emanava una luce flebile,
sufficiente a illuminare soltanto pochi passi. Tra gli alberi
egli intravide alcuni tratti innevati che formavano una curva fino
al fiume e la luna, che emanava il suo misterioso cerchio di luce.
Erano numerosi i sentieri che avrebbe potuto scegliere, ma
decise di risalire il pendio per Barrows Lane. In cima si ergeva un
alto abete coperto di neve. Svolt in Barrows Lane. Il sentiero
ora gli era familiare, ma la cautela necessaria a percorrere la
strada scivolosa impegn la sua attenzione finch si trov a lato
del ben noto cancello di legno, e al chiaro di luna pot scorgere
la fila di olmi, simili a sentinelle, dietro cui stava la casa della
signora Quill, ora vuota.
Aveva seguito il sentiero che portava a quel cancello senza
essere pienamente conscio delle ragioni che lo spingevano a farlo.
A guidarlo era stata l'intuizione, pi che un preciso proposito.
Guardando in direzione della casa abbandonata attraverso la
vuota distesa di neve e cercando di giustificare quella visita notturna,
ricord una citazione di Hume, che affermava che la
mente razionale  al servizio delle emozioni. Sostando in silenzio
nella neve, ne ramment un'altra - una casuale osservazione di
Hargood - secondo cui un fantasma non  nient'altro che un'intensa
assenza.
Attravers il cancello e sost nel punto in cui aveva trovato la
terra smossa da poco, e aveva sospettato che qualcuno continuasse
a occuparsi della casa. La neve copriva di vacuit tutta l'area.
Rimase in piedi sotto alla fila di faggi in quel freddo silenzio per
molti minuti, tentando di radunare i propri pensieri. Fu allora
che, fissando il suolo, si rese conto della particolare inconscia
efficienza della propria mente.
Sull'orto delle erbe, che ricopriva un'area di circa tre metri
quadrati, la neve era stata spazzata di recente. Sollev la lanterna
per esaminarlo. Qualcuno aveva usato un'asse o un ramo per
spazzare via la neve. Grange si pieg a guardare pi da vicino
la superficie smossa. Nella zona ripulita sbucavano le cime delle
pianticelle. Esaminandole pi minuziosamente, not che molte
erano state cimate. In ginocchio sper, preg, sospett che
chiunque avesse rimosso la neve avesse lasciato delle tracce. Si
rialz e sollev la lanterna per illuminare la zona circostante. La
fiammella tremol per un momento, per poi spandere intorno a
lui una luce schietta.
C'era davvero un certo numero di impronte nell'area che era
stata spazzata. Per un momento ne esamin la misura: erano le
impronte di un bambino cresciutello o di una donna.
La sua mente, ora libera da esitazioni, inizi ad agire simultaneamente
su pi fronti. La neve era caduta solo qualche ora
prima, nel tardo pomeriggio e durante la sera. A quanto pareva
il visitatore era venuto con il proposito di ripulire le erbe dalla
neve e raccoglierne qualcuna in particolare. Da queste sommarie
deduzioni Grange concluse che lui o lei se n'era andato da poco.
Gli venne in mente che la persona poteva ancora trovarsi nel
giardino ed essersi nascosta al suo arrivo, e forse in quel momento
lo stava spiando. Al pensiero di un testimone invisibile represse
un leggero brivido e rivolse la propria attenzione a questioni di
pi immediata importanza.
Un altro dubbio gravava su di lui in modo pi urgente. Quando
era entrato dal cancello principale era certo di non aver visto
impronte lungo il proprio percorso nella neve vergine. Ma allora,
come aveva fatto il visitatore a entrare? Gett uno sguardo sulle
pallide mura della casa vuota e poi di nuovo lungo il viottolo che
portava al cancello. Sollev la lanterna, e ottenne conferma del
fatto che non vi erano altre tracce oltre alle proprie che portassero
o provenissero dal cancello principale.
Una volta stabiliti questi punti, inizi ad aggirarsi nella zona in
cerca di altre orme. Quasi immediatamente, di fronte al viottolo
che portava al cancello principale, vide delle impronte provenire
dall'altra parte del giardino, dirette all'orto delle erbe, e quasi
simultaneamente un'altra serie di tracce delle stesse piccole scarpe
che si allontanavano dall'area ripulita.
Sollevando la lampada davanti a s, le segu. Si dirigevano
direttamente verso la casa e la sua mente fu sfiorata dal pensiero
che il visitatore avesse una chiave. Una volta raggiunta la facciata
della casa, per, le orme deviavano su un sentiero laterale che
aggirava l'edificio portando sul retro, a sud. L, nascosto in una
siepe di tassi, si trovava un cancello secondario. Grange si chin
con attenzione per aprirlo. Mentre era impegnato a esaminare il
paletto, pensando che il cancello dava sul sentiero che scendeva
lungo la collina di Walhampton, fu sorpreso da un improvviso
sussulto nella siepe l accanto. Ud l'allontanarsi delle leggre
zampe di un animale, una lepre o una volpe, che aveva cercato
riparo dall'altra parte della siepe. Per molti secondi, in attesa che
il cuore gli si calmasse, pens che il visitatore doveva essersene
andato un po' prima, almeno tanto da permettere a una creatura
selvatica di cercare riparo e rintanarsi nella siepe.
Accanto al cancello nella neve vi era una strana concavit che,
vista pi da presso, corrispondeva a due impronte vicine e parallele
tra loro. I bordi interni quasi si toccavano. Percep che il
visitatore era rimasto fermo l in piedi per un po', forse per
scaldarsi le mani dopo aver spazzato la neve. Con sua sorpresa,
le tracce non portavano al sentiero verso il fiume ma verso l'entroterra,
attraverso i campi vuoti. Determinato, ora, a percorrere
il sentiero di impronte fino alla loro destinazione, sollev il paletto
di legno, apr il cancello, lo chiuse con attenzione dietro a s
ed inizi a seguire le concavit attraverso i campi innevati e
silenziosi.
...
72.

Era stato per caso, forse, che si era sentito spinto a uscire di notte
e andare a fare visita alla casa della signora Quill. Ma no, il suo
pellegrinaggio non era stato del tutto casuale. Aveva sperato,
senza nemmeno lasciare che il pensiero assumesse una qualche
forma chiara ed esatta, che ci fosse qualche segno di frequentazione
della persona a cui lei aveva chiesto di sorvegliare la propriet,
magari sotto forma di vaghe impronte sulla neve caduta
durante il giorno. Perci era stato colto da un improvviso accesso
di gratitudine, e persino da un lieve impeto di orgoglio, quando
aveva scoperto che non solo le impronte esistevano, ma che il
visitatore era stato l quella notte stessa e aveva lasciato delle
evidenti indicazioni sulla neve fresca. Gli sembr che finalmente
la fortuna stesse girando a suo favore. Forse stava seguendo le
indistinte immagini della propria mente, ma una qualche provvidenza
aveva messo sul suo cammino il piccolo indizio che
cercava.
Segu la linea delle impronte attraverso il campo per mezzo
miglio, poi per molte centinaia di metri lungo il fianco di un
viottolo. Sembrava procedessero in una direzione parallela alla
costa di Walhampton e verso Sowley. Stava iniziando ad accettare
la validit di questa idea quando improvvisamente le orme
finirono, come disperse a mezz'aria, e per molti passi egli prosegu
nella neve vergine. Si ferm, disorientato. Sembrava che il
visitatore avesse spiccato il volo come un angelo od un diavolo.
Fermo, in modo da non perdere altro terreno a causa di un
panico inutile, sollev la lampada e si guard intorno. A circa un
metro alla sua sinistra, lungo il bordo esterno della strada, nel
punto pi basso del terreno, correva un rigagnolo, niente pi che
uno straripamento di acqua di fosso. Era un lento flusso scuro. Il
freddo non era per sufficiente a congelare l'acqua corrente. Ma
Grange not che il persistente rivoletto, nel suo fluire, aveva
ripulito il ciglio della strada dalla neve. Gli venne in mente che
la sua preda poteva aver messo i piedi nell'acqua che scorreva,
non lasciando tracce. Ma per dove, allora? La strada era fiancheggiata
su entrambi i lati da alte siepi di biancospino, impossibili
da scavalcare.
Senza muoversi, esamin per qualche momento ci che lo
circondava. Allora gli venne un'idea singolare, un pensiero cos
strano da non meritare di essere preso in considerazione in qualsiasi
altra circostanza eccetto quella in cui si trovava ora. Forse la
persona in questione, dopo essersi fermata sulla neve, aveva
deliberatamente camminato all'indietro, usando le proprie tracce
per dissimulare l'arretramento. Tent di seguirne la logica. Dal
momento che, supponeva, era estremamente difficile farlo senza
cadere fuori dalle tracce, doveva esserci un punto, non tanto
indietro, dove le impronte deviavano di nuovo. Torn indietro
lungo il percorso delle tracce per circa venti metri, guardando a
destra e sinistra in cerca di qualche via di fuga. Alla fine, gettando
uno sguardo alla sua sinistra, al di l del rigagnolo nero,
nell'alta siepe vide un varco e un vecchio cancello a croce in
quercia. Sollevando la lampada pi che poteva, e spiando attraverso
le stecche del cancello, riusciva a malapena a distinguere il
tracciato delle impronte che si inoltravano in un campo.
Emise un sospiro di sorpresa e sollievo. Il ponderato stratagemma
del visitatore gli appariva premeditato e allo stesso tempo
disordinatamente furbo. Senza dubbio lui o lei temeva di essere
seguito e aveva adottato delle elaborate precauzioni per non
essere rintracciato. Lo stratagemma (sempre che questo fosse il
suo obiettivo) ebbe almeno l'effetto di mettere Grange all'erta di
fronte ad altre possibili esche fuorvianti. Come aveva supposto,
l'acqua che scorreva lungo la strada era profonda non pi di
qualche centimetro, e quindi insufficiente a minacciare l'integrit
dei suoi stivali. Attravers e scavalc il cancello. Una volta ridisceso,
si trov in un lungo prato il cui punto pi lontano si
poteva scorgere solo vagamente grazie alla luce lunare.
La traiettoria delle impronte attraversava il lungo prato in
pendenza verso il suo limitare a est, oltrepassava un altro cancello,
poi si immetteva in un sentiero che si stendeva da nord a sud,
parallelo al campo. Fu chiaro che si trattava di una strada molto
frequentata, che probabilmente congiungeva due insediamenti,
anche se ora Grange era abbastanza disorientato da non avere
un'idea chiara dell'esatta direzione del sentiero. Fu colto da un
altro momento di dubbio quando vide che sul viottolo c'erano
molte altre tracce: le grandi impronte di almeno tre uomini.
Avvicinandosi, vide che le impronte pi piccole erano sparite
in quelle pi grandi.
Se non fosse stato per il precedente cambio di direzione,
avrebbe potuto abbandonare la propria ricerca. Ma ora si stava
abituando a una certa astuzia. La mente gli diceva che era sulla
neve un po' pi indietro nel percorso, ossia nella mossa di tornare
sulle proprie orme, che  visitatore aveva esibito il proprio
carattere. Cerc di entrare nei pensieri della sua preda. Come
aveva reagito di fronte alle altre impronte presenti sul sentiero?
Grange pens che le concavit sarebbero state percepite come
un'altra opportunit. Ora mentalmente poteva prevedere come
la sua preda avrebbe proseguito: avendo cura di nascondere le
impronte piccole in quelle pi grandi.
Il presupposto lo port di fronte a un dilemma. Ora era
obbligato a capire in che direzione potesse essere andata. Gli
sembr che il generale orientamento delle tracce del visitatore,
tenendo conto dei cambi di direzione, fosse verso l'entroterra,
dalla parte opposta della foce del Lymington e del litorale del
Solent. Cos decise di seguire il sentiero verso nord sperando che,
se e quando le impronte avessero deviato dalle tracce pi grandi,
sarebbe stato abbastanza attento da scovarle.
Finalmente giunse a un punto del percorso in cui una scia di
impronte si separava dal sentiero verso un altro cancello a croce.
Costernato s'accorse che non si trattava delle piccole tracce che
si aspettava, ma di una traiettoria di tracce ben pi grandi. Era
perplesso. In che passi si sarebbe nascosta ora la sua preda, in
quelli del sentiero principale oppure in quei grandi passi che si
allontanavano? Era la terza volta quella sera che si sentiva spinto
a sfidare con la propria intuizione l'astuzia del visitatore. Ancora
una volta gli sembr che tutto dipendesse principalmente dalla
direzione complessiva. Se la sua preda stava procedendo verso
l'entroterra, il percorso pi a nord, pi interno e quindi potenzialmente
pi promettente era quello che deviava. Decise di
percorrere quest'ultimo per un po', almeno per qualche centinaio
di metri, ma di non avere esitazioni nel tornare indietro
qualora avesse avuto il presentimento di aver fatto la scelta
sbagliata.
Le impronte attraversavano un altro campo. Pens che l'intento
di mantenere le proprie tracce all'interno di quelle di un'unica
scia sarebbe stato pi difficile nella neve vergine che su un
sentiero calpestato pi volte. Una singola e momentanea mancanza
di attenzione avrebbe lasciato un segno rivelatore. Proseguendo,
esaminava il tracciato in cerca di un qualche segno di
tale svista. Per molte centinaia di metri non trov alcuna indicazione
di un'altra scia.
Il campo attraverso cui avanzava era lungo e relativamente
stretto. Alla sua destra vi era un grande bosco di querce e faggi.
Stava per decidersi a ritornare al sentiero principale quando le
impronte giunsero di fronte a un ostacolo e aggirarono la tozza
sagoma di una solitaria ginestra spinosa. Fu l che Grange ebbe
un'altra di quelle particolari intuizioni o convinzioni che quella
sera lo avevano gi assalito.
Pens che forse l'inaspettato cambio di direzione delle orme
originali attorno al cespuglio di ginestre avrebbe disorientato il
visitatore. Forse, concentrandosi nel posare i piedi all'interno
delle impronte esistenti, egli o ella poteva essersi imbattuto
nell'improvviso cambiamento di direzione ed essere stato preso alla
sprovvista. Nel punto in cui le impronte originali pi grandi
compivano la loro inaspettata deviazione attorno all'oggetto anomalo
egli scopr, sui bordi di due di esse, la sovrapposizione di
una scarpa o stivale pi piccolo. Si inginocchi e per la prima
volta quella sera, avvicinando la lampada per esaminare la prova,
lasci trapelare la debole traccia di un sorriso.
Non ci furono altre deviazioni evidenti fino al cancello situato
all'estremit inferiore del campo. L la sua preda doveva aver
deciso che lo sforzo compiuto per nascondere le proprie tracce
fosse sufficiente. Le orme pi grandi svoltavano a destra. Emergendo
da queste, le pi piccole abbandonavano le loro progenitrici
e mutavano improvvisamente direzione.
Sospett che l'ostentazione di una tale sicurezza fosse associabile
al fatto che il visitatore si trovava vicino alla propria dimora.
Alzando lo sguardo attraverso il buio, riusc solo a scorgere, a
molte centinaia di metri davanti a s, la massa di ci che sembrava
un insieme di case di campagna, raccolte in scuri contorni
che si stagliavano contro il cielo chiaro, e prive di luci visibili.
Grange si ferm per guardarsi intorno ed esaminare il luogo.
Una strada battuta raggiungeva il gruppo di case da destra. Ebbe
l'impressione che si trattasse di abitazioni distribuite in modo
dispersivo e casuale lungo un tortuoso sentiero di campagna, il
cui utilizzo lo aveva trasformato in una stretta strada cittadina.
L'immagine gli riport alla mente un ricordo. Era gi stato l.
Allora cap che le orme, compiendo un percorso alternativo
attraverso campi e strade secondarie, portavano a Pilley.
Una volta raggiunte le abitazioni, il cuore inizi a battergli pi
velocemente. Aveva terminato la propria ricerca con lo stesso
senso di moderata soddisfazione che gli derivava dalle ricerche
o esegesi erudite. La luminosit della lampada oscillava delicatamente
sulla neve. Allo stesso tempo inizi a sentire un po' della
stanchezza fisica causata dalla lunga ricerca. La borsa che aveva
nell'altra mano sembr pi pesante. Alla fine si ferm davanti
alla porta principale di una delle piccole dimore. Buss due volte
ed attese.
...
73.

Ud un passo strascicato all'interno della casa, il rumore di un
pesante catenaccio che veniva tirato, infine il pianto di un
neonato.
La porta si apr. Tra le diverse forme e stratificazioni dell'oscurit
riusc a intuire il contorno di una figura, quasi certamente
quella della stessa giovane che aveva incontrato in precedenza.
Forse lei stessa aveva riconosciuto la sua figura alta, perch rimase
in piedi nell'ingresso, osservandolo con sospetto.
Grange disse: La signorina Chorley, se ricordo bene.
La sagoma si ritir come un pesce all'interno di uno stagno.
Si chiese se la porta gli sarebbe stata di nuovo sbattuta in
faccia. Ma poco dopo si present un'altra sagoma con una lampada
di sego in mano. La luce gli fu avvicinata al volto, fin quasi
sul naso. Pens - pur non potendola riconoscere dietro a quella
luce accecante - di trovarsi finalmente faccia a faccia con la
signora Chorley.
Dottor Grange. Non era un benvenuto, ma semplicemente
una conferma di identit. Per molti secondi, gli parve, la donna
ne studi i lineamenti con inesorabile attenzione.
Ora era in grado di vederla meglio. Due occhi diretti in mezzo a
una faccia scura bruciata dal sole. Nei suoi lineamenti gli parve di
riconoscere qualche traccia della cuoca che aveva visto una o due
volte sul retro della casa della signora Quill in occasione delle sue
visite: una donna piccola, silenziosa e attiva che parlava di rado.
Grange disse: C' vostro figlio, forse?
Quale?
Matthew.
La pausa che segu fu come l'oscurit, un'assenza di
sentimenti.
Matthew non vive qui.
Grange non estern alcuna emozione davanti a quella risposta
evasiva. Era abituato a condurre le proprie ricerche con ci che il
Collegio dei Medici definiva "un atteggiamento chiuso". Lei, d'altra
parte - se gli archivi dell'ospizio dei poveri erano affidabili -
era abituata alla persecuzione dell'Ufficio dei Dazi e forse a
qualche seccatura con altri ufficiali della polizia a causa delle
attivit del figlio. Grange disse, pi gentilmente possibile:
Non  ci che vi ho chiesto.
La luce gli si avvicin ancora, al punto che egli pens che i
bordi di ferro della lampada gli sarebbero state premute sulla
faccia. Percepiva il calore della fiamma sulle guance e sulla fronte
ed annus l'odore lievemente rancido del sego bruciato. Ora sembrava
che la fiamma occupasse tutto il suo campo visivo. La luce
ed il calore formavano un'unica palla di fuoco, simile al sole.
Si trattava di una specie di intimidazione. Aveva letto che certi
noti criminali avvicinavano una lampada al viso di un viandante
per accecarlo quando questo entrava nel loro territorio, in modo
da attaccarlo pi facilmente da dietro o da un lato. Determinato
a non socchiudere gli occhi e a non tirarsi indietro, attese. La
fiamma sembrava divampare in fondo ai suoi occhi.
Senza alcun preavviso la lampada fu ritirata, la porta aperta ed
egli invitato nell'oscurit dell'interno. In atto di cortesia, pos la
lampada fuori dalla porta e, tenendo stretto il suo pesante involto,
fu obbligato a chinarsi sotto l'architrave. Per molti secondi i
suoi occhi non videro nulla. Lo invest un forte odore di cucina e
sudore. Tenendo la testa bassa, si fece strada a tastoni lungo il
muro adiacente. Se ad attenderlo ci fossero stati dei furfanti, si
sarebbe ritrovato alla loro merc come un cieco.
La porta scricchiol e sbatt dietro di lui. Dentro la casupola,
alcuni strati di oscurit si fecero visibili, spiegandosi lentamente.
Riacquist gradualmente la vista. Sagome indistinte si muovevano
nella periferia del suo campo visivo. La lampada di sego che
era stata usata per intimidirlo si trovava ora al proprio posto,
appesa ad una grossa trave del tetto. In quella debole luce la testa
di un bambino fu allontanata da un unico, enorme seno. La
voluttuosa forma candida fu coperta silenziosamente.
La signora Chorley? ripet.
Ud lo scatto del chiavistello di un'altra stanza della stamberga,
avvert lo spostamento di una corrente d'aria sul viso e cap
che Matthew era scappato.
La voce della signora Chorley non tradiva alcuna traccia di entusiasmo,
anzi si poteva percepire una nota di sentenziosit.
Cos'era che volevate, signore?
Vi ho portato un dono, che spero mi farete l'onore di
accettare.
Grange infil le mani nella borsa ed estrasse il voluminoso
corpo di un'oca, un po' irrigidito dal trasporto nel freddo della
notte. Speravo potesse essere una piccola aggiunta al vostro
vitto natalizio.
Il nostro vitto natalizio?
Con i miei omaggi disse Grange, a voi e alla vostra
famiglia.
Ora i suoi occhi vedevano un po' meglio. La donna guard il
dono con un'espressione di manifesto sospetto. Egli vide gli
occhi di lei stringersi e, dato il rovesciamento della situazione,
vi osserv forse una debole traccia di disagio per averlo imbrogliato
riguardo alla fuga del figlio. Segu una pausa in cui egli
pens che avrebbe rifiutato la sua offerta. Interiormente, una
parte di lei lottava contro di lui. Ma forse per il fatto di averlo
bistrattato, o per un inaspettato accesso di gentilezza nei suoi
confronti, o ancora semplicemente per il sollievo di sapere che
suo figlio era fuori e ad una distanza sufficiente per non essere
inseguito, si fece avanti e prese l'oca.
Ora devo andare disse Grange. Sarete cos gentile da
recare i miei ossequi a Matthew?
Lei fece un lieve cenno con il capo, come se stesse riflettendo
su ci che egli le aveva detto.
La scarsa luce gli permise solo di raggiungere la porta a tentoni,
seguendo con le dita l'architrave della finestra e da l, lungo
il muro, giungere alla cornice della porta. Sollev la pesante
sbarra di legno e la apr. Dovette nuovamente quasi piegarsi in
due sotto lo stipite, per poi emergere dalla casa.
Fuori, colpito dal freddo, pot drizzarsi completamente e
ridistendere lentamente la spina dorsale. Dietro a lui la porta
fu chiusa con fermezza anche se, cos gli parve, non proprio
con la stessa ferocia dell'occasione precedente.
Liberata dal freddo e umido cuore della casa, l'improvvisa,
fiorente complessit dei suoi pensieri gli rec sul volto la traccia
di un sorriso. Cosa lo aveva spinto a prendere una delle belle
carcasse pennute e portarla a lei? Un istinto forse? O qualcosa di
pi sottile, pi oscuro?
Ebbe la sensazione di vedere, all'interno della casa, i vari
membri della famiglia riuniti attorno al dono, paurosi di toccarlo,
silenziosamente guardinghi, come se si trovassero accanto a una
mina. Immagin persino i poppanti momentaneamente distratti
dai seni delle loro madri, pensierosi, con i piccoli sopraccigli
aggrottati. Nonostante la signora Chorley nutrisse dei dubbi riguardo
la provenienza dell'uccello, egli era sicuro del fatto che
alla fine lo avrebbe spennato e cucinato. Avrebbero mangiato il
dono loro offerto, non fosse altro perch facendo altrimenti,
rifiutando la sua offerta, avrebbero attribuito al suo gesto un
significato e un prodigio persino maggiore di quello che gi
aveva. E cos, come un cavallo di Troia, le sue intenzioni si
sarebbero infiltrate nel loro Natale sotto forma di una grassa e
munifica oca. E a ogni boccone avrebbero ripensato al maltrattamento
che lui aveva subto da parte loro.
La carit, egli lo sapeva bene, era una cosa complessa.
...
74.

Fuori c'era un cielo limpido e una bella luna. La lampada che
aveva posato a terra prima di entrare nella stamberga ardeva
timidamente accanto alla soglia. La raccolse e si incammin verso
Lymington.
Aveva ripreso a nevicare. I candidi fiocchi filtravano attraverso
la luce nera, pur non essendoci la minima traccia di nuvole.
Compiendo un percorso pi diretto di quello tortuoso che aveva
intrapreso verso Pilley, si orient con una certa facilit lungo i
viottoli che portavano verso il Lymington. Mezz'ora pi tardi,
spuntando da Hundreds Lane, giunse alle sponde del fiume. Si
era levata una brezza notturna. Le raffiche di vento increspavano
l'acqua mentre pi piccoli e leggeri vortici ondeggianti si separavano
da esse per attraversare la superficie dando luogo a pallidi
spruzzi. Osserv un turbine di neve dissolversi nella scura superficie
del fiume.
Udendolo bussare, la signora Thompson tolse il chiavistello.
Non appena lo vide apr rapidamente la porta per farlo entrare e
rabbrivid per la massa di aria fredda che si era insinuata con lui.
Richiuse e sprang la porta.
Grange disse: Credo di aver finito le mie commissioni.
Si tolse il pastrano e la sciarpa, e si sedette sulla piccola panca
nell'atrio per togliersi gli stivali. Lei lo esamin attentamente,
chiedendosi quale fosse la causa del sorriso che aveva sulle labbra.
Egli le porse prima uno stivale e poi l'altro, che lei afferr
per metterli al caldo accanto alla stufa.
Alla fine si sent esausto e, seguendo il consiglio della donna,
si accomod davanti al fuoco.
Avete consegnato l'oca?
Certo, signora Thompson. Ai Chorley, che vivono a Pilley.
 un bel pensiero. Pilley  distante, da raggiungere a piedi.
Non le rispose. La stanchezza sembr essersi impossessata di
lui. Avvicinandosi, la donna vide che si era gi addormentato
sulla sedia accanto al fuoco.
...
75.

Mio caro Leman,
in passato non ero soggetto a sogni di particolare intensit. Ma
da quando ho iniziato a ripensare ai miei primi amori e alle mie pi
profonde passioni e a evocarli in modo pi dettagliato di quanto
abbia mai desiderato o tollerato in precedenza, il turbamento del
mio equilibrio ha suscitato in me alcune immagini spaventose e
tremende. Io non sono solito attribuire molta importanza ai sogni,
ma molti di questi sembrano recare con s una debole eco del mio
passato e uno in particolare sembra proiettare, come un'ombra sul
muro, uno strano simulacro distorto del mio comportamento di un
tempo.
Mi pare che questi sogni sorgano nella mia mente come un
indizio e gettino sulla quotidianit una strana luce, o forse un'oscurit,
facendo diventare la terra stessa parte del riflesso.
Nel sogno della scorsa notte mi trovavo a remare con il mio
giovane collega nel barchino da uccellagione e insieme ci preparavamo
a cacciare uno stormo di oche che giaceva all'orizzonte, (perci,
a quanto mi pare, nei sogni mescoliamo tra loro anche i ricordi,
poich avevo intrapreso una tale spedizione alcuni giorni prima).
Dopo un lungo appostamento raggiungemmo gli uccelli e ci
muovemmo silenziosamente finch questi si trovarono tutt'intorno
a noi, vigili e allarmati ma non ancora eccitati dal senso di panico
che li avrebbe fatti sollevare dalla superficie bramendo come cani
da caccia. Stavamo in mezzo a loro e io iniziai a provare una curiosa
tranquillit, come se con le bellissime creature non stessimo solo
condividendo un po' di spazio e di luce, ma persino certe emozioni
o sensazioni.
L'agitazione causata dalla nostra presenza non le fece volare via.
Al contrario, sembrava che si avvicinassero per osservarci, voltando
le teste da una parte e dall'altra per vederci meglio e, mentre ci
muovevamo tra loro, sentivo che la sensazione di sollievo si diffondeva
dentro e intorno a me, come se la loro presenza e il loro
stretto sodalizio iniziassero a fare effetto.
Com' difficile descrivere la sensazione di un sogno! Nonostante
la loro tranquillit, o forse proprio a causa di questa, percepii
uno strano senso di presagio. Iniziai a intuire che ci avevano stregato
con la loro delicata bellezza, con il calmo ma vigile movimento
ei loro corpi accanto a noi. Sentii persino che, in qualche strano
modo, ci stavano scortando verso una destinazione ignota. Non
sono in grado di descrivere tale destinazione, se non attraverso le
sensazioni a cui mi sentivo sempre pi soggetto. Tentando di
esprimere a parole una percezione tanto oscura, pensai che ci stessimo
muovendo verso un qualche paradiso, un qualche porto. Non
dovevo fare altro che giacere l, paziente ed inerte, perch quella
bellezza mi fosse rivelata.
Tuttavia qualcos'altro si dest in me, qualcosa che all'inizio non
seppi definire e che non capisco nemmeno ora. Mi strinse un
turbamento, un lento timore. Non era causato da qualcosa di
esterno, ma traeva origine da una mia intuizione o convinzione
interiore secondo cui in qualche modo, nonostante l'irresistibile
attrazione verso quel paradiso, i miei stessi sensi mi stessero tradendo.
Percepii, non so con che apparato, che stavo entrando in un
sogno da cui non mi sarei risvegliato. (Perci, a quanto sembra, nei
sogni non vi  alcun senso di contraddizione nel vedere noi stessi
che sogniamo). Fu proprio questa riflessione, questa sensazione di
avvicinamento alla strana pace, a provocare in me la pi profonda
costernazione.
Fui colto da una forma di paura o panico, poich nel rimanere
passivo mi sembrava di lasciarmi alle spalle una parte della mia
stessa sensibilit. Intuii che c'era un prezzo da pagare per questa
sensazione di beatitudine ed il mio nervosismo dipendeva dall'idea
di tale prezzo. Forse temevo che rimanendo quieto e passivo man
mano che il paradiso si avvicinava e che il piacere mi inondava,
avrei iniziato a perdere anche il controllo di ci che ero. Nonostante
il silenzio del mio compagno, sapevo che anche egli era
entrato in quello stato di strana comunione con gli uccelli e con
quella stessa intuizione o presagio che e una peculiarit dei sogni di
questo genere. Il mio dilemma consisteva nel fatto che il mio
compagno sembrava complice di quel paradiso femminile ed era
mia convinzione che egli, a differenza di me, non avrebbe opposto
alcuna resistenza alla finale fusione delle creature in uno stato di
beatitudine.
Le creature si erano raccolte attorno a noi, ci accompagnavano e,
nonostante ora fossero silenziose, per mezzo di qualche tipo di
comunicazione tra noi capii che nel calmo procedere stavamo raggiungendo
quello stato di pace finale a cui si pensa tendano tutte le
anime.
Mio caro Leman, vi confesso che ero pervaso dal terrore, che
cresceva man mano che ci avvicinavamo alla meta. Mentre questa
sensazione si espandeva dentro di me, decisi di opporre una resistenza
estrema alla dissoluzione della mia anima. Perch l, a breve
distanza da me, giaceva il crudo meccanismo con il quale mi sarei
potuto liberare della paura. Iniziai a strisciare verso lo strumento e
sollevai la cerniera del pesante fucile da caccia. Il secco scatto che lo
caric divenne l'epicentro della mia volont. Il rumore fece
improvvisamente innervosire gli uccelli, come se percepissero il tradimento,
e questi iniziarono a dar segno di agitazione, poi a guizzare
e muoversi allarmati e, infine, a sollevarsi dall'acqua, lasciandosi
dietro tracce confuse. Quindi, spaventati, si lanciarono in aria, il
panico li scaraventava verso l'alto, finch la massa di tutte quelle
ali si fece densa e cupa come una nuvola. Sembrava volessero
rubarmi la luce e farmi dissolvere nell'oscurit. Al che premetti
il grilletto, la pietra focaia cadde sullo scodellino, il fucile rincul
contro di me e lo stormo d'anime inizi a precipitare nell'acqua.
Ritenevo di aver salvato il mio collega e me stesso dalla perdita
dei sensi causata da quelle sirene. Ora finalmente si era svegliato e
insieme ci mettemmo a raccogliere la cacciagione. Ma nel sollevare
i corpi intuii una strana trasformazione. Infatti gli esseri che stavamo
trascinando a fatica dai capi di banda, con le cosce piumate e
il tepore vitale ancora presente, non erano oche bens donne,
vergini nude. Fui colto da un terribile sgomento per ci che avevo
fatto, ma non da contrizione. Ero determinato a portarle a bordo.
Accanto a me il mio compagno non parlava, ma mi aiutava silenziosamente
nello sforzo di trascinare i cadaveri sulla barca.
Una volta radunatele, gettai lo sguardo sui loro volti, su cui non
scorsi solamente le astratte caratteristiche della bellezza, ma in uno
o due le tracce, gli indizi, le caratteristiche esteriori e i lineamenti
peculiari di diverse delle mie amanti del passato. Nelle loro espressioni
passive indagai, cercai qualche traccia di orrore per ci che
avevo compiuto, ma esse erano all'altezza della propria bellezza, le
loro espressioni erano calme nella morte, come se in qualche modo
alla fine le avessi liberate.
Mio caro Leman, probabilmente emergerete dalla contemplazione
del mio sogno solo con un vago indizio dell'effetto che ha avuto
su di me. Infatti, com' possibile comunicare a parole un cos
singolare volo di sensazioni? Pur nella grossolanit della mia impresa,
oserei sostenere che spesso i sogni sono pervasi dai ricordi. Il
giorno della caccia, una volta accatastata la genia piumata, mi ero
accorto che le mani del mio collega erano intirizzite, cos con calma
gli avevo mostrato come riscaldarle posizionandole nella giuntura
tra le ali e il corpo, dove era ancora possibile trovare l'ultimo
calore. Allo stesso modo ora, nel pieno della mia contemplazione
delle vergini, mi accorsi che egli era infreddolito e udii me stesso
consigliargli, con voce non meno calma, di mettere le mani gelate
sotto le loro ascelle.
Galleggiando l, tra i cadaveri di quelle donne assassinate, mi
sentii improvvisamente debole e caddi in avanti, svenuto, e l'ultima
immagine che trassi dal sogno fu la sensazione di giacere sul
fondo dell'imbarcazione tra le mie amanti morte.
Fu allora che mi svegliai, con la camicia da notte intrisa di
sudore, e cercai a tentoni la candela che tengo sempre pi spesso
accanto al letto; per acquietarmi dopo uno di questi incubi, mi
posso infatti concentrare sulla piccola luce di una singola fiammella
ondeggiante.
Signore, questi sono i miei pensieri, che ho riportato per iscritto
come in estasi e da cui ora mi allontano, avendone espressa una
parte al meglio delle mie possibilit.
Proseguir nella narrazione quando avr avuto un po' di tempo
per riprendermi. Ora sono troppo turbato per riuscire a consolarmi,
e per allentare la tensione mi libero dalla necessit di proseguire
ulteriormente nell'esposizione di un soggetto cos singolare.
Per ora, signore, vi porgo i miei ossequi.
Hargood.
...
76.

Il freddo continu per molti giorni. Era una notte limpida, una
notte di pace assoluta, pur con la terra ancora ricoperta dalla
neve ghiacciata, quella in cui Grange fece nuovamente visita alla
casa di Hargood. Si era ripreso dagli sforzi compiuti molte notti
prima senza essere soggetto a brividi o svenimenti. Procedendo
oltre la collina di Walhampton e raggiungendo l'interno, prov
un senso di appagamento per il ritmo del proprio incedere.
Fu Hargood stesso ad aprirgli la porta. Afferr la mano fredda
di Grange e lo condusse nel tepore dell'atrio. Siete congelato.
La debole luce lunare filtrava attraverso i vetri delle finestre e
costeggiava il pavimento. Nel salone ardeva un gran fuoco. Ai lati
del caminetto erano stati posati dei tronchi freschi, che dovevano
asciugarsi prima di ardere nel fuoco.
Hargood disse: Se avessi saputo che avevate intenzione di
farmi visita, sarei venuto a prendervi immediatamente.
So che lo avreste fatto e vi ringrazio. Ma  per questo che
sono venuto a piedi.
Desiderate forse un po' di vino?
Se mi permetteste di riposare qualche minuto gli disse
Grange, ve ne sarei grato.
Non  una notte adatta per uscire di casa disse Hargood,
e camminare da soli per i sentieri.
Rimproverandolo, segu Grange verso il salotto. Sedetevi,
signore. Trascin accanto al fuoco una delle sedie con lo schienale
alto. Dovreste riposare almeno un po', prima di cena.
Cena?
Dovete cenare con me, signore. Insisto.
Hargood cammin lungo il muro, prendendo posizione accanto
al fuoco con le terga rivolte al focolare. Grange era poco
propenso a discutere della cosa. Trov che l'angolosit della
sedia dallo schienale alto ben si adattasse alle ortogonalit del
suo corpo magro. Seduto, alz lo sguardo verso Hargood, che lo
osservava. Ne not gli zigomi alti, marcati dalla luce, i sopraccigli
ieratici, il naso simile al sottile ponte dell'elmetto di un guerriero.
Hargood chiese: Siete venuto passando per la casa della
signora Quill?
Grange sorrise per l'intuizione. Scosse la testa. Non questa
sera. Ci sono passato di recente nei miei giri natalizi.
 ancora vuota?
S.
Le fiamme del fuoco si levavano lente dietro ad Hargood.
Qualche volta, quando il fuoco sussultava o mormorava, le fiamme
si muovevano agitate, come un irrequieto uditorio. In sottofondo
Grange udiva la signora Simmonds alle prese con i piatti,
in cucina.
Silas, caro amico mio. Continuate a perpetuare la sua assenza,
proprio come gli altri fanno con una funzione religiosa. Se n'
andata, ormai.
Grange annu, ma entrambi continuarono a mantenere la
propria posizione, in un confronto formale ma educato, mentre
dietro ad Hargood di tanto in tanto il fuoco tossiva e lanciava una
o due faville sul pavimento in pietra, quasi a voler esprimere il
proprio commento.
Quella sera a tavola Hargood bevve molto, come era solito fare
da qualche tempo. Alz lo sguardo lentamente, riflettendo, come
se i suoi pensieri salissero verso l'alto, e inarc le sopracciglia.
Chi? chiese. Chi deve sapere?
Attorno a lui si muovevano le faville di un ripetitivo, quieto
silenzio.
Grange disse: Della signora Quill?
Hargood annu. Della sua storia e del suo effetto su di noi.
Nessuno se non noi.
Allora forse quella consapevolezza morir con noi.
Grange percep nuovamente la radicale differenza tra loro,
ossia che mentre Hargood considerava quella donna come parte
del proprio passato, a Grange sembrava, manifestamente ed indiscutibilmente,
parte del proprio futuro. Un futuro che, tuttavia,
non era in grado di prevedere.
Le tenui fiamme delle candele vacillarono e fecero danzare la
luce.
Diversamente dal solito, pervasi da una specie di malinconia,
consumarono gran parte del pasto in silenzio. In circostanze
normali Grange si sarebbe aspettato che Hargood lo provocasse
e lo divertisse. E Hargood, da parte sua, avrebbe contato sul suo
giovane collega perch si divertisse a essere pungolato e replicasse
con sincerit. Per quella sera il solito meccanismo di intrattenimento
reciproco sembr averli abbandonati o perduti, almeno
temporaneamente.
Dopo un po' sul viso di Hargood affior un sorriso, una breve
traccia del suo passato buonumore. Credo che voi siate solo
afferm improvvisamente. Il sorriso aveva abbandonato le sue
labbra e con il bicchiere distrattamente stretto tra le mani fiss
Grange. Credo che nonostante stiate seduto in silenzio, la vostra
mente stia elaborando.
Si vers attentamente dell'altro vino.
Talvolta, quando siamo soli, ribatt Grange, ci basta che
la mente rimanga attiva.
Hargood bevve, sonnolento. Voi non andate da nessuna
parte, signore. Rincorrete la vostra ombra.
Grange reclin il viso verso Hargood e sorrise. Hargood,
vedendo quel fare aspetto tranquillo, disse: Non so se compatirvi
o essere invidioso.
Di cosa?
Della singolarit del vostro carattere, o forse del vostro senso
di quiete quando siete in compagnia di voi stesso.
Hargood...
Lo sapete, signore. Lo sguardo di Hargood si fece improvvisamente
molto intenso. Un giovane diavolo mi ha chiesto
cos' che rende un uomo un libertino. Il libertino, gli risposi, 
qualcuno che si diverte in compagnia delle donne. Un gran
libertino, d'altro canto,  qualcuno che non sopporta di rimanere
in compagnia di se stesso.
Grange vide il sorriso di Hargood scomparirgli dal viso e il
suo ospite sprofondare nella riflessione.
Pi tardi, sempre in silenzio, Hargood fece un cenno del capo
a Grange e si alz afferrando il candelabro a cinque bracci.
Grange sorrise, alzandosi anch'egli - anche se un po' instabile
- e segu il padrone di casa nel corridoio.
...
77.

Venite a vedere, signore disse Hargood. Venite a vedere.
Si alz, con il candelabro in mano, e scivol lungo il corridoio
come un minotauro, sorreggendosi con una spalla alla parete.
Nella casa c'era una sola porta chiusa a chiave e tutto il silenzio
della dimora sembrava contenuto l dentro. Hargood teneva la
chiave in qualcuna delle tasche e per cercarla si appoggi pesantemente
al muro. Le fiamme della candela tremolavano sotto il
suo respiro affannoso. Grange attendeva l vicino, nell'oscurit,
mentre il padrone di casa si frugava nella tasca destra dei calzoni.
Poi vide che Hargood ne estraeva un lungo manico, dirigendosi
verso la serratura.
I chiavistelli si sbloccarono. La porta era pesante ed i cardini
gemettero. Grange percep la freddezza dell'aria proveniente
dalla stanza, simile a quella di una cripta. Hargood entr, tenendo
il candelabro davanti a s come nell'atto di porgere un'offerta
propiziatoria. Nell'atmosfera stantia della stanza le fiamme sembrarono
vacillare ed ardere pi debolmente.
Addossato a una delle pareti si trovava un pesante tavolo in
quercia. Hargood vi pos il candelabro e poi si appoggi in cerca
di sostegno. Nella momentanea tregua dall'agitazione dovuta allo
spostamento e alle forti correnti prodotte dal respiro di Hargood,
le fiamme si stabilizzarono ed elevarono. Nella luce rinvigorita
tornarono in vita, placidi e ben visibili, i dipinti appesi alle
pareti. Quando Hargood sollev il capo, Grange lo vide come un
prete nella propria chiesa, intento ad ammirare la santit delle
immagini di Cristo e della Vergine appese alle pareti.
Dietro alla testa di Hargood i protagonisti dei dipinti parevano
nuotare nella scarsa luce della stanza. Le candele, fattesi pi
luminose, illuminarono morbidi corpi, seni, natiche. Non vi era
dipinto che non ritraesse il nudo femminile in una delle sue
manifestazioni. La combinazione tra l'aumento della luminosit
delle fiammelle e l'adattamento di Grange all'oscurit mise in
risalto le indistinte forme sinuose.
Hargood si rivolse a Grange senza voltarsi verso di lui. Credo
che abbiate gi visto, signore, ci che intendo lasciarmi alle
spalle.
Inizialmente Grange pens che Hargood si riferisse specificamente
ai dipinti. Ma nel silenzio che segu inizi a percepire che
forse il padrone di casa intendeva fare riferimento a qualcos'altro
- non tanto ai dipinti in s, ma a ci che contenevano - alla vita
sensuale che rappresentavano.
Ora Hargood si trovava in piedi, di fianco a Grange, davanti a
un dipinto appeso alla parete, un Montmorency, in cui una
processione di figure femminili dalle forme voluttuose saliva nella
luce. L'insieme assumeva una forma strana, una grande spirale
di corpi munifici che tendeva verso l'alto raggiungendo le nuvole.
A Grange sembrava il sogno del paradiso di un sensuale.
Secondo questa variazione del Vangelo, il giorno del giudizio
non consisteva nel pentimento della carne e nella liberazione
dello spirito dal corpo che lo imprigionava, ma esattamente il
contrario: era la caduta dello spirito in una magnifica nudit.
Era vero, come aveva detto Hargood, che Grange aveva gi
visto una volta quel dipinto, e allora ne era rimasto turbato.
Cerc di dare una qualche spiegazione alla propria sensazione.
Gli sembrava che le caratteristiche fisiche delle donne fossero
deliberatamente vaghe o prive di carattere, che l'occhio dell'osservatore
- o almeno il suo - cercasse invano qualche segno di
uno spirito umano pi profondo in quel vortice di carne luminescente.
In passato, a Londra, quando aveva avuto occasione di
trovarsi di fronte a uno dei grandi quadri dei maestri del Rinascimento
il cui soggetto era il nudo femminile, aveva istintivamente
fatto oscillare la sua attenzione tra i bei volumi della
nudit e il carattere umano del viso. L aveva intuito che l'espressione
predominante del fascino femminile - la languidezza, la
ritrosia, la bramosia - era una mera copertura di altre emozioni
umane, pi profonde e misteriose. Nel Montmorency, invece,
per quanto tentasse, non trovava su un solo viso il segno di un
carattere o di un'espressione individuale. Gli occhi di tutte quelle
donne erano rivolti verso l'alto, verso il vortice di carne soprastante.
La ricerca dell'espressione sui loro volti aveva un effetto
esattamente opposto, poich era tale espressione a fungere da
cornice o contrappeso alla carne. Gli occhi di ogni naiade si
proiettavano sul corpo di un'altra. Ogni donna era la testimone
o voyeur della propria vicina. Quindi l'occhio dell'osservatore
veniva inesorabilmente attratto nella spira o nel disegno in s.
Nell'occasione precedente, ossia durante la prima visita della
galleria privata di Hargood, Grange si era dimostrato propenso
ad accantonare il dipinto giudicandolo dozzinale. Ma ora gli
parve di aver forse frainteso l'idea originale del pittore. Ecco
qual era l'intenzione dell'artista: non quella di ritrarre l'individuo
umano, ma di celebrare il desiderio sensuale in s. E a Grange fu
anche chiaro che il proprietario del quadro, che aveva sollevato il
capo per osservarlo con una specie di sorriso mendico, ne approvava
il progetto.
Grange era rapito da questi pensieri quando, quasi in un
impulso indipendente, la sua attenzione si spost su Hargood.
Tent di rivolgersi alla tela, poi port nuovamente lo sguardo sul
collega. C'era qualcosa di piuttosto insolito, nello stato fisico del
grande voyeur, che attraeva la preoccupazione del Grange medico.
Il sorriso di contemplazione sulle labbra di Hargood non
distrasse Grange dal notare che il padrone di casa aveva gli occhi
lucidi e un malsano velo di sudore sul viso.
Sotto lo sguardo esaminatore di Grange, Hargood barcoll
leggermente ed appoggi le nocche delle mani sul tavolo in cerca
di un maggior sostegno. A Grange sembr che fosse sul punto di
svenire. Per non apparire eccessivamente preoccupato o dedicare
un'inutile attenzione alle condizioni del padrone di casa, Grange
calcol tra s e s con che velocit e facilit avrebbe potuto
colmare i due metri circa che li separavano prima che Hargood
cadesse svenuto.
Ma aveva frainteso la momentanea perdita di compostezza.
Hargood toss, si schiar la voce e sembr sul punto di parlare. Ci
fu un momento di attesa, di contemplazione, in cui il padrone di
casa parve raccogliersi. Con un insolito brontolio dello stomaco e
uno strano piegamento della schiena, Hargood vomit in modo
improvviso e copioso sul tavolo contro la parete. Ci che segu fu
- almeno agli occhi del suo osservatore - una scena in qualche
modo torrida. Mentre le figure celestiali si elevavano verso l'alto,
nella luce, sotto a esse dei solidi ben pi consistenti discendevano
verso la superficie del tavolo. A Grange non sembr il momento
di interferire od offrire il proprio supporto. Il padrone di casa
pareva troppo impegnato a portare a termine al meglio la diversione.
Hargood, come faceva in tutte le sue attivit, si impegn in
modo appassionato al caso in questione, ruggendo come un
leone in mezzo a una salva, riprendendosi solo per gettare nuove
risorse sul tavolo. Agli occhi di Grange, almeno, la disponibilit
delle riserve di Hargood sembr infinita.
Alla fine dell'evento - perch in qualche modo un evento lo
era di certo - Hargood estrasse un ampio fazzoletto con cui si
picchiett virilmente gli angoli della bocca. Disse umilmente:
Scusatemi, Silas, una deviazione improvvisa.
Cos alleggerito, osserv con una certa soddisfazione il tavolo
ingombro e forse anche il fatto che solo due delle cinque fiammelle
del candelabro erano sopravvissute al suo assalto violento,
fluttuando come le nervose bandiere di valorosi cavalieri.
Date le circostanze, la luce notevolmente ridotta aveva oscurato
le tele, tanto che nonostante Grange desiderasse continuare
la sua contemplazione del Montmorency mentre il padrone di
casa recuperava il proprio equilibrio, la situazione concreta glielo
imped.
Dopo un tale dispendio di energie ad Hargood serv un po' di
tempo per riprendersi. Continuava a respirare affannosamente,
anche se ora, almeno agli occhi di Grange, pareva pi allegro e
animato. Pur trovandosi ancora leggermente reclinato in avanti e
appoggiato sul tavolo con le mani ben distanziate tra loro, aveva
ripreso un po' del suo colorito sano. Grange rimase in piedi un
po' discosto da lui, con discrezione, le mani tranquillamente
congiunte dietro la schiena, mantenendo le distanze in segno di
rispetto.
Tra queste importanti diversioni, nella mente di Grange emerse
un altro pensiero, o forse non tanto un pensiero quanto un'impressione
che gli strisciava, incomprensibile, in fondo alla mente.
Ma perch Hargood lo aveva portato l? Per essere testimone dei
dipinti? Sapeva della collezione di Hargood, e l'aveva gi vista
almeno una volta. Ma allora, cosa era stato chiamato a testimoniare
in quella particolare occasione? L'impressione da cui fu
lentamente raggiunto consisteva nel fatto che era stato portato
l precisamente per osservare, come un perito a un processo, la
ribellione corporea di Hargood alla vita carnale.
Inizialmente il pensiero era troppo vasto, o forse troppo portentoso,
per essere pienamente capito od apprezzato. Sapeva che
le vie della mente sono misteriose, che Hargood non aveva necessariamente
pianificato l'evento, spettacolare com'era. Ma allo
stesso tempo, forse sospettando ci che l'aspettava, Hargood
aveva sentito l'implacabile invito del proprio corpo a condurre
Grange nella galleria. Come se non bastasse, vi era un'altra considerazione
che si muoveva come un'ombra in fondo alla mente
di Grange. Quando, in precedenza, Hargood gli aveva chiesto di
prendere visione dei dipinti, Grange era rimasto in silenzio,
imbarazzato dalla munificenza della carne, mentre il padrone di
casa, divertito, si era chiaramente goduto la sua reticenza e aveva
tentato in pi modi di incitare Grange a un commento favorevole
nei confronti dei quadri.
E ora Hargood aveva richiesto a Grange di visitare la stessa
galleria ma in circostanze diverse, come un uomo che chiede a un
altro di analizzare l'evoluzione di un'indisposizione o di una
malattia. Stava avvenendo qualcosa all'interno di Hargood, un
qualche cambiamento o processo che sembrava tanto profondo
quanto inesorabile. Ed egli aveva obbligato il suo vecchio amico
non solo a esserne testimone, ma a costringere la sua mente ad
analizzare i cambiamenti impliciti in tale processo. Infatti, secondo
Grange - rimasto a rispettosa distanza dal padrone di casa -
Hargood aveva richiesto la sua opinione professionale sul progresso
o sullo stato del cambiamento della propria anima.
Rimanevano poche altre opportunit di riflessione, eccetto
forse il senso di disagio dovuto a fattori che eludevano ogni
spiegazione. Ormai Hargood sembrava essersi ripreso completamente.
Anche il fetore, in quella circostanza, era notevole. Con
tacito e mutuo consenso, lasciarono l'aria viziata della stanza in
cerca di aria fresca all'esterno. Chiudendo la porta a chiave,
Hargood disse:  meglio che non svegli il signor Simmonds
ora, anche se oserei dire che domani ne rimarr impressionato.
...
78.

Hargood sembrava alleggerito e sollevato. Insieme, di relativo
buon umore, tenuto conto della solennit della serata, percorsero
il corridoio verso l'atrio e la porta d'entrata. Grange tolse il
mantello dall'attaccapanni e se lo mise sulle spalle. Accese la
lanterna con la fiamma della lampada appesa nell'atrio. Hargood
apr la porta e Grange usc nella notte.
Grange fece un inchino davanti al padrone di casa e stava per
andarsene quando Hargood disse: Silas, caro amico mio.
Grange si gir per guardarlo in faccia. Hargood stava in piedi
sull'uscio, volgendo la schiena alla luce. La sua figura si espandeva,
riempiendo la cornice della porta, la testa protesa in avanti.
Sotto gli occhi di Grange, Hargood sembr raccogliersi,
ingrossandosi ulteriormente sull'uscio come se stesse gonfiandosi
per dire qualcosa. Disse: Ho la strana convinzione che a tempo
debito sarete felice.
Sorpreso dall'improvvisa esternazione filosofica, Grange rispose:
Spero che abbiate ragione. Si sforz di esporre anche
la propria idea. E voi, Hargood? Grange esit. Che mi dite
di voi?
Cosa c' da dire, signore?
Talvolta, sotto la vostra esuberanza, percepisco una traccia
di malinconia.
Non sono cambiato.
La vostra anima...
Caro amico. Siete ateo. Non credete all'anima.
S, s,  vero conferm Grange. Tuttavia sembra che voi
siate... in movimento, in qualche modo.
Movimento. Hargood sembrava voltare e rivoltare la parola.
S, signore, credo sia possibile che mi trovi in un qualche
tipo di movimento.
Qualche volta c' poco che una persona possa fare per
aiutare se stessa.
Ne sono consapevole, signore.
Sapete di avere un amico che vi osserva tanto da vicino
quanto, forse, voi osservate lui...
So di trovare un buon compagno in voi, signore. Come per
enfatizzare quanto detto, Hargood annu.
Il frettoloso quanto incompleto scambio di vedute sembr
essere giunto alla fine. Grange chin la testa in cenno di saluto,
si volt e percorse il viottolo verso la strada principale. Hargood
doveva essere rimasto sull'uscio a guardarlo andar via, poich fu
solo quando attravers il giardino e, quindi, quando era ormai
fuori dal campo visivo dell'amico, che Grange lo ud chiudere la
porta e riposizionare i grossi chiavistelli lasciando fuori l'oscurit.
Quella sera il cielo era annuvolato e privo di stelle, quindi Grange
ringrazi di avere con s una lanterna che illuminasse la strada
del ritorno a casa. Faceva insolitamente freddo, persino per quel
periodo dell'anno. La brina copriva tutte le superfici esposte, il
ghiaccio brillava lungo la palizzata di legno che costeggiava la
strada e i campi erano coperti da bianchi lenzuoli di neve. A
causa dell'oscurit e della portata limitata della luce, Grange fu
obbligato a camminare un po' pi lentamente del solito, nonostante
il sentiero ora gli fosse cos familiare che avrebbe potuto
raggiungere casa propria ad occhi chiusi. In cima alla collina di
Walhampton fece una breve sosta. C'era un percorso pi corto,
lungo un sentiero che tagliava un angolo della strada carrabile e
riduceva di molte centinaia di metri la distanza da percorrere.
La notte si era schiarita. Ora con lo sguardo Grange poteva
oltrepassare il bianco luccichio dei campi raggiungendo l'oscurit
del fiume Lymington nel bacino di Walhampton. Da bambino
aveva paura del buio, ma crescendo gli era diventato sempre
pi familiare. Ormai era quasi il suo habitat naturale. Percepiva
la particolare ricchezza della notte, come se fosse un'estensione
della propria pelle. Gli piaceva il modo in cui il gelo toglieva
l'eccesso di umidit dall'aria. Tutto sembrava purificato.
Fu sorpreso da un pensiero, su cui si era riservato di rimuginare
in sguito, come un cane che va a sotterrare il proprio osso
per mangiarselo pi tardi. C'era qualcos'altro nella galleria di
carne femminile che aveva turbato la sua mente. Sotto al peso di
altre considerazioni pi pressanti, allora non aveva avuto il tempo
n la voglia di tenerne conto, anche perch quello stesso
pensiero era elusivo proprio come la sensazione dello strano
movimento nell'anima di Hargood. Ora si trov ad affrontarlo
di traverso, obliquamente, come un uomo che cacciava un animale
che non voleva spaventare o disturbare. Forse un indizio di
quel pensiero si trovava nella propria disposizione d'animo dopo
aver osservato il grande spostamento di solidi verso il tavolo di
quercia ed essersene rimasto fermo in silenzio mentre il suo
ospite si riprendeva dagli sforzi. Come se la scena a cui aveva
appena assistito non fosse abbastanza sconcertante, ci che turb
Grange quanto, se non di pi, forse, della consapevolezza che
l'evento aveva procurato nel cambiamento di Hargood, era che
egli stesso si era sentito curiosamente a casa tra quei dipinti, non
pi turbato n imbarazzato. Come se non bastasse aveva iniziato
a intuire, nella sua recente analisi del Montmorency, non tanto
una comprensione intellettuale quanto un impulso del proprio
carattere, una svolta verso la simpatia nei confronti della prospettiva
del pittore. Aveva osservato la spira sensuale e vi si era
trovato immerso come in un ambiente ospitale. Pi rifletteva su
questa nuova comprensione, pi gli sembrava un'indicazione, o
almeno un indizio, della propria natura in mutamento, come se
anche in lui si stessero verificando degli insoliti processi, seppure
in una direzione diversa da quella dell'amico.
Apr il cancello secondario, e mentre attraversava la mulattiera
leggermente inghiaiata, una piccola fiamma bianca gli esplose
silenziosamente sotto i piedi. Ci stava quasi montando sopra
quando si accorse che si trattava del codino bianco di un coniglio
a cui egli aveva impedito di nascondersi nell'erba fitta accanto al
sentiero di ghiaia. L'animale si lanci sotto la palizzata, ed egli lo
osserv guizzare e scagliarsi a rapidi balzi attraverso il campo
ghiacciato e coperto di neve. Nel frattempo Grange percep
un'altra presenza nel buio. In procinto di attraversare il sentiero,
a circa venti metri da lui, intravide la sagoma indistinta di una
donnola, che forse stava dando la caccia proprio all'altra creatura.
La vide cambiare direzione, attraversare il sentiero e muoversi
in un veloce, spasmodico inseguimento. L'animale non aveva
ancora raggiunto la bianchezza invernale, tanto che a Grange
parve un'oscura e terribile saetta sulla neve. Ne osserv il fervido
progredire attraverso il campo, percep il sibilo delle due traiettorie
sempre pi vicine. Ormai erano sfuggiti alla sua vista, in un
avvallamento del vasto campo. Qualche secondo pi tardi ud il
grido angosciato del coniglio che era stato morso al collo dalla
donnola, poi il rapido, ritmico dimenarsi delle zampette posteriori
e infine il silenzio.
In un precedente periodo della sua vita sarebbe stato assalito
dal pensiero che forse la creatura nascosta avrebbe scampato il
pericolo se egli non l'avesse disturbata, se non l'avesse obbligata
a percorrere quell'agitato sentiero verso la distruzione. Si sarebbe
pentito della decisione di aver preso una scorciatoia percorrendo
la mulattiera. Senza dubbio a quest'ora avrebbe gi meditato,
almeno brevemente, sui danni che la sua involontaria presenza
poteva arrecare al mondo. Ma ora si sentiva parte di quel sangue
caldo e dell'oscurit, non un osservatore esterno. Era rimasto
curiosamente imperturbato dall'accaduto.
Sul paesaggio coperto di neve si era ristabilita la pace della
notte. All'altro capo del campo, sotto la luce delle stelle, poteva
appena distinguere una sottile fila di olmi e dietro a essa il
bagliore di un altro campo che saliva.
Spazz via uno strato di neve dallo steccone di una palizzata l
vicino e vi pos la lanterna. Poi si sbotton i pantaloni e, portando
lo sguardo sulla bianca vastit, urin copiosamente sull'erba
coperta di neve al lato del sentiero. Un intenso odore acido
sal tra gli schizzi di luce prodotti dalla lanterna. Speriment
nuovamente la bizzarra sensazione di formare un tutt'uno con
l'oscurit, come se il suo corpo fosse la notte stessa. Svuotata la
vescica, la sua immaginazione fu soggetta ad incongrue immagini
di donne voluttuose che salivano verso il cielo ed egli non fu in
grado di abbandonare completamente la strana nozione del movimento
delle anime.
...
79.

Mio caro Leman,

grazie all'intervallo di tempo che mi ha un po' fortificato, mi
sono piuttosto ripreso dal mio strano sogno di oche e vergini
assassinate ed ho ritrovato parte della mia equanimit. Non ho pi
fatto sogni di quel tipo e credo di essermi ormai lasciato alle spalle
quelle immagini. Ritengo che ci che ho sognato fosse un'aberrazione,
nonostante la sua intensit possa avermi colto di sorpresa
nei vulnerabili momenti della notte. Ora prendo nuovamente carta
e penna e, confidando nella vostra pazienza, proseguo con il mio
resoconto.
Nel corso delle mie visite a Londra, avevo sentito saltuariamente
parlare della signora Celia Quill, sottovoce, per cos dire, come
parte del traffico di chiacchiere della capitale, ma poich consideravo
quell'episodio della mia vita come parte del passato, lei non
richiamava pi la mia immediata attenzione. Dal nostro ultimo
incontro, in cui lei mi aveva cortesemente rimproverato, mi ero
via via abituato alla sua nuova posizione. Vero, nonostante le mie
altre occupazioni, il suo ricordo continuava a perseguitarmi e qualcosa
del suo comportamento, una certa dichiarazione d'intenti che
si celava dietro alle sue azioni, pareva diretta a me come un sermone
destinato alla mia anima.
Vi erano altre questioni nella mia mente. Il rapporto con la mia
ultima amante, che frequentavo da sei o sette anni, si era fatto
piuttosto abitudinario e, poich le nostre attivit erano diventate
un po' monotone, ero in cerca di un'occasione per sistemarla da
qualche altra parte e percorrere strade non ancora battute. Trovandomi
in qualche modo ancora nell'ombra dell'improvvisa partenza
e dell' inaspettata notoriet della mia ex amante Celia Quill, giurai
che questa volta avrei reso il distacco pi facile. Quindi affrontai la
questione con maggior attenzione, tenendo conto del fatto che la
contemplazione di un cambiamento violento pu causare tanto
risentimento quanto il cambiamento stesso. Per alcuni mesi mi
assegnai il compito di chiarire che non l'avrei mantenuta ad infinitum,
che il nostro vivere insieme era temporaneo e che io non
sarei stato geloso se, una volta che la nostra relazione fosse finita,
lei avesse cercato un altro protettore. Il senso di questi avvertimenti
le si fece sempre pi trasparente ed anche se le erano stati presentati
sotto forma di affermazioni generali, senza effetto immediato e
carenti di qualsiasi elemento costrittivo, credo che la sua mente
riusc ad adattarsi alla situazione. Ben poco sorprendentemente,
non appena comprese che le mie intenzioni erano serie, inizi a
protestare in modo un po' pi querulo. Tuttavia, ero stato generoso
con lei durante il periodo trascorso assieme e, una volta che la
ragazza cap la natura delle disposizioni che avevo dato per il suo
mantenimento e la mia intenzione di lasciarla in buone mani, si
fece pi calma e quasi si abitu all'idea del mio abbandono.
Mi impegnai anche in altri preparativi per la sua felicit futura.
Conoscevo un collega che aveva dedicato gran parte della vita al
suo lavoro a Londra e ora era sufficientemente realizzato per prendere
in considerazione la possibilit di costituire, per cos dire, una
seconda famiglia. Li feci incontrare e conoscere fingendo che si
trattasse di un caso e poi, siccome egli la trovava bella, lo informai
delle mie intenzioni riguardo al futuro della mia amante. Nella sua
reazione alla notizia che gli avevo dato notai una certa predisposizione,
una concentrazione dell'attenzione, forse uno o due ragionamenti
tra s e s. E quindi pensai che avevamo gettato le fondamenta
di una reciproca comprensione. La mia amante, da parte
sua, trov nelle attenzioni sempre maggiori del mio collega una
gradita distrazione dai rapporti in qualche modo pi distanti che
intercorrevano tra noi. Parallelamente, quindi, informai la mia
amante della situazione del mio collega e della sua volont di
mantenerla in una casa di propriet, qualora lei avesse voluto.
Perci le cose proseguirono finch finalmente fu raggiunto un accordo
tra tutte le parti e si ottenne un risultato soddisfacente.
Noi tre riuscimmo ad effettuare quella che credo sia la cessione
pi amichevole possibile in questo mondo mortale. Io ritengo che
la forma di questa transazione, civile per natura e basata sulle
sensibilit e gli interessi di ciascuna persona coinvolta, sia un
modello per tali questioni. Se ora venissi rimproverato dalla signora
Celia Quill per il mio inopportuno interesse nei confronti della
sua sicurezza economica, io le mostrerei la serenit dei rapporti
intercorrenti tra me e la mia amante di allora per rispondere almeno
in parte a tali accuse.
Mio caro amico, nelle nostre rispettive professioni, se vogliamo
esaminare la natura dell'influenza di una medicina su un individuo,
 nostro costume paragonare il benessere di quella persona
dopo la cura con lo stato della stessa prima della cura. Se dopo la
cura la persona si sente meglio di prima, possiamo iniziare a credere
che la medicina sia la causa del miglioramento. Se peggiora,
allora dobbiamo ritenere che forse la medicina  la causa del suo
ulteriore indebolimento e perci siamo obbligati a prendere in
considerazione il cambiamento della cura. Il nostro metodo e il
paragone. Lo stesso accadde con Celia Quill. Infatti, se comunicando
a una mia amante i limiti del mio impegno nei suoi confronti
mi ritrovo abbandonato perentoriamente e, in sguito,
comunicando una realt simile a un'altra ottengo che questa la accetti
con equanimit, allora ne deduco che, dal momento che le mie
intenzioni erano le stesse in entrambe i casi, gran parte della
differenza non pu che risiedere nel particolare temperamento di
Celia Quill. Mi perdonerete dunque per essere giunto a una conclusione
cos laboriosa. Questo procedimento logico mi rincuor un
po' giacch, nell'intenzione di spostare altrove le mie attenzioni in
modo civile, non avevo offeso le buone maniere in generale ma
piuttosto a un temperamento in particolare.
Potreste affermare che le circostanze erano diverse, che nel caso
di Celia Quill le mie intenzioni - di prendere moglie e tenere lei
come amante - fossero alquanto differenti da quella di cambiare
amante. In mia difesa, signore, vi risponderei che secondo l'opinione
comune la prima era la proposta pi felice, perch implicava
almeno una continuit di relazione, a differenza della seconda.
Qualsiasi fossero le distinzioni tra le due circostanze, non posso
evitare di pensare che in entrambi i casi avevo cercato il benessere
della mia amante e che la differenza non fosse determinata dalla
mia buona volont ma insita nella diversa natura delle due donne
a cui mi rivolgevo.
Ma ora provo ad analizzarne pi attentamente le diversit. La
distinzione pi importante, a parer mio,  che nel caso della signora
Quill, oltre alle gratificazioni mondane, cercavo qualcuno che mi
facesse compagnia nel campo dell'apprendimento e del ragionamento.
Ora, alla luce degli eventi che seguirono, sono convinto
del fatto che dovrei incolpare il mio intento di migliorarne l'educazione
ed il mio tentativo di creare una compagna della mente e
dello spirito. Perch forse, in tal modo, non creai un conforto per la
mia vecchiaia ma un mostro dal pensiero indipendente, che us la
mia generosit non per sostenermi o aiutarmi ma per raggiungere i
suoi scopi privati.
Mi sovviene ora un'analogia che mi porta a parlarvi di un'altra
creatura, dalla natura non meno minacciosa della mia amante
errante, che vive al di l del nostro immediato controllo. Spero
che perdonerete la mia breve digressione. Quando il lupo ulula
nella foresta, cosa temiamo realmente? La sua grandezza e forza?
Abbiamo braccia che lo eguagliano. Le fauci e i denti? I nostri
bellissimi cani da caccia, che dormono tranquilli nei nostri atri,
hanno fauci e denti della stessa voracit. No, signore. Il lupo si
distingue dal cane precisamente per la sua indipendenza.  la sua
indipendenza ci che ammiriamo e temiamo al tempo stesso e da
cui derivano tutti gli altri pericoli.
Mi sono soffermato a sufficienza su questo tema. Intendo solo
affermare che la signora Quill era una donna di un certo temperamento,
il cui comportamento seguiva la guida della sua volont,
ed era una donna le cui successive azioni, date le circostanze, non
posso che temere ed ammirare. Infatti lei non si era limitata a
scomparire improvvisamente dalla mia vita come amante per poi
ripresentarsi come la signora Celia Quill, una signora dalla reputazione
stranamente sobria, ma aveva continuato a esercitare su d
me una certa influenza, sia diretta sia indiretta.
Sono costretto a credere che ci che accadde fu calcolato e intenzionale.
Seguiva uno schema che ora tenter di riportare alla
luce. Il fatto  che, raggiungendo una posizione insolitamente distinta
e indipendente nella societ, aveva accumulato ricchezze
sufficienti per ritirarsi in campagna. Per trovandosi davanti alle
magnifiche dimensioni e all'abbondanza della campagna non scelse
di sistemarsi in un luogo qualsiasi, ma proprio nella mia tana di
Lymington. E dal momento che scelse di risiedere in un'area in cui
le propriet sono piuttosto grandi e le distanze tra le pi grandi
residenze dei gentiluomini sono considerevoli, non vi pare ancora
pi strano che si stabil non solo nella mia stessa cittadina o
circoscrizione, ma ad un centinaio di passi da casa mia? Il successivo
sviluppo dei nostri rapporti, signore, che mi sorprese e sconcert al
tempo stesso, sar il soggetto della mia prossima missiva.
Devo ritornare alle mie responsabilit. Ver il momento, in luogo
del mio resoconto, vi invio un temporaneo addio.
Nel frattempo vi porgo i miei pi sinceri ossequi.
Distinti saluti,
Hargood.
...
80.

Mentre Grange giaceva nel suo letto, fu l'opera di Montmorency
a dare stranamente inizio al sogno delle oche. Si trovava in piedi
davanti al pesante quadro, con lo sguardo levato verso la spirale
di carne che si ergeva verso il paradiso. Davanti ai suoi occhi i
corpi femminili, con i reciproci sguardi in un perpetuo richiamo
bramoso, assunsero un aspetto diverso. Immagin il fragore dell'aria
smossa e ud un frastuono d'ali, ali grosse come foglie
d'edera. Il paesaggio bucolico che si trovava sotto le figure protese
verso l'alto si trasform nel verde dell'acqua.
L'acqua gli entr nella mente, o forse fu egli a entrare nell'acqua,
poich ora stava nuotando, con la testa sopra alla superficie.
Percep la loro agitazione sulla distesa marina illuminata
dal sole. Iniziarono a sbattere le ali e ad attraversare la luce
fluttuante. Lingue di fuoco, luci fiammeggianti, correvano sul
pelo dell'acqua. Anche egli fu soggetto al loro panico, come per
simpatia, e gli sembr assolutamente naturale poter volare, far
parte della loro fragorosa ascesa collettiva nell'aria. Di fronte al
sussurro delle ali, lo scoppio del fucile da caccia rappresent
l'autorit, o il buonsenso: uno sparo solo su un'orgia di spostamenti
verso l'alto. Poi, come in un sogno che viene interrotto,
egli stesso divenne uno dei corpi in caduta e precipit di nuovo
nell'acqua.
Nel curioso linguaggio dei sogni, egli non aveva subto alcun
danno in sguito all'esperienza. Hargood lo aveva abbattuto,
insieme alle oche tra cui si era ritrovato a volare. Ora Hargood
era chino sull'acqua con il braccio proteso e lo aiutava ad uscirne
con assoluta gentilezza e affabilit. Grange era seduto in una
barca. Si accinse ad aiutare Hargood a sollevare i corpi delle
oche dall'acqua per poi trascinarli nella sentina. Le sue mani
erano sporche di sangue, sangue che non era suo. Abbass lo
sguardo verso quel rosso puro e, lungi dal senso di colpa o dallo
sconforto, si sent liberato da una strana restrizione.
...
81.

Mio caro Leman,
poich avrete ormai compreso la particolare natura del suo temperamento,
spero che vogliate ora considerare la scaltrezza della
mente e la crudelt dell'indole della donna che un tempo era la mia
amante.
Perci ora, con tale descrizione ben chiara nella mente, potremmo
forse prendere in considerazione ci che fece in sguito. Infatti
se la spiegazione di ci che si potrebbe definire la sua filosofia,
quella che lei mi forn nel corso della mia visita, era una risposta
alla mia richiesta di informazioni riguardo la sua occupazione, ci
che fece in sguito sembr voler offendere in modo diretto i miei
interessi. Appare evidente che l'impartirmi lezioni sul mio precedente
comportamento, anche se in mbito pi formale, non le fosse
sufficiente per ci che si era proposta. Era come un generale che,
trovandosi ad affrontare un esercito opposto un po' pi debole di
quanto si aspettasse, raccoglie le proprie risorse per concentrarsi sul
quartier generale del nemico.
Se Londra era il mio avamposto, Lymington era la mia roccaforte,
il luogo in cui, grazie alle mie fatiche, mi ero affermato in
circa trentacinque anni nella mia discreta, se non addirittura stimata,
professione di medico. Ero, almeno nella routine della mia
vita quotidiana, un vedovo rispettabile che aveva motivo di recarsi
a Londra per espletare certe incombenze del Collegio, nella collaborazione
con il quale avevo raggiunto una certa esperienza, grazie
a diligenza e dedizione. Avevo fatto da protettore a un giovane
medico con cui collaboravo e che credevo mi avrebbe sostituito
quando mi sarei ritirato. Ritenevo che il mio castello, anche se
non inespugnabile, fosse ben costruito contro le vicissitudini della
vita e quindi continuai nel mio lavoro con una certa fiducia nel
futuro e sicurezza nella mia posizione.
Fu proprio quando mi sentivo completamente al sicuro che la
signora Celia Quill, il cui destino  guidato da misteriosi moventi
interiori di cui non comprendo pienamente la natura, scelse di
venire a Lymington, facendo in tal modo riemergere il proprio
nome dal mio passato. E fu cos che improvvisamente scoprii che
la stessa peculiarit della mia stessa esistenza, che avevo costruito
nel corso della mia vita, ora si trovava esposta ad una minaccia
sottile ed irriferibile.
Mio caro Leman, nelle nostre rispettive professioni voi e io
abbiamo conosciuto entrambi un certo numero di ambiziosi e validi
attori sul palcoscenico della vita e siamo stati testimoni, con
vari gradi di ammirazione o disapprovazione, del loro avanzare
verso i propri obiettivi. Forse dunque vorrete prestare attenzione
alla sottigliezza dei segni che la signora Quill ha lasciato nella mia
i vita ed, esaminandoli, potrete apprezzarne la complessit dei moventi
e la maestria nei dettagli.
Tra le pi pericolose forze predisposte contro di lei, vi era il fatto
che lei sapeva che io solo ero a conoscenza delle sue origini, che
solo io ero consapevole di quel passato che avrebbe potuto mettere
a repentaglio il suo insediamento e che, se avessi voluto, avrei
potuto attribuire al suo nome una reputazione tale da non permetterle
di trovare una posizione soddisfacente nella nostra comunit.
Lei sapeva, con certezza, che io solo possedevo i mezzi per renderla
un'emarginata, scansata dalla gente distinta ed esposta ad una tale
disapprovazione da parte del resto del popolo, che la sua vita in
questa localit non le sarebbe pi stata sopportabile. E ciononostante
lei procedeva verso usuo obiettivo con assoluta disinvoltura,
partendo dal presupposto che io non avrei diffamato il suo nome.
Essendosi sistemata in mezzo a noi, sembr volermi sfidare a
reagire alla sua presenza, nella mia citt e sul mio territorio, rifugiato
com'ero nell'epicentro della mia vita. Come abbiamo visto,
venne a Lymington e vi si stabil, come un rimprovero segreto ma
presente, mantenendo il nome con cui era conosciuta, e si sistem a
pochi minuti di cammino da me come se volesse sfidarmi a rivelarne
le vere origini e la professione. Un giorno, affacciandomi alla
finestra, non vedevo altro che appagamento. Il giorno dopo, invece,
il mio intero futuro appariva rannuvolato da una minaccia palpabile
ed incombente.
Non parler pi dell'audacia nella scelta della residenza o della
sicurezza e disinvoltura con cui venne ad abitare in quella casa. Ho
gi scritto molto dell'implacabile convinzione con cui si introdusse
nella comunit e di quanto presto si butt a capofitto nelle opere di
carit. Ho menzionato in precedenza (come conseguenza di entrambe
le cose) la velocit con cui consolid la propria posizione
e sembr diventare indispensabile alla societ perbene. Per quanto
riguardava i miei sentimenti e il mio comportamento, aveva fatto
bene i suoi calcoli. Perch esponendo lei, avrei dovuto scoprire
anche me stesso agli stessi freddi venti del pettegolezzo a cui avevo
sottoposto lei. Certo non potevo spiegare il vero motivo della sua
presenza senza rivelare la mia responsabilit nel mantenere un'amante
a Londra. Se avessi agito cos, avrei risvegliato quei ricordi
di me stesso che tardavano a sparire sotto la superficie della societ
perbene, come una persona che aveva scherzato con i sentimenti
del gentil sesso e il cui comportamento, alla luce di tali rivelazioni,
poteva facilmente essere ricondotto all'antico carattere.
Inoltre, cosa che lei aveva senza dubbio congetturato con la sua
mente calma e sollecita, io nutrivo anche paure di natura diversa
seppur relative alla stessa questione. Ritenevo che persino qui, tra
gli avamposti della piccola nobilt rurale, ci sarebbero stati sufficienti
contatti e traffici con Londra perch qualcuno collegasse il
nome Quill con il comportamento di una donna malfamata. Questo
era il mio incubo: che passivamente, senza il mio intervento
attivo, le nostre due case venissero abbattute. Non sono in grado di
capire interamente i pensieri di una donna arguta come lei. Ma
forse la divertiva il fatto che anch'io sperassi ardentemente che lei
non venisse identificata, per cos dire, con l'altra parte della sua
vita - e forse che avrei in un certo senso cospirato con lei per
proteggere il suo nome da tali ombre. Fu cos che nel suo trasferimento
a Lymington raggiunse due obiettivi che sembrerebbero
escludersi a vicenda: la minaccia alla mia esistenza e il mio tacito
impegno a proteggere chi la minacciava.
Nel frattempo riuscivamo a mantenere un'inquieta tregua. Come
sapete, viviamo a molti giorni di viaggio dalla capitale e pochi
cittadini ricevono il Courier o altri giornali. Vi fu un periodo, nei
primi due anni del suo soggiorno, in cui avrebbe potuto essere
vulnerabile a tali cronache. Per nel frattempo lei inizi, grazie alla
sua forza di carattere, a diventare un modello di carit e per le opere
di bene. Solo ora, a ragion veduta, capisco il motivo della velocit
con cui consolid la propria posizione nella comunit, poich credo
che calcolasse di poter raggiungere una reputazione in cui il suo
comportamento sobrio e caritatevole si trovava talmente in disaccordo
con le cronache di Londra che la riguardavano, che queste
sarebbero state respinte. Gli eventi favorirono il suo piano. Dopo
uno o due anni dal trasloco, la sua posizione nella societ era tale
che divenne praticamente impossibile pensare che potesse essere
danneggiata da tali chiacchiere. La sola forza della sua presenza,
la sua manifesta beneficenza, la portata e la natura delle sue opere
di bene avrebbero fornito una tale prova della vera natura della sua
indole, che le chiacchiere sarebbero state considerate un'aberrazione.
Continu a rafforzare una stabilit tale che, se qualcuno avesse
sottolineato l'omonimia con quella famosa signora, la societ locale
non avrebbe potuto che ridere per la notizia e sorprendersi per la
connessione tra il suo nome e quello di una famigerata signora,
considerando quel fatto come una di quelle mere coincidenze per
cui qualche povero reprobo, recante ad esempio il cognome di
Grenville o Spencer, dalla ricca banca del destino aveva ricevuto
anche un'inclinazione all'indigenza o alla miseria. Sotto i miei stessi
occhi, dunque, raggiunse una reputazione sociale tale per cui iniziai
a ritenere che, nel caso in cui fosse stata accusata di avere un nesso
con una vita precedente, sarebbe stata ormai inespugnabile.
Una volta che lei ebbe raggiunto il suo obiettivo la mia situazione
peggior, facendomi passare dall'impotenza alla vulnerabilit.
Perch se avesse deciso di rovesciarmi addosso il ricordo del mio
ruolo nella sua vita, credo che la mia reputazione e le mie attivit
sarebbero state rovinate, mentre le sue sarebbero sopravvissute e
forse avrebbero prosperato. Quindi, grazie alla sola costanza e
determinazione delle sue azioni, l'arma che le puntavo contro divenne
uno strumento non solo inutile, ma che, se avessi voluto
usarlo, mi avrebbe procurato una ferita mortale.
Inizierete a capire dunque gli effetti che tali questioni ebbero sul
mio carattere. Ogni giorno trascorso ha rafforzato la sua posizione
e indebolito la mia.
Vi sto scrivendo nelle prime ore del mattino, con una candela
accanto al foglio e un fuoco acceso contro il freddo invernale. La
finestra chiusa mi isola dalla neve ammucchiata lungo i muri esterni.
Devo lasciarvi qui, signore, per riprendere le mie abituali faccende
quotidiane. Statene certo: poich ho approfittato della vostra
pazienza cos a lungo, riprender prima possibile il mio resoconto
sulla campagna della signora contro di me.
Nel frattempo vi invio i miei pi cordiali ossequi,
Hargood.
...
82.

Nel pomeriggio Grange e Hargood s'incamminarono Jungo il
litorale dirigendosi a ovest, verso una zona in cui la terra incon-
trava la luce della sera. Hargood chiese gentilmente: Silas, ami-
co mio, penso spesso alla signora Quill. Qual  stata, secondo
voi, la ragione per cui  venuta a Lymington?

Era la prima volta che Hargood pronunciava esplicitamente
quel nome e a Grange sembr un altro strano cambiamento nel
loro rapporto.
Le sue motivazioni? chiese.
Cerchiamo di non trattare questa questione del bene e del
male in mbito astratto, visto che sappiamo che  insita nel
particolare.
Ciononostante disse Grange, vi aspettate comunque che
biasimi la signora Quill?
Vorrei che esprimeste un giudizio replic Hargood.
Tutto qui.
Grange sorrise. Se solo fosse tutto qui.
Non lo ?
Stiamo ripercorrendo una strada gi battuta. Non posso
ascriverle cattive intenzioni.
Anche se non lo fate, potete almeno ammettere che vi ha
cagionato un danno?
Grange sorrise. Il sentiero portava a Oxey, un grande fienile ed
una casa che si affacciavano sui campi. Alla loro sinistra, in
direzione del mare, dozzine di piccoli mulini a vento ruotavano
in una frizzante brezza proveniente da sud-ovest, sospingendo
l'acqua nelle saline. Raffiche di vento attraversavano la vegetazione
palustre.
Cosa cercate, Silas?
Niente di spirituale o astratto, credo.
La maggior parte di noi crede in un Dio. Per penso che voi
inseguiate questa donna come se lei fosse in grado di offrirvi
redenzione.
 vero, Hargood. Sentivo di essere vicino a qualcosa quando
stavo con lei, qualcosa che ho nascosto dentro di me.
Alcuni di noi perseguono la nozione di un Dio caritatevole.
Voi la perseguite come se lei vi rivelasse a voi stesso.
Ognuno ha la sua croce.
Cosa vi aspettate da lei?
Non lo so.
Riconoscete almeno parte della verit di ci che dico?
Forse.
Silas, voi mi contestate per la mia religione. Non maliziosamente,
ne sono certo. Ma talvolta, quando vengono menzionati
gli ordini superiori, vi fate da parte in un tal modo, che sembra
riteniate che la questione della vita eterna non sia degna della
vostra considerazione. Mi trattate come se la speranza di salvezza
fosse una debolezza di spirito .
Questa non  certo la mia opinione. Semplicemente non
condivido il vostro interesse in Dio.
Credo che il nostro Dio dar il suo giudizio finale su ci che
siamo disse Hargood.  per questo che desidero e allo stesso
tempo temo il giorno del giudizio.
Come vi ho gi detto, non vi critico per la vostra fede. Solo
che non la condivido.
Gi. Forse, allora, sono io a contestarvi. Mi sembra che voi
cerchiate le risposte nel carattere e nella persona della signora
Quill. Qui sta il fardello di ci che vi devo dire. Voi vi aspettate
che sia lei a esprimere il verdetto finale sulla vostra anima.
Il vostro Dio  misterioso ed elusivo, Hargood. Se ci che
dite  vero, allora il mio almeno  fatto di carne e sangue.
Alla loro sinistra un'ondeggiante folata di vento si muoveva
lungo il litorale, conferendo alla vegetazione palustre un riflesso
argenteo, simile a quello dei capelli. A qualche centinaio di metri
di distanza, a Oxey Barn, si spalanc la porta di una delle fornaci
saline, da cui emersero rapidamente numerose sagome, e poi,
tranquilla, una fiamma simile all'ala di un angelo. Divamp verso
l'alto, curvandosi con il vento. Qualche secondo pi tardi era
sparita, ripiegandosi su se stessa, misteriosamente snodata. Gli
uomini, radunatisi a una certa distanza dalla fornace, sembravano
troppo timorosi per rientrare.
Grange disse: Ho appreso dal signor Swann che talvolta i
fuochi sotto le saline, alimentati da un inaspettato alito proveniente
dal mare, divampano rapidamente e non sono
controllabili.
Davvero? Silas, mi sorprendete con le vostre arcane
conoscenze.
Le fiamme colpiscono i lavoratori e i sorveglianti, ustionando
gli uomini che non sono abbastanza veloci da andarsene. Una
o due volte mi  capitato di curare delle ustioni causate da questi
incidenti, anche se allora non ne conoscevo la causa.
Tutti i lavori hanno i loro rischi.
Ma forse sono evitabili.
Come?
Innanzitutto evitando di dare per scontato che la situazione
non pu essere cambiata.
A cosa vi riferite con precisione?
Swann mi ha detto che queste fiamme sono chiamate, per
paura e rispetto, "ali di Dio", proprio come i balenieri definivano i
grandi colpi di coda di una balena "la mano di Dio". Gli uomini
pi esperti delle fornaci sono in grado di riconoscerle dal mutato
suono del fuoco e dai pochi secondi di insolito silenzio che
precedono il loro raccogliersi e divampare verso l'esterno.
Grange si diresse verso il gruppo di uomini ancora in piedi fuori
dalla porta della fornace, come se avesse l'intenzione di incoraggiarli
a rientrare. Il vento forte innervosisce gli uomini.
I due medici non riscontrarono alcun segno di ferite in quegli
operai, solo una specie di imbarazzo per essere scappati all'improvvisa
comparsa della fiammata. Persuasi da un capogruppo,
ora rientravano compatti all'interno della fornace, dove il pericolo
sembrava scemato. Hargood volse uno sguardo eloquente a
Grange, come per enfatizzare l'idea che ci fosse poco da fare
contro i capricci del fato.
...
83.

Mio caro Leman,
se fino a ora ho cercato di raccontarvi il comportamento della
mia amante, la signora Celia Quill, tentando di dimostrare la
sottigliezza della sua mente nel gettare le fondamenta del suo
insediamento a Lymington, adesso devo riferirvi dell'estensione
di tale sottigliezza in un'altra sfera.
Se mi aspettavo che tra noi si stabilisse una qualche forma di
tregua, seppure precaria, mi sbagliavo. Infatti, proprio come un
generale che lavora per piazzare le proprie truppe in una posizione
vantaggiosa prima di effettuare un nuovo assalto, mi sembr che
lei, una volta stabilita una roccaforte in casa mia, iniziasse a minacciare
il mio benessere da un'altra direzione. Come dovevo sentirmi
quando, entrando nella mia sfera personale, lei inizi a imprimere
le proprie opinioni e il proprio carattere nella mente del
mio giovane collega, il dottor Grange, che si era dimostrato cos
tenace e rigoroso nella volont di affermarsi come medico e che un
giorno mi avrebbe sostituito nella professione? Anche se in apparenza
l'interesse della signora Quill nei suoi confronti era genuino,
forse mi perdonerete per ritenere che nel dimostrare il proprio
potere sulla mia pi stretta conoscenza intendesse, per estensione,
dimostrare il proprio potere su di me.
Tuttavia, se ha creato una testa di ponte nel cuore del mio
collega forse, durante i molti anni trascorsi a Lymington, ha influito
anche sul mio. Non potevo dire la verit sul suo passato per
un'altra ragione, che qui vi esporr. Nonostante sia convinto del
fatto che mi minacciasse, durante il periodo del suo soggiorno nella
cittadina la mia ammirazione nei suoi confronti era addirittura
aumentata. Potremmo essere propensi a credere che una persona
non cambi, in particular modo una donna famosa come lei, tuttavia
lei parve trasformata, non in un essere nuovo, ma nel suo essere
originario, come se avesse esternato la sua autentica natura. Il suo
ardore per la carit e il hene altrui assomigliava alla devozione che
mi aveva dimostrato come amante e compagna. Quindi io non
potevo permettermi di macchiare il suo onore, anche se ne avessi
avuto i mezzi. Non ho mai dubitato del fatto che sia una persona
eccezionale, e lo ho spesso detto al mio collega. Nonostante la sua
presenza mi destabilizzasse, dovevo ammettere che, a parte il discutibile
precedente di stabilirsi cos vicino a me da togliermi la
serenit, non mi aveva recato alcun danno diretto o manifesto.
Piuttosto, tentai di far prendere in considerazione al mio giovane
collega quanto fosse opportuno fare attenzione a un carattere
cos formidabile. Gli ricordavo costantemente la stranezza della sua
improvvisa comparsa a Lymington, la mancanza di notizie sulla sua
vita precedente, l'assenza di un marito. Non lo facevo con un
intento malevolo, ma per enfatizzare l'indipendenza di quella donna
e per avvertirlo del suo potere. Cercai di renderlo consapevole
del fatto che forse avrebbe dovuto prestarle un po' meno fede di
quanto facesse. Da parte mia, ero incline a sperare che con il tempo
l'infatuazione sarebbe diventata meno intensa.
E ora, mio caro Leman, devo aggiungere un elemento finale
alla nostra analisi della signora Quill. Si present a Lymington
come una vedova e vi si stabil. La sua cerchia sempre pi ampia
di amici e conoscenti vedeva solo lei, ma si sapeva anche che aveva
una figlia. Era fatto risaputo che la figlia viveva a Winchester ma
(giacch vi ho spiegato il mio possibile legame con la figlia) ci non
fece che aggiungersi al mio sconforto. Poich una parte di me
desiderava ardentemente scoprire la vera natura di quel legame.
Una volta che lei ebbe messo su casa, la figlia inizi a farle
visita. Ci accrebbe il mio senso di impotenza. Ero obbligato a
vedere l'andirivieni della figlia - la giovane donna che sarebbe
potuta essere della mia stessa carne - senza avere la possibilit di
incontrarla. Nonostante passasse davanti al mio sguardo cos vicina
che avrei potuto toccarla, il ricordo del mio passato me ne impediva
la compagnia. Era un'altra di quelle agonie che si basano su un'estrema
indecisione ma che posso attribuire alla signora Celia Quill.
Perch l'andirivieni delle visite della figlia sembravano un'altra
provocazione nei miei confronti e un'ulteriore prova per il mio
carattere.
Leman, voi ascoltate questo mio elenco di rimostranze e timori
rivolti a una donna eccezionale. Posso immaginare o la vostra
irritazione, o la vostra indulgenza di fronte all'assurdit della
mia vita. Non posso respingere completamente la convinzione
che lei mi avesse inseguito, attentamente e metodicamente. Era
come se tentasse di impartirmi un qualche tipo di ulteriore lezione
sul mio passato comportamento nei suoi confronti, anche se la
forma della lezione veniva impartita in modo cos accurato e arguto
che non avrei potuto reagirvi finch la sua natura non si fosse
svelata completamente. Cos accadde che dovetti sopportarla, nel
mio stesso interesse e per la mia salute.
Ecco, dunque, ci che ho affrontato e che avrei potuto accettare
nella sua interezza, non fosse per un episodio che vi racconter a
tempo debito.
Ho messo alla prova gi troppo la vostra benevolenza in questa
missiva. Una tale osservazione coincide con il fatto che questi
scarabocchi hanno assorbito tutto il tempo che potevo dedicare loro
in questa giornata. Sono nuovamente richiamato ai miei doveri,
non ultimo quello di accompagnare il mio paziente nella sua passeggiata.
I lividi e i graffi si sono risanati molto prima di quanto
sperassi, pur sapendo di avere una costituzione sana. Continuo a
migliorare anche dai postumi della caduta provocata qualche settimana
fa dal mio giovane collega. La caviglia era dolorante. Ora 
un po' rigida, ma il dolore che la accompagnava  in gran parte
scomparso.
Credo fermamente che non ci saranno altri episodi violenti,
perch almeno da parte mia non ci sar alcun tentativo di provocazione.
Vi saluto e prometto di scrivervi appena potr.
Nel frattempo, signore, vi invio i miei pi sinceri saluti,
Hargood.
...
84.

Non leggeva pi Hume.
Vi era stato un tempo in cui la signora Thompson era solita
salire le scale per svegliare e far alzare Grange dal letto e invece
lo trovava addormentato alla scrivania, con una vestaglia che gli
copriva le spalle e la testa pesantemente appoggiata su un volume
aperto. Di solito il cigolio provocato dai suoi passi e il leggero
suono della scodella da barba posata sulla scrivania era sufficiente
a svegliarlo. Aveva il sonno leggero come quello di un uccello,
come se la conoscenza fosse un pasto leggero da digerire.
Da quando Grange aveva abbandonato la sua lettura preferita
era caduto in un sonno pi profondo, per cui ci voleva molto pi
trambusto per disturbarlo, come se una parte di lui fosse diffidente
o intimorita dal recupero della coscienza. Qualsiasi cosa
dovesse digerire ora la sua mente, era di certo un cibo pi pesante
ed oppressivo di Hume. La signora Thompson, posandogli
la mano sulla spalla, lo osserv emergere da una qualche profondit
sconosciuta e poi riconoscerla. Sul suo viso apparve uno
strano senso di sollievo, come se lei lo avesse pescato dal letto
di un fiume.
Non gli parl, ma pos sul lavabo gli strumenti per la rasatura
mentre egli giaceva silenzioso nell'oscurit. Non poteva vederlo
dietro a s, ma sapeva che stava guardando il soffitto, che la
reticenza e le buone maniere gli avrebbero impedito di guardarla.
Questa persuasiva direzione del pensiero era una disciplina,
una costrizione che egli imponeva ai propri pensieri. Spinto da
un proprio concetto di comportamento conveniente, non le
avrebbe rivolto la propria attenzione nemmeno quando le si
trovava dietro.
Lei era consapevole del fatto che una parte di lui desiderava
guardarla, desiderava rivolgere la propria attenzione sulla sua
persona, se non con intenzioni dirette, almeno come oggetto
dotato di una sua solida grazia e quindi di un implicito fascino.
Pensava che sarebbe stato naturale e comprensibile che un uomo
nella sua condizione, senza moglie o una compagnia femminile
stabile, indugiasse sui suoi attributi fisici, la testa chinata nella
concentrazione, la bella schiena imponente ed il collo voluttuoso,
il calore vivo e i larghi fianchi dell'essere che pi di chiunque
altro condivideva la vita con lui. Lei sapeva, in breve, di rappresentare
la tentazione. Ed era cos che nell'abituale e tradizionale
tensione che si stabiliva tra loro lei trovava, nel silenzio di quella
camera, almeno una fonte di conforto per i propri desideri.
Dopo aver riempito il catino e aver posato la brocca, allest il
rasoio, la coramella e il sapone accanto alla ciotola e sistem
l'asciugamano pulito appena preso dall'armadio della biancheria.
Accese la sua candela con la propria e poi separ le fiamme fuse
tra loro. Sollev il candelabro e, senza avvertirlo (poich sapeva
di avere tutta la sua attenzione, seppure solo in senso negativo),
lasci la stanza, chiudendo la porta gentilmente ma con fermezza,
e si rec al piano inferiore.
Scendendo le scale nell'oscurit del primo mattino avvertiva il
freddo alle caviglie, a seconda del modo in cui il buio si distribuiva
in chiazze silenziose lungo le scale. Attraversando l'ingresso,
si diresse lestamente in cucina. L, nonostante si fosse messa
al lavoro immediatamente, fu chiaro che anche lei si obbligava
all'esercizio della disciplina mentale nei confronti dei propri pensieri.
Aveva temporaneamente lasciato parte di se stessa in quella
stanzetta al primo piano, con quell'uomo vigile e silenzioso. Ora,
prima che la giornata avesse inizio, era arrivato il momento di
raccogliersi per riorganizzare i propri pensieri frammentari.
Talvolta le sembrava che ci volessero molti minuti per scrollarsi di
dosso le ultime tracce di quell'estasi mentale.
...
85.

Mio caro Leman,
vi parlo ora di un certo evento che il destino mi ha portato tra le
mani. Come molte altre giovani donne di Londra, la mia attuale
amante aveva sentito parlare della signora Quill e, nonostante le
sue conoscenze fossero scarse e basate sul sentito dire, aveva una
mente abbastanza curiosa da scoprire tutto ci che poteva con le
proprie limitate risorse.
dell'analizzare la condizione iniziale della reputazione della
signora Quill, dovremmo esaminare anche quella finale, che 
conseguente alla prima. Per una qualche alchimia o fortuna, divenne
rispettabile proprio per lo stile ed il modo in cui si manteneva. La
consolidata posizione economica, l'indipendenza nelle scelte, il
comportamento schietto e la mancanza di vergogna le garantirono
un accettazione forzata da parte della stessa societ di cui derideva i
precetti, ma con la cui vita segreta e implacabile si intonava molto
bene. E quindi sui suoi clienti lei impose un'immagine di s che,
pur non essendo di nobilt, suscitava in loro un rispetto o un'ammirazione
simile a quella che un uomo rivolge a un altro uomo che
si  fatto strada nella vita. Credo che lei fosse ormai emancipata
dalla societ maschile, come uno di quegli schiavi della patria
potestas, in modo cos completo da non esserne pi toccata. La
mia amante mi raccont che alcune delle sue amiche di Londra
avevano iniziato a trattare la signora Quill come un esempio, una
specie di modello di virt dell'indipendenza femminile.
Per la mia amante aveva anche trovato qualche traccia e informazione
riguardo una causa intentata da un giovane contro una
certa signora Quill. Ne avevo gi sentito parlare, ma in modo cos
vago che non me ne ero interessato. Sembrava solo far parte di
quella fama o notoriet che d adito a chiacchiere e racconti privi di
fondamento e che cresce grazie alle proprie misteriose risorse.
Scoprii che l'evento faceva proprio al caso mio e che mi avrebbe
fornito i mezzi per contrattaccare. Scoprii che sull'argomento era
stato pubblicato un articolo del Courier. L'articolo riferiva di un
giovane, in sguito condannato per furto, che accusava la signora
Quill di averlo ingannato dichiarando che una certa ragazza fosse
la di lei figlia. Affermava che quando aveva corteggiato la ragazza,
la signora Quill aveva rifiutato la loro unione a meno che egli non
le avesse fatto un favore. Asseriva che in qualche modo lei lo aveva
persuaso a mettersi al servizio di ricche signore di sua conoscenza.
Se si fosse trattato di un'altra donna il caso sarebbe sembrato
poco realistico. Ma proprio quella reputazione creava le premesse
perch la faccenda iniziasse ad assumere una certa verosimiglianza.
Ora mi sembrava che la questione fosse messa abbastanza in dubbio,
come i moventi del giovane, che l'inchiesta aveva dimostrato
altrettanto speciosi. Infatti in sguito si spieg e dimostr che si
trattava di un giovane pretendente della figlia che era stato rifiutato
e aveva quindi tramato la propria vendetta in quel modo,
facendo affidamento sulla notoriet della madre di lei. Ma si trattava
di uno di quei particolari eventi che nutrono la fama superficiale
di una reputazione. Ci che si poteva pensare degli altri, si
poteva pensare anche di lei.
Questa, signore, era la mia situazione. Chiunque si consideri il
bersaglio di un attacco  propenso a usare tutti i metodi che ha a
disposizione. Perci ogni manovra porta a una contro-manovra.
Avevo sopportato per molti anni la sua presenza a Lymington e
il suo graduale attacco nei miei confronti attraverso la sua crescente
buona reputazione. Ero pronto a tollerare tutto ci con stoica
indifferenza. Ma ero determinato a porre un limite alla conquista
del mio giovane collega.
Ora, pensai, il destino mi aveva presentato l'opportunit di
ristabilire l'equilibrio. Decisi di fornire questa informazione al
mio giovane amico, nella speranza che rallentasse il proprio precipitoso
slancio in sua difesa. Nel riportargli la faccenda, non intendevo
dire altro se non che ci significava che il carattere di quella
donna aveva molte sfaccettature e che, di conseguenza, pur essendo
straordinaria, doveva essere presa in considerazione con la dovuta
cautela. Per assolvere l'incombenza, decisi di informarlo in modo
diretto di tutti i fatti della storia, cos come mi era stata riferita
dalla mia amante. Decisi anche che glieli avrei presentati senza
infiorettature, anzi, mostrando un certo scetticismo sul fatto che
tale voce potesse essere vera, permettendogli cos di pensare ci che
voleva della faccenda.
Nel prepararmi a raccontare al mio collega i dettagli del passato
della signora Quill avevo preso in considerazione alcuni pericoli.
Ora mi pareva che la signora avesse raggiunto una posizione sufficientemente
sicura all'interno della societ di Lymington perch
delle chiacchiere le arrecassero danno. Ma, cosa pi importante,
ritenevo di potermi fidare in modo assoluto della discrezione di
Grange nel non riportare le sue conoscenze ad altre persone. Perci
i benefci che derivavano dall'Informarlo sul passato di lei erano
chiari e, per lo stesso motivo, i pericoli erano ridotti al minimo.
Sono obbligato ad ampliare il mio primo resoconto, anche se nel
raccontarlo sprofondo in una complicit persino maggiore. Ma ci
che  vero adesso era vero anche per il mio resoconto precedente.
Dal mio giovane collega, signore, non mi aspettavo certo la reazione
di cui fui testimone in sguito. Vi ho raccontato di come,
udendo la storia, egli divent pallido e protest vigorosamente,
come se ci confermasse qualcosa che la sua anima pi profonda
gi temeva. Coloro che assumono una posizione estrema riguardo
la bont o meno di un particolare carattere talvolta possono venire
accecati dall'evidenza, e perci potremmo biasimarli per aver assunto
una tale posizione iniziale. Ma queste sono considerazioni
superficiali, inadeguate a descrivere le paure da cui fu improvvisamente
pervaso. Credo che egli avesse preso una posizione estrema,
quella per cui riteneva la signora Quill incapace di fare qualcosa
che non fosse un'azione sobria e caritatevole. Egli stesso aveva
portato il proprio destino a un punto estremo. Scoprendo che lei
non era precisamente come lui desiderava, il mio collega ricevette
un colpo spaventoso.  un uomo dal grande autocontrollo, ma
percepii che dentro di lui era successo qualcosa di estremamente
importante. Non url, n inve contro di me e non esib neppure
un segno del proprio terrore. Al contrario, simul una terribile
calma. Lo conoscevo abbastanza bene per capire che stava tendendo
ogni singolo nervo del corpo per mantenere un'equanimit
esteriore. Mi offrii di accompagnarlo a casa, ma con un grande
sforzo di volont mi ringrazi per l'interessamento e insistette
per andarsene. Nella stretta del suo autocontrollo, quando ci lasciammo
egli si volt verso di me e, sperando di rassicurarmi, mi
sorrise. Non ho mai visto un sorriso cos terribile. Era un'espressione
di disperazione estrema. Quando se ne and venni attraversato
da un'ondata di orrore per ci che avevo fatto e solo un certo
autocontrollo mi proib di corrergli dietro e pregarlo di ritornare a
casa mia piuttosto di affrontare, nella sua solitudine, l'intero peso
di quell'angoscia. Vi ho gi riferito che in sguito appresi che egli fu
assalito dalla febbre, per cui sembr aver perso le facolt mentali.
Quando, il giorno seguente, la signora Thompson mi inform
del corso degli eventi della notte precedente e di come il mattino lo
aveva trovato incosciente sul letto, mi ritrovai ad affrontare non un
amico pi cauto e recalcitrante, bens un'anima sull'orlo della perdizione.
E perci optai per l'unico rimedio che ritenevo efficace,
cio quello di farlo sanguinare abbondantemente e frequentemente,
rimovendo l'energia che alimentava la febbre ed i deliri, sperando
in tal modo di garantirgli il sollievo fisico necessario alla guarigione.
Fui davvero fortunato poich la signora Thompson, la sua
governante, era il miglior supervisore della sua salute che si potesse
trovare. E quindi, signore, arrivo nuovamente, anche se per un
percorso diverso, all'argomento della sua lenta cura e guarigione.
Ci che desidero farvi capire  che non sono innocente, ma che
nella mia decisione di intervenire non capivo appieno su che terreno
mi trovavo. E nonostante gran parte della questione mi renda
perplesso e alcuni dei dettagli mi perseguitino, nel rivivere il mio
errore mi avvicino almeno un po' alla soluzione.
Non ho scuse per aver ripercorso le vecchie strade, se non quella
di tentare di giungere a un chiarimento, in modo da progredire un
po' nel nostro percorso.
Queste ammissioni di colpa e complicit mi hanno richiesto
molta energia. Stamani mi sono alzato presto, molte ore prima
dell'alba, per scrivere questa lettera nell'intimit del buio e nell'esitante
compagnia di un'unica fiamma. Ora devo posare la penna e
dedicare le rimanenti energie ad affrontare la giornata.
Con questa prospettiva per il momento mi congedo,
cordiali saluti,
Hargood.
...
86.

Furiose raffiche di vento si abbattevano sui vetri della finestra.
Il viso accanto al vetro, Grange scrut l'oscurit all'esterno
dello studio. Facendo schermo sul vetro con le mani per oscurare
il bagliore della candela, pot assistere al cambio di turno alle
fornaci, in sostanza un grappolo di luci fioche che si allontanavano
da Pennington poco prima di mezzanotte. La torcia del
caposquadra si muoveva lentamente lungo il declivio tra Pennington
e le paludi di Oxey, come un pidocchio che si aggira
su un corpo. Raggiunte le paludi, il turno si divideva in tre
gruppi diversi, ciascuno diretto a una delle fornaci. Una volta
avvicendatisi i turni, aveva luogo il processo inverso. Le torce
venivano consegnate ai gruppi in uscita e tre distinte processioni
iniziavano a convergere, fino a incontrarsi a Oxey per poi risalire
con tortuosa lentezza i sentieri spazzati dal vento, diretti alle
casupole di Pennington.
Anche se prima di coricarsi era sua abitudine assistere al
cambio di mezzanotte, quella sera non pot distogliere parte
della sua mente dal pensare alla signora Quill. Fino ad allora,
riflett, era abituato a farsi guidare dal ragionamento. Ora stava
imparando a esercitarsi ad agire secondo i propri sentimenti pi
profondi e si impose di non nutrire speranze per qualcosa in
particolare. L'atto di affidarsi alle emozioni, e non ad un obiettivo,
era una strana imposizione sui suoi normali processi mentali.
Ciononostante era determinato a percorrere quella strada e a
persuadere il resto di s ad accettarne le conseguenze con qualcosa
che somigliava alla serenit.
...
87.

Mio caro Leman,
mi sono un po' ripreso dal dolore e dalla mortificazione che ho
provato nell'ammettere davanti a voi la mia parte di responsabilit
nella disgrazia del mio giovane collega. I miei nervi sono ancora
provati ed  solo nella speranza di potergli offrire un qualche piccolo
risarcimento che ho ritrovato il coraggio di scrivervi. Ora che la sua
ripresa ha visto progressi insperati e che la sua sofferenza si  in
parte acquietata, tentiamo di rimettere insieme alcuni particolari
conseguenti alla catastrofe. Riguardo a una questione in particolare,
egli ha iniziato a gettare nella mia mente il seme del dubbio. Nelle
sue descrizioni della signora Celia Quill, non ultime quelle emerse
dopo la scomparsa di quest'ultima, egli ha fornito un'immagine di
lei che  inconsueta ma al tempo stesso stranamente coerente.
Avete mai guardato un insieme di linee, oppure una macchia su
un muro, e notato che, una volta che i contorni si dispongono nella
vostra mente sotto forma di un particolare soggetto, non vedrete
mai pi quelle linee senza pensare a quel soggetto? Quando nella
mente si forma un modello, l'immaginazione che lo concepisce 
tenace e sembra escludere tutti gli altri.
Tra i pi strani concetti del mio giovane collega vi  la convinzione
che ciascuno di noi  buono in s e che il male si presenta
solo nella nostra battaglia con il mondo. A parer mio tale dottrina
 assurda e priva di fondamento, ridicola come i fantasmi che
possiamo individuare in casuali linee tracciate su un muro. Tuttavia
egli afferma che non solo ciascuno di noi  assolutamente
buono, ma che, una volta rimosse le condizioni per cui ci si 
comportati in modo disdicevole, si ritorna alla fonte della propria
bont originale. Quando lo spingo a spiegarmi la fonte del male,
egli dice che non ce n' bisogno poich non ne riconosce la presenza.
Sostiene, invece, che io confondo il male con il danno. Al
che io gli contesto che dovrebbe spiegare perch il danno prevalga,
adducendo una qualche motivazione. In risposta, egli afferma che
esso emerge dal conflitto tra beni opposti, proprio come accade
nell'individuo, ove il male emerge dalle sollecitazioni contrastanti
che ci vengono imposte dal mondo fisico. Questo assurdo concetto
mi ritorn in mente quando iniziai a esaminare un altro aspetto
della signora Quill.
Il rapporto di conoscenza con il mio collega mi espose a una
visione completamente diversa della signora e delle sue motivazioni.
Pur non concordando con la versione del mio amico, posso
tuttavia attribuirle un minimo grado di plausibilit. Differisce dalle
mie opinioni come il buio dalla luce. Non so se sia vera ma, proprio
come le linee sul muro che sembrano riunirsi in un disegno piuttosto
che in un altro, ha una sua coerenza.
Il mio giovane collega non cerc di persuadermi dell'erroneit
delle mie opinioni sulle motivazioni della signora, ma piuttosto di
propormi una spiegazione alternativa del suo comportamento, sotto
forma di ipotesi. Di recente, in una delle nostre passeggiate, mi
prese da parte e fece il seguente ragionamento: dovevo provare a
supporre che la signora Celia Quill si fosse trasferita a Lymington
non per distruggermi ma per impressionarmi. Mi invit a considerare
l'ipotesi, cos com'era, da una prospettiva distaccata. Dovevo
supporre che essendosi fatta strada nel mondo e resasi indipendente
da me, volesse dimostrarmi di essere degna di rispetto nella stessa
comunit in cui vivevo io. Mi invit inoltre a considerare la possibilit
che con le opere di bene lei volesse guadagnarsi proprio quel
rispetto che le era stato negato dal mio passato comportamento nei
suoi confronti e che l'aveva portata a lasciare la ia casa.
Ora, non so cosa possiate pensare di tutto ci. Ammetto che si
trattava di qualcosa di estraneo al mio pensiero e che ero propenso
a scartarlo senza indugio. Ma il mio collega insistette perch ne
ascoltassi tutte le conclusioni, se non altro come novit. Cos,
condiscendendo alla sua insistenza, accettai di continuare ad ascoltarlo
almeno per un po'. Mi chiese di supporre che la signora Quill
volesse dimostrarmi oltre ogni dubbio che lei, la mia amante e la
madre di mia figlia, la donna che io non ritenevo all'altezza di
sposarmi a causa della sua reputazione, era invece degna della mia
considerazione. Ci non poteva spiegare i suoi movimenti e azioni
proprio come qualsiasi altro motivo? Non poteva darsi che, lungi
dall'avere intenzioni maligne nei miei confronti, lei avesse lavorato
assiduamente per provare di essere in grado di mantenere una
posizione ed un nome degni del mio rispetto all'interno della comunit
a cui io stesso appartenevo?
A uno che aveva sempre ritenuto che lei fosse scesa a Lymington
per ricordargli del suo passato e distruggerlo, questi suggerimenti
parvero ben strani. Iniziai a preparare una contro-argomentazione,
che ritenevo in grado di dimostrare che lei non aveva buone intenzioni
nei miei confronti. Se dunque la sua motivazione era
quella di impressionarmi, perch, gli chiesi, non mi permetteva
di parlare a una giovane donna che sarebbe potuta essere proprio
mia figlia? In risposta, egli mi chiese se la signora Quill me l'avesse
mai proibito esplicitamente.
Ammetto che tale suggerimento mi fece infuriare, poich sembrava
rivolgermi un'accusa ingiustificata. Gli risposi che lei non me
lo aveva proibito, ma che la sua decisione di non presentarmi alla
giovane mi aveva dato modo di dedurlo. Torse, sugger il mio
collega, lei riteneva che io stesso non mi degnassi di chiederglielo
e che fosse suo dovere aspettare che io dimostrassi di interessarmi a
sua figlia. Forse, continu, aveva pensato che questa apparente
mancanza di interesse da parte mia fosse un'ulteriore prova della
scarsa considerazione che nutrivo nei confronti suoi e di sua figlia.
Nel corso dell'interpolazione lo interruppi molte volte, ma egli
sembr aver acquisito un certo slancio nell'esposizione di tali nozioni
e, nonostante le mie proteste, continu sulla stessa linea.
E cosa mi diceva, gli chiesi (perch ora ci stavamo affrontando
in modo diretto e sembrava che nessuno dei due avesse intenzione
di cedere), cosa mi diceva dell'approccio della signora con la persona
con cui stavo interloquendo? Mi riferii a lui con la parola
"seduzione", ricordando il mio latino e rammentandogli che seducio
significa portare verso di s. Lei lo aveva portato verso di s.
Poteva forse negarlo?
Non lo negava, afferm. Ma perch dovevo sostenere che fosse
parte di un progetto maligno? Gli risposi che, pur non dubitando
della natura genuina dei sentimenti che lei nutriva nei suoi confronti,
il mio sospetto riguardava la possibilit che una parte del suo
progetto iniziale consistesse nell'impressionarlo per destabilizzare
ulteriormente la mia posizione. Perci l'infatuazione potrebbe essere
nata con un'ulteriore componente, nonostante ritenessi che in sguito
l'affetto di lei nei suoi confronti fosse diventato sempre pi vero.
Al che, signore, egli rise. Mi rise apertamente in faccia. Davanti
alla sua reazione provai una certa perplessit e rabbia che, se fossi
stato pi giovane, sarebbero potute sfociare in una manifestazione
fisica, proprio come quella che egli aveva ritenuto opportuna in
un'occasione precedente. Quando la sua ilarit fu acquietata, egli
pronunci le seguenti parole, che ricordo una per una: Mi avete
accusato di interpretare tutte le sue azioni secondo i miei interessi,
da amante, per voi state facendo esattamente lo stesso. Prima
che potessi obiettare, egli prosegu con queste parole, che ricordo
altrettanto bene: Credo che lei vi ami, signore, e che vi abbia
sempre amato. E anche se avete agito contro di lei e l'avete obbligata
a lasciarvi, tutto ci che lei orafa, e ha sempre fatto,  cercare
di guadagnarsi il vostro rispetto.
Dopo tali parole, ricordo una particolare pausa. Rimasi ammutolito
per diversi secondi. Rimanemmo in silenzio uno di fronte
all'altro, entrambi ansimando, poich talvolta l'emozione pesa pi
dell'esercizio fisico.
Il mio collega, percependo forse la mia esitazione, aggiunse:
Lei cerca la vostra ammirazione, ma tutto ci che avete fatto
ha lo scopo di distruggerla nuovamente.
Non sapevo se criticarlo per la sua impudenza, mettermi io
stesso a ridere, oppure forse piangere per la follia del mondo, nel
quale perseguiamo i nostri obiettivi all'oscuro di quelli degli altri.
Dal momento che la sua visione delle motivazioni della signora era
cos diversa dalla mia, pensai che avremmo difficilmente avuto un
terreno comune su cui confrontarci.
Invece continuammo a confrontarci, faccia a faccia, entrambi
decisi a non cedere. Eravamo troppo agitati per continuare a parlare
e io mi sentii tremare.
Poi, come in mutuo avvicinamento, ci ritirammo dalle nostre
rispettive posizioni, come cavalieri che hanno corso la giostra tutto
il giorno ma senza risoluzione. Durante il resto della passeggiata
non parlammo pi dell'argomento, come se entrambi ritenessimo
che i concetti in questione fossero troppo seri per essere risolti in
una mera discussione. Per il momento, entrambi optammo per
un'attenta elusione dell'argomento.
Sono trascorsi molti giorni da quello scambio di idee, le cui
parole continuano a popolare la mia mente e perseguitare i miei
sogni. Perch ora sono improvvisamente propenso a scorgere, seppur
controvoglia, gli strani contorni di una prospettiva diversa che
sembra sovrastare la mia. E all'interno di questa strana prospettiva
intuisco gli inquietanti lineamenti di una figura la cui forma credo
che potrei non conoscere mai.
Essendo preda di queste emozioni contrastanti, sono divenuto
inquieto anche nel corpo. Dal momento che nei momenti privati
mi ritrovo a girovagare avanti e indietro, come un animale in
gabbia, opter per l'abituale rimedio di partire per Londra, con
la scusa dei numerosi impegni di segreteria con il Collegio dei
Medici (oltre a quello privato con la mia amante).
Forse  una giustizia poetica quella per cui il mio collega, che mi
ha inflitto il fardello di questi pensieri, si deve assumere le
responsabilit delle piccole emergenze che possono verificarsi in mia assenza.
Nel frattempo, vi invio i miei pi cordiali saluti,
Hargood.
...
88.

I colpi alla porta indussero la signora Thompson a recarsi nell'atrio
con le sottane fruscianti e i capelli scompigliati, lamentandosi
del fatto di essere stata distolta dal proprio lavoro in cucina.
Certe donne non sarebbero andate ad aprire la porta di notte,
ma la signora Thompson era impavida e avrebbe riempito l'uscio
con la sua figura autoritaria. Grange ud un rapido scambio di
formalit iniziato da una voce maschile e poi l'evidente tono
interrogativo della signora Thompson. Ud sbattere la porta e
fu raggiunto dalla governante che gli si par davanti, agitata.
C' stato un incidente nella caldaia, gi alle fornaci.
Un incidente?
Ustioni e soffocamento, signore.  esplosa un'intera
caldaia.
Grange vide se stesso alzarsi dalla sedia posta accanto al fuoco,
dove si era messo a osservare le fiamme. Fu un'azione istintiva,
come se fosse stato colpito da un pugno. Speriment, per la
prima volta dopo molti mesi, l'accresciuto senso di paura e presagio
che  al tempo stesso una specie di esaltazione.
Signore... la signora Thompson lo guard, concentrata e
allarmata, mentre egli si alzava e si dirigeva verso l'atrio. Prenderete
un'infreddatura. Mander subito un messaggero dal dottor
Hargood per la sua assistenza...
Grange disse: Il dottor Hargood  a Londra e vi rimarr per
molti giorni.
Si sedette sulla panca nell'atrio e infil gli stivali. La signora
Thompson emise un unico sospiro di frustrazione e poi, espressa
la propria protesta, insistette per aiutarlo con il pastrano. Egli
sembrava calmo ma, non appena le sue mani gli toccarono la
spalla, lei percep il violento, improvviso sussulto del sistema
nervoso di quell'uomo. Era smanioso del suo tocco, come un
cavallo. Lei si tir indietro, sbigottita, mentre egli si aggiustava
il pastrano sulle spalle. La faccia di Grange si fece fredda e
distaccata. Il medico afferr il manico della valigetta, che era
rimasta a lungo trascurata in un angolo dell'atrio, e per un brevissimo
attimo ne avvert il peso nella mano. Prima che raggiungesse
la porta, la signora Thompson, in preda ad un'intima agitazione,
afferr il chiavistello e lo fece scorrere completamente
all'indietro. Seguendo un qualche istinto o forse rabbia, Grange
le pass accanto e si scagli nell'oscurit.
Se non avesse conosciuto la precisa conformazione dei due gradini
esterni - il primo pi corto e il secondo con un profilo pi
ricurvo - sarebbe potuto ruzzolare in strada. Fuori dalla porta lo
attendeva, paziente, un uomo. Grange esit per qualche secondo
mentre gli occhi si abituavano all'oscurit. Era troppo tardi per
trovare accese le candele con lo stoppino di giunco che la sera
illuminavano le strade. Vi era un solo braciere presso il municipio,
a circa cinquanta metri di distanza, insufficiente a illuminare
distintamente l'uomo. La sua ombra era proiettata di lato, simile
a un'altra creatura in piedi accanto a lui. Grange non era in
grado di scorgere il viso del messaggero.
Il vostro nome, signore?
Marston.
Abbiamo bisogno di luce, signor Marston?
Conosco la strada.
Dietro a Marston, la fiamma del braciere fu turbata da una
raffica di vento e per un momento ondeggi come una chioma.
Conducetemi, dunque, signor Marston.
Marston annu, si volt e inizi a camminare lesto attraverso
High Street e gi per il viottolo a fianco della locanda Hope and
Anchor. Grange lo segu lungo il vicolo, e passarono accanto a
Flushards e ai chioschi vuoti del mercato. Nella parte pi bassa di
Flushards, dove gli scarti del mercato venivano lavati via da piogge
sporadiche e concentravano i propri effluvi nei maleodoranti fossati
del quartiere sud, fu inondato dal fetore di intestini e stomaci marci.
Marston ora camminava velocemente, senza guardare indietro.
Grange lo segu verso le paludi, evitando le basse pozze di
acqua e canne che si estendevano sul litorale. Piccoli gruppi di
alberi, curvati dai venti prevalenti di sud-ovest, punteggiavano i
confini tra palude e litorale. Per raggiungere pi velocemente il
luogo dell'incidente, Marston scelse una scorciatoia, non molto
pi larga del percorso tracciato da un tasso, che attraversava i
prati delle paludi salate.
Fuori dal riparo degli edifici della cittadina tirava un forte
vento. L'erba palustre si scuoteva e strideva contro gli stivali di
Grange. Davanti a lui, la sagoma di Marston manteneva una
velocit costante. Mentre si faceva strada tra gli alberi sembrava
magro come uno spaventapasseri.
Una volta oltrepassati gli ultimi salici e frassini, Grange scorse
la loro meta. Due grandi fornaci, a circa mezzo miglio di distanza
l'una dall'altra, con le bocche aperte per alimentare le fiamme.
Nell'immobilit della notte percep il borbottio e il soffocato fragore
delle fiamme all'interno. Sotto a quel rumore predominante
pot inoltre distinguere il fischio del vapore e le urla degli uomini
che rimestavano nei bacini, cantavano e si chiamavano l'un l'altro.
L, signore disse Marston.
Indicava con un dito. Non verso il fuoco di un'altra fornace,
ma verso un'assenza, un buco nero nella notte, un tempo riempito
da una caldaia. Da una parte ardeva ancora debolmente una
pioggia di travi crollata dal tetto. Grange si chiese come mai gli
operai dell'altra fornace manifestassero una laboriosit cos serena
mentre a poche centinaia di metri uno dei loro gruppi era
stato colpito. Si trattava di una terribile insensibilit, del bisogno
di continuare ad alimentare i fuochi che ora divampavano a tutta
forza? Poi gli venne in mente il motivo per cui gli operai potevano
essere inconsapevoli dell'esplosione. Il boato doveva essere
stato coperto dal fragore dei loro violenti fuochi. Dovevano aver
percepito il bagliore ed il frastuono come un semplice fulmine
invernale in quella notte ventosa.
Marston smise di parlare ed inizi ad avvicinarsi velocemente a
grandi passi verso la scena. Grange intravedeva l'esile figura
frettolosa e cerc di non cedere. Tutt'intorno a loro l'acqua si
distribuiva in pozze sparse. I loro tetri riflessi raddoppiavano le
fornaci, facendole somigliare alle bocche dell'inferno. Attraversando
la secca erba palustre, Grange sentiva le ceneri scricchiolargli
sotto i piedi. Marston, guardandosi indietro e riparandosi il
viso con un braccio, vide Grange che fissava verso il basso,
costernato.
Brina nera, signore disse improvvisamente ridendo, pi
per nervosismo che per umorismo, esponendo la discontinua
dentatura alla luce delle fiamme delle fornaci. Neve di
Lymington.
Per molti secondi sembr che la fornace fosse magicamente
scomparsa. Si trovavano in un'area di ceneri dense, in un punto
leggermente pi elevato rispetto al resto del terreno, poi Marston
si volt nuovamente verso di lui. Siamo arrivati, signore.
Poteva intravedere qualcosa solo grazie alla fioca luce delle
fiamme lontane. Il tetto della fornace era esploso completamente
ed ora giaceva sotto forma di travi e cocci sparpagliati. Gli pareva
che a fianco della costruzione ci fossero degli animali, finch si
rese conto con orrore che le sagome annerite erano quelle di
uomini, in gran parte immobili. Grange vide che una delle sagome
si contorceva.
Avr bisogno del vostro aiuto, signor Marston.
Signore.
Grange si inginocchi accanto a una sagoma difficilmente
riconducibile a quella umana. Il corpo era nero per la fuliggine
e le bruciature, e si intravedevano solo i bordi arrossati degli
occhi. Grange apr la valigetta, nei cui recessi cerc un coltello,
e poi inizi a tagliare i lacci della camicia dell'uomo. Tenetegli
un braccio disse a Marston.
Apr una boccetta, vi intrise uno straccio e cosparse le ferite di
aceto. L'applicazione dell'astringente fece gemere debolmente
l'uomo in un verso terribile.
Era certo di non avere abbastanza aceto da applicare alle
ferite di tutti gli uomini. Alla luce delle altre fornaci, il viso di
Marston assunse un biancore innaturale. Grange cap che il suo
compagno stava per vomitare. L'esperienza gli aveva insegnato
che qualsiasi tipo di attivit, per quanto semplice, poteva placare
il senso di nausea. Estrasse quindi una tazza di metallo ammaccata
dalla valigetta e la porse a Marston. Raccogliete dell'acqua
salata. Indic la superficie di un bacino di raccolta l vicino.
Marston annu e si allontan.
Grange aveva fatto del suo meglio per ripulire le ferite dalla
fuliggine e dallo sporco. Quando Marston ritorn, gli disse: Fatevi
coraggio e vers l'acqua salata sulla carne lacerata. Segu un
violento sibilo di dolore, un fremito, un grido sommesso. Questo
era ci che temeva di pi, nei propri incubi, e che infliggeva
ulteriore dolore a un sistema nervoso gi estremamente provato.
Il grido dell'uomo cess. Dopo qualche secondo di dolore serrato,
terminarono gli spasmi. Grange inizi a bendare alla meglio
il torace ustionato e squarciato.
I due curarono le ferite con una miscela di aceto, acqua salata
e bende per circa mezz'ora. Alcuni corpi erano privi di vita.
Mentre passava di uomo in uomo dando le prime valutazioni e
disposizioni, Grange inizi un terribile computo mentale. Undici
erano vivi e sette morti.
Mentre lui si dedicava alla pulizia e al bendaggio, Marston si
affrettava avanti e indietro dalle pozze, raccogliendo altre bacinelle
di acqua salata. Per tenerlo occupato, Grange gli ordin di
trascinare delicatamente da una parte i corpi dei morti, in modo
da non rischiare di inciamparvi mentre tentava di soccorrere i
vivi. Ud lo scalpiccio dei piedi di Marston nell'oscurit, i suoi
sospiri e i grugniti mentre trascinava i cadaveri anneriti su un
campicello di dente canino dove furono stesi l'uno accanto all'altro,
come tanti pacchi inanimati.
Continuarono a darsi da fare fino all'arrivo dei primi gruppi di
soccorso, raccolti per strada dalla signora Thompson. Si trattava
in gran parte di uomini impacciati, un po' malridotti dal bere,
che trasportavano rudimentali barelle fatte di pali incrociati e teli
pesanti. Per un momento Grange ebbe la visione della signora
Thompson che conduceva gli uomini confusi e inebriati fuori
dalle locande, magari schiaffeggiandoli per ricordargli i loro doveri
civili. La tela che era stata impiegata per mettere insieme
molte barelle si trovava nello scantinato di casa, arrotolata in un
solo involto. Una volta presa la tela, la signora Thompson si era
sicuramente avventata nel buio del giardino alla ricerca dei pali
di frassino adatti e li aveva trovati accatastati contro il muro, in
attesa di essere utilizzati la primavera successiva come bastoni di
sostegno per i fagioli. Di certo a furia di rimproveri aveva obbligato
gli uomini a infilare i bastoni nei pesanti occhielli della
tela, per poi spedire la combriccola verso la palude.
Ora, guardandosi intorno, Grange assegn il ruolo di capogruppo
all'individuo pi sobrio che potesse trovare, un operaio
della fonderia di nome Charnley. Questi e Marston aiutarono il
resto della marmaglia a caricare i feriti sulle barelle.
Dove dobbiamo portarli? chiese Charnley.
A casa mia rispose Grange. Sapeva che la signora Thompson
aveva liberato la stanza sul retro, che serviva da ricovero
temporaneo per i pazienti. Dite alla signora Thompson che ce
ne saranno undici in tutto.
Grange guard il gruppo di uomini allontanarsi, mentre Charnley,
accanto all'ultima barella, gridava agli uomini di sbrigarsi.
Marston disse: Diciotto uomini, signore. Diciotto uomini in
tutto.
Grange si sforz di capire il significato di quell'affermazione.
Marston comprese la sua perplessit. Di solito ce ne sono solo
dodici in un turno invernale, signore.
Come lo spiegate?
Marston rabbrivid. Il cambio di turno?
Era la prima volta che Grange riprendeva fiato da quando
aveva lasciato la casa. Gli avambracci erano bloccati dalla fatica
dovuta al sollevamento di braccia, gambe e torsi per fasciarne le
ferite. Ma era rimasto sorpreso dalla magrezza degli uomini -
alcuni dei quali erano leggeri come uccelli - causata dalla perdita
di liquidi. Port lo sguardo verso le altre fornaci, dove gli altri
gruppi continuavano il proprio lavoro, ignari della vicina tragedia.
A molte centinaia di metri di distanza, in una delle due
fornaci si apr una porta. Ne sbucarono due uomini, accecati
dal calore e dalla luce interna, respirando per qualche secondo
l'aria fredda prima di tornare all'interno.
Stava giungendo un secondo gruppo di barellieri, seguito da
un altro gruppo di uomini allibiti.
Prepariamoci per il prossimo trasporto disse Grange.
Aveva lavorato due ore praticamente senza sosta per pulire e
bendare le ferite ed applicare rudimentali stecche alle ossa rotte. Il
dolore alle spalle, dovuto al costante piegamento, lo fece alzare in
piedi per un po' per sciogliersi e massaggiarsi il collo. La luce
delle stelle e delle altre fornaci era sufficiente a permettergli di
scorgere i feriti distesi disordinatamente a terra accanto alle macerie
della caldaia. Dall'altra parte, invece, i corpi immobili erano
distribuiti ordinatamente, disciplinati dalla morte.
Marston disse: Dovreste ritornare a casa, signore. Posso
organizzare io stesso il trasporto.
Forse sollevarsi da terra gli aveva fatto defluire il sangue dalla
testa. Grange sent che stava per cadere svenuto. Chiuse gli
occhi, aspettando che l'attacco gli passasse. Marston gli si avvicin
di un passo, ma Grange gli fece gentilmente cenno di allontanarsi.
Pens che Marston dovesse essere preoccupato per
quell'alto medico cadaverico che era sul punto di cadere.
Emise un sospiro, sent che recuperava l'equilibrio e riapr gli
occhi sulla notte tranquilla. A ovest una nuvola bassa si estendeva
densa come un'armatura. Ud l'occasionale frastuono e il debole
sibilo di sottofondo provenienti dalle altre fornaci.
Un altro gruppo di uomini si era radunato attorno a loro, in
attesa di istruzioni.
Andate, signore ripet Marston. Gli altri possiamo trasportarli
noi.
...
89.

Per tutta la notte Grange e la signora Thompson si presero cura
degli uomini stesi nella stanza bendandoli, cambiando i linimenti
e distribuendo l'anestetico universale composto in ugual misura
di acqua e rum. Avevano bisogno di pi luce possibile per curare
le ferite. Le candele di sego finirono. Quindi, per garantire al
lavoro una maggior illuminazione, Grange apr la sua preziosa
scatola di candele di spermaceti, il tipo di illuminazione pi caro,
che usava solo per la lettura.
Giunta l'alba, la signora Thompson gli scosse delicatamente la
spalla. Era seduto su una sedia e riposava, con la testa che gli
ciondolava in avanti. Dovreste dormire un po', signore.
Grange fu sollevato da un incubo di uomini neri e bruciati,
con gli occhi bianchi per il terrore, accusatori.
Molti dei pazienti ora erano tranquilli, addormentati o in uno
stato di shock simile alla quiete. Il viso della signora Thompson
alla luce della candela parve contratto.
Credo che anche voi abbiate bisogno di dormire, signora
Thompson.
Lei scosse la testa.
Egli la guard attentamente. Dovremmo iniziare a seguire
un sistema di turni di guardia. Ogni quattro ore, si cambia.
Prendetevi voi le prime quattro ore di pausa disse la signora
Thompson.
Grange si guard intorno nella stanza satura del fetore di
sangue ed urina, osservando le irrequiete figure che giacevano
coperte da stoffe di qualsiasi tipo e le cui teste si posavano su
guanciali fatti di paglia o stracci. Talvolta un gomito od un ginocchio
sobbalzava. Le fece un cenno con il capo e si alz.
Mentre saliva le scale si sent esausto. Dovette afferrare la
ringhiera per sostenersi.
Raggiunto il letto vi si distese, completamente vestito. Qualche
ora pi tardi, la signora Thompson lo trov nella stessa
posizione.
...
90.

La cura dei feriti dell'esplosione divenne il fulcro della sua vita.
Ogni giorno doveva rimuovere le fasciature. Le ustioni venivano
medicate con unguenti ed erbe. La signora Thompson doveva
andare a raccogliere dell'angelica fresca nei boschi. Grange riteneva
importante aerare quotidianamente le ferite.
Quattro dei feriti erano stati portati a casa loro - Samuel
Edincott e Simon Palmer il primo giorno, Ebenezer Hemmings
e Jacob Flear il secondo - e i restanti cinque avevano raggiunto
una condizione stabile.
Qualche giorno dopo l'incidente, durante le cure del mattino,
la signora Thompson disse: Il dottor Hargood  qui, signore.
Invitatelo a entrare le disse Grange.
Continu a somministrare i medicinali mentre, in sottofondo,
udiva la signora Thompson che spalancava la porta e il rumore
dei passi di Hargood nell'atrio.
Le ferite da ustione erano nere o, talvolta, di un blu che virava
al viola scuro. Grange guard Preston che sussultava e sibilava
per il dolore mentre gli applicava l'astringente. Nel frattempo la
pesante ombra di Hargood lo copr, togliendoli la luce e scurendo
le ferite.
Per molti secondi Hargood rimase in piedi sopra di lui,
sovrastando la scena. Buongiorno, Silas.
Buongiorno, Hargood disse Grange, senza distogliersi dai
propri compiti.
Hargood osserv a lungo i suoi movimenti. Ho saputo dell'incidente
solo questa mattina. Fece una pausa, poi aggiunse
con enfasi: Sono tornato da Londra gi da due giorni.
Grange applic l'ultima dose di astringente con una pezza
leggera. I lineamenti di Preston, tesi per il dolore, si distesero
lentamente.
Grange percep che il sovrastante silenzio di Hargood si faceva
pi intenso, fino ad assumere una dimensione d'accusa.
Se non avessi udito per caso la signora Simmonds che raccontava
dell'esplosione al marito continu Hargood, credo
che non lo avrei saputo affatto.
Grange strinse i bendaggi senza alzare lo sguardo.
Dietro a lui, Hargood disse: Avrei desiderato, signore, che
me lo riferiste.
Grange fiss l'ultima benda e si mise lentamente in piedi.
Rivolse un sorriso al collega, un sorriso di placida soddisfazione
e strano benessere. Credo che la signora Thompson abbia
mandato un messaggero a casa vostra, ma la signora Simmonds
gli ha comunicato che le avevate scritto informandola che vi
fermavate a Londra un giorno in pi. E poi, in sguito, qui la
situazione sembrava abbastanza stabile.
Hargood lo osserv. Grange si dimostrava indifferente alle
rimostranze del collega pi anziano. Decise di non proseguire
oltre con la questione ed invece disse: Voi stesso sembrate in
buona salute, Silas.
Davvero? Forse ho avuto meno tempo del solito per riflettere
sul mio stato.
Oserei dire che la situazione critica vi si addice.
Grange si ripul le mani dall'astringente con un pezzo di tela
di lino. Posso offrirvi qualcosa per ristorarvi? Credo che la
signora Thompson stia per fare il caff per tutti noi.
Allora includetemi, signore.
Si recarono in un'altra stanza. Grange chiuse la porta e ora, da
buon padrone di casa, si rivolse ad Hargood. Com' andato il
vostro viaggio a Londra?
 stata una visita breve. Ho portato a termine i miei compiti
al Collegio. La mia amante  in buona salute. Non posso
lamentarmi.
Ma che cosa scorgeva nel viso di Hargood? Una solennit
sospesa, un senso di turbamento o perplessit? Era una questione
interiore, pens. Sarebbe stato indelicato indagare, ora che
Hargood aveva lodato in modo cos ostentato la sua evidente
buona salute.
...
91.

Mio caro Leman,
molti giorni fa ebbe luogo un evento di cui io non ero al
corrente e di cui non sarei tuttora a conoscenza non fosse perch
ho udito la conversazione tra la mia governante ed il proprio marito,
in cui lei faceva casuale riferimento alla "tragedia" accaduta
nelle paludi.
Presso una fornace salina di Pennington, infatti, ebbe luogo
un'esplosione che uccise sette uomini e lasci mutilato e ferito il
resto del gruppo. Pu assolutamente inaspettata e nessuno ne conosce
esattamente la causa. Il mio giovane collega, che ha una certa
reputazione tra gli uomini delle fornaci di Pennington, di cui cura
le malattie ed i disturbi, fu chiamato a intervenire presso l'incidente.
Pur essendo ancora debole, si prese sulle spalle tutta la responsabilit
della faccenda. Dopo aver curato i feriti e i moribondi in situ,
predispose che venissero trasportati a casa sua dove, con l'aiuto
della signora Thompson, allest un ospedale provvisorio. Questo
 ci che so e che prendo come un dato di fatto.
Non appena sentii la mia governante che ne parlava, presi il
cavallo e mi recai a casa del medico con l'intenzione di sollevarlo
dal suo compito e di accollarmi, nel suo interesse, almeno parte del
fardello.
Giunto a casa sua, vidi che per la cura dei pazienti erano state
predisposte due stanze. L'ospedale provvisorio era gi ben avviato
e i pazienti medicati e ben curati. La signora Thompson aveva
trovato letti e pagliericci per ciascuno di essi. Il mio collega sembrava
preoccupato, ma io riconobbi in lui uno strano senso di
calma, se non di pace, di quelle che hanno luogo in sguito a
una crisi. Gli offrii la mia disponibilit, ma questa fu rifiutata
con cortesia e fermezza, poich egli intendeva giungere al termine
della questione. Sembra stanco, quasi esausto, ma so che ha una
fiera volont. E per quanto riguarda la signora Thompson, suo
sergente in armi, egli non potrebbe trovare un'aiutante pi eccezionale
nelle faccende quotidiane e nel ruolo di factotum. Ovviamente
obiettai al suo rifiuto di accettare la mia offerta, ma egli
sembra fermamente risoluto a continuare, come se la responsabilit
fosse sua. Dopo che ebbi insistito, mi permise solo di predisporre
l'ordine di altri unguenti e linimenti a Salisbury. Lasciai la
casa piuttosto scosso per la sua determinazione ed al tempo stesso
impressionato dall'organizzazione che egli e la signora Thompson
hanno dimostrato nelle cure.
Gli ho fatto visita anche oggi. Persino ora che sono trascorsi
molti giorni dall'evento e che ha avuto un po' di tempo per dormire,
il mio collega parla ben poco e porta avanti il proprio lavoro
come se fosse assorto. Almeno mi ha permesso di fornirgli molti
giacigli di paglia che tenevo in un fabbricato annesso alla mia casa,
di modo che i pazienti fossero sollevati dal pavimento. Questa sera
andr a ritirare il pacco di unguenti e linimenti alla diligenza
proveniente da Salisbury.
Se mi lamentassi della mia condizione, alla luce di questo terribile
incidente, mi rovinerei certo la reputazione. Per ritengo che si
tratti di un segno, un segno di disaffezione della gente del luogo.
Pur essendo il medico pi anziano e autorevole della zona, non
sono stato chiamato in un incidente di rilievo. In effetti mi trovavo
a Londra, ma comunque a quanto pare il primo pensiero di quel
Marston, testimone del disastro, fu quello di rivolgersi al mio
collega in cerca di aiuto. Cos dovette prendersi cura dei feriti colui
che  ancora mio paziente. Ero cos abituato a occuparmi dei suoi
affari nel tentativo di farlo ritornare in salute, che forse nel mio
regime non gli avevo lasciato la libert o l'indipendenza necessaria
per ristabilirsi. Senza dubbio parte della sua insistenza nell'affrontare
queste faccende interamente senza il mio aiuto  dovuta all'impulso
di dimostrarmi, ancora una volta, la sua indipendenza.
Erano molti mesi che mi chiedeva se poteva ritornare ai suoi
pazienti, ma io ho sempre rifiutato, basandomi sull'idea che 
meglio ottenere una guarigione definitiva piuttosto che rientrare
nelle fila ancora feriti. Credo di aver fatto bene a posticipare il pi
possibile il giorno del suo ritorno. Non avevo programmato di
vederlo scagliarsi, per cos dire, nell'acqua pi profonda, ma voglio
credere che l'adeguato periodo di recupero abbia avuto un suo
ruolo nel renderlo in grado di sopportare la tensione.
Di certo in passato mi sarei sentito ferito dall'affronto subto per
essere stato ignorato in un momento di crisi. Per la mia attuale
situazione  tale da farmi credere che i fili che mi legano a questo
luogo si stiano lentamente allentando. E la creatura generata dalle
mutate circostanze sta lentamente uscendo, come un animale dalla
propria tana. Tuttavia  proprio a ci, credo, che si rivolge il mio
maggior terrore. Non so che tipo di uomo o creatura potrei essere al di
fuori della mia vita e della mia professione. Cos, come un padrone di
casa che vede un'ombra fuori dal cancello e si forza di andare a
controllare nonostante la paura, io vengo attirato verso la risoluzione
di questa inquietudine ricercandone direttamente la causa.
Per quanto riguarda me ed il mio giovane collega, che maggior
prova ci pu essere del cambiamento dei nostri rapporti se non
questo episodio, in cui il mio ruolo di protettore e consigliere 
sfumato, per cos dire, in una notte, facendomi capire che egli aveva
preso il primo posto nella gestione medica della comunit locale?
Non intendo farvi carico di ulteriori considerazioni di natura
morbosa. Di conseguenza termino qui la mia lettera e, nel
frattempo,
vi porgo i miei pi cordiali saluti,
Hargood.
...
92.

Come Grange gi si aspettava e come aveva spesso ammesso
davanti ad Hargood e alla signora Thompson, era nei dettagli della
professione che egli si perdeva pi facilmente.
Una volta finito l'immediato stato di crisi, pot dedicarsi alla
cura a lungo termine dei pazienti e tentare di soprintendere a un
loro pi completo recupero. Nello scantinato della casa erano
conservati numerosi farmaci per la giugulare, la colonna vertebrale,
le meningi, il dotto biliare, il fegato, gli occhi, i reni e il
pancreas. Stipati sulle rastrelliere e sui tavoli si trovavano le
componenti delle segrete miscele in boccette, bottiglie, tazze
metalliche. Qui egli aveva conservato le sue erbe ed era vissuto
tra le loro efficaci combinazioni.
Ora lo scantinato era divenuto il suo luogo di ritiro dalla
trasformazione della propria casa in un presidio medico. Prese
il grande libro delle erbe, il De Natura, e lo lesse con attenzione
per poi mischiare tra loro gli ingredienti, battendoli con pestello
e mortaio. Prelev alcuni vasetti dalle mensole, poi si mise a
mescolare foglie secche, semi e radici in polvere.
Il silenzio del suo laboratorio gli calmava la mente. Vi erano
certe erbe che esercitavano un benefico effetto sui polmoni, il
sangue, il cuore ed il sistema nervoso. Una volta polverizzate,
l'aggiunta di acqua piovana pura ne avrebbe sprigionato gli effetti
benefici.
In passato, in un normale ciclo di cure, Grange si era spesso
occupato di pazienti che vivevano lontano da lui. Un medicinale
quindi poteva venire assunto solo in modo irregolare, se non
addirittura per nulla, a seconda della mutevole predisposizione
del paziente. Nelle curiose quanto temporanee circostanze dell'ospedale,
invece, i pazienti ricoverati si trovavano direttamente
sotto la sua gestione e per una volta egli ebbe l'opportunit di
soprintendere alle loro cure pi da vicino, proprio come
desiderava.
Ogni giorno preparava un tonico generale composto da salvia
per il cervello, angelica per la digestione e rosmarino per le
facolt mentali, tutti mescolati secondo le quantit prescritte
nel De Natura. Vi aggiungeva un po' di miele per contrastarne
l'amarezza e quotidianamente, all'inizio del suo giro di controllo,
aiutava i pazienti a bere il preparato.
La sua attenzione si concentrava sulla cura delle ustioni. Ogni
giorno attuava la meticolosa ricerca e raccolta di tutto il sapere
che poteva trovare e consultava le opere in suo possesso. Possedeva
un congegno - una pressa costruita ad Edimburgo da
MacLehose, ingegnosamente studiata - per spremere l'olio dai
semi. Secondo una certa scuola di pensiero, il grano conteneva
un olio particolarmente efficace se applicato direttamente sulla
superficie delle ferite. L'olio si estraeva a mano e la leva era fatta
in modo da non affaticare i muscoli. Tuttavia l'olio stillava lentamente
come le lacrime. Le piaghe da curare erano molte ed
estese, e spesso trascorreva sino a due ore per sera per preparare
olio e unguenti da applicare il giorno successivo. Un vantaggio
della pressa MacLehose era che la sua semplicit gli permetteva
di azionare il meccanismo proseguendo nello studio di altri testi
medici che giacevano in abbondanza sulla panca laterale.
La signora Thompson, che faceva un proprio particolare uso
delle erbe in cucina, era incline a concedergli il beneficio del
dubbio. Egli trasmetteva un senso di fiducia nell'efficacia dei
propri intrugli, accompagnati com'erano da nomi latini e precisi
metodi di estrazione. Scopr, e ne fu incuriosito, che anche lei
aveva una considerevole conoscenza delle erbe, anche se gli usi
che ne faceva non erano esattamente medici, bens relativi a certe
forme di medicina popolare che comprendevano pozioni d'amore,
filtri e altre miscele creati per generare o guarire particolari
stati d'animo. Paragonando le funzioni mediche delle sue erbe ai
rimedi che lei aveva imparato dalla propria linea matriarcale, fu
divertito nello scoprirne la discrepanza. Nel suo universo il barbaforte
si usava, proprio come la senape, in impiastri che avevano
la funzione di dare sollievo alle articolazioni doloranti. Invece
per la signora Thompson era un antidoto contro le lentiggini e
uno stimolante per il mantenimento di un colorito luminoso. Per
Grange, l'olio estratto dai fiori dell'edera di terra contrastava le
infreddature ed i disturbi ai reni, mentre per la signora Thompson
la sua particolare applicazione aveva la funzione di alleviare i
dolori mestruali delle giovani donne. Secondo Grange la capraggine,
sotto forma di tisana, era utile per il diabete, in particolar
modo negli anziani, mentre la signora Thompson la considerava
un aiuto nella lattazione, sia degli umani sia degli animali. Fu
forse a loro vantaggio che, nel loro attuale stato di armonia, la
natura stranamente dimorfa dei loro interessi si combinasse nel
comune bisogno. Ci che condividevano era una conoscenza
dell'habitat delle erbe, l'individuazione delle loro parti salienti
e del miglior modo per trovarle. Cos accadde che Grange fece
sempre pi affidamento sulla signora Thompson per raccogliere
questa o quella erba, affinch egli la potesse trattare per i suoi
scopi. E se, occasionalmente e d'accordo, lei se ne teneva una
certa quantit per i propri imperscrutabili propositi, a lui sembrava
una giusta ricompensa per il fatto di averle raccolte con il
comune proposito di curare i loro pazienti.
...
93.

Caro Leman,
ieri ho partecipato alla sepoltura di ben sette uomini. Il villaggio di
Tennington, il piccolo ammasso di casupole nei sobborghi di Lymington,
di solito si trova in uno scandaloso stato di ubriachezza dovuto
alla sua dipendenza dall'industria salina, i cui lavoratori colmano i
propri tessuti di birra e altre bevande fermentate. Tuttavia, in sguito
alla morte di sette dei suoi abitanti nell'esplosione della fornace, ora il
villaggio si  fatto unanimemente silenzioso. Non vi vedo altro che
facce sobrie e cupe. Anche se molti elementi della popolazione non
possiedono un completo, in qualche modo sia donne che uomini
indossano dei formali abiti neri. Il lutto li ha profondamente colpiti.
Molta, se non tutta la popolazione locale ha contribuito in
qualche modo alla sepoltura dei sette uomini, facendo in modo
che la cerimonia non gravasse sulle vedove ed i parenti come un
ulteriore fardello materiale che andava ad aggiungersi al loro intimo
dolore.
Ho partecipato al funerale, anche se essenzialmente come spettatore,
e una parte di me sente di essere stata inaspettatamente
colpita sia dal livello di organizzazione che dal silenzioso fervore
di coloro che prendevano parte al rito. Le bare, allineate nella
chiesa di St Thomas, erano belle, di quercia con rigature di piombo,
maniglie di ottone ed il legno ben verniciato. Famiglie che solitamente
erano divise dalle normali e triviali discordie di paese si
trovavano l, in piedi fianco a fianco, in sobria contemplazione.
Impariamo, e non per la prima volta, che nell'ombra della morte
emergono le grandi virt di una gentilezza e una sobriet universali.
I deceduti venivano trattati come soldati e forse lo erano davvero,
poich gi alle paludi, nell'alimentare le fiamme, si comportavano
come una specie di esercito, seppure pi simile ad un'armata chiassosa
e scomposta che a un vero e proprio reggimento. E a coloro tra
noi che osservano con il vento negli occhi l'industria del luogo, su cui
continuano a cadere cenere e scorie, pare che alcuni dei nostri logori
eroi, spesso dati per scontati, ora siano ritornati alla terra natia.
Al centro della funzione, anche se stranamente distaccata, stava
l'isolata e in qualche modo intimorente figura del mio giovane
collega, che gode comunque di una sempre maggior fiducia da parte
della comunit presso cui esercita la professione. Dunque sono estremamente
strane le circostanze che ci portano a osservare, nel mezzo
di una cerimonia religiosa tra le pi antiche, la tranquilla e riservata
figura di un famoso miscredente, ritta in piedi alla destra del prete
officiante e, a quanto pare, a proprio agio nei rituali della sepoltura.
Corre voce che St Just, che possiede la maggioranza delle fornaci
rimanenti (essendosi accollato gran parte di quelle in bancarotta) e
che ha deciso di attivarne alcune durante l'inverno andando contro
a ogni consuetudine e conoscenza diffusa, ha dato un suo personale
contributo per le bare. Non  socievole, e da queste parti  una
figura in qualche modo isolata, ma  capace di dimostrare generosit
quando gli si presenta l'occasione. Forse in tal modo intende
mitigare la propria reputazione, dal momento che non  suo costume
comunicare molto con il popolo, almeno per quanto riguarda
questioni al di fuori degli affari e delle imprese in suo possesso. Il
peso della responsabilit che si porta sulle spalle, combinato con
l'estrema seriet della sua indole, non attrae i nostri uomini pi in
vista n le donne, che in altri casi considererebbero il vedovo un
adeguato bersaglio delle proprie attenzioni sociali.
Inoltre credo che egli gestisca la propria casa in modo freddo e
austero. Nelle rare occasioni in cui mi trovo in visita a casa sua, il
povero sventurato che si occupa del cancello si trascina per accompagnarmi
alla porta principale e se ne va pi in fretta che pu,
come se temesse il proprio padrone. La sfortunata creatura  senza
dubbio un qualche accattone di cui St Just ha avuto piet, anche se
credo che quest' ultimo possa permettersi parecchi servi, e persino in
livrea. Di certo nella sua casa manca totalmente il senso della
famiglia e dei parenti. Il suo nome  emerso in molte occasioni,
nel corso delle conversazioni tra me ed il mio giovane collega. Per
ragioni a me sconosciute, nel mio amico percepisco una certa tensione
o persino un risentimento nei confronti del banchiere come
se St Just, solo per il fatto di possedere le strutture in cui  avvenuto
il disastro, fosse in qualche modo implicato nell'incidente.
Qualcosa di ci che  capitato - l'incidente stesso, la dedizione
nella cura dei feriti - ha agito sul mio collega in un modo che pare
averne rafforzato la determinazione e forse gli ha fornito un maggior
senso del dovere e dei propri obblighi. Vi  calma e determinazione
in lui, e una rinnovata urgenza in ci che fa. Percepisco
anche un certo fervore, talvolta simile a rabbia, non so se sia
causato da un senso di impotenza di fronte agli incidenti naturali
o dai limiti della stessa professione nel rimediare ai danni subiti da
altri. Si  preso cura dei morenti e dei sopravvissuti senza tregua e,
 ora che sono finiti i funerali, ritorna a qualcosa che sembra il suo io
normale, anche se forse in una cornice pi tetra.
Certamente, quale che sia la nuvola che lo ha oscurato, ha
lavorato come dieci uomini per sostenere il piccolo ospedale in
cui si  trasformata la sua casa dopo l'incidente ed ha continuato
a rifiutare risolutamente il mio sostegno quando glielo ho offerto,
come se stesse attuando un principio di indipendenza che ora intende
mantenere.
Mi dilungo su questo evento perch sospetto che questo abbia
consolidato lo strano meccanismo delle sue emozioni, o l'abbia
risvegliato da un'indole pi amabile. Ma ora ritorno a un altro
tema, su cui ho gi speso molti sforzi e inchiostro e a cui faccio
ancora una volta riferimento in termini pi approfonditi.
Sembra che in lui alberghi la crescente aspettativa di un qualche
esito della propria attesa. Io non conosco e non sono in grado di
esprimere le basi su cui egli fonda questa aspettativa, ma ne osservo
semplicemente i risultati. Si  assunto il compito di riflettere sui
vari fatti del passato della signora che gli ho rivelato e li ha assorbiti
e digeriti a modo suo. Non so quale sia il risultato delle sue
riflessioni e forse  superfluo speculare. Ma  convinto del fatto che
in qualche modo egli e la signora Quill si riuniranno.
Vi affido questi pensieri, come sempre, nella speranza che non
pensiate troppo male di me per il fatto di averli espressi e che, con
tutta la vostra gentilezza nei miei confronti, non vogliate rispondere
a essi.
Vi scriver nei prossimi giorni e riprender il fardello della mia
storia.
Nel frattempo sono e rimango, signore,
sinceramente vostro,
Hargood.
...
94.

La giornata era calma e soprannaturale, un sole bianco sovrastava
i nudi campi invernali. Il respiro di Grange si levava nell'aria
sgombra.
Giunto alla casa di St Just, tir il cordone del campanello
posto presso il cancello e gli parve di udirne lo scampanellio
nella casetta del portiere.
Si apr una porta secondaria da cui emerse Elstead, con indosso
un soprabito pesante ma privo di guanti e copricapo.
Mentre egli faceva scivolare i chiavistelli del pesante cancello
di ferro battuto, Grange gett un breve sguardo su quel viso
emaciato e sui decisi solchi che dalla bocca gli attraversavano
verticalmente le guance. In silenzio, l'uomo lo accompagn all'ingresso
principale della casa. Ma questa volta non buss n se
ne and prima che apparisse il suo padrone, com'era sua abitudine.
Estrasse una chiave, apr la porta d'ingresso e disse: Credo
che troverete il signor St Just nella biblioteca, in fondo al
corridoio. A quest'ora lavora l.
Grazie disse Grange.
Elstead fece un cenno con il capo e si chiuse la porta alle spalle.
Grange si trov da solo nell'ingresso della grande casa tetra.
Inizi a percorrere il lungo corridoio dalle pareti rosso sangue
verso una grande porta situata in fondo. La casa era stata costruita
secondo un progetto strano quanto singolare, che prevedeva
una facciata stretta ma un interno ampio e cavernoso. Nella
sua prima visita era stato scortato lungo lo stesso corridoio fino a
una stanza laterale, lo studio privato di St Just. Ora gli parve che
quella in cui stava per entrare fosse la stanza principale.
La porta era socchiusa. Grange la spinse e la spalanc, facendola
ruotare sui cardini silenziosi e ben oliati, per poi entrare in
una sala tutta rivestita di libri. Ricordava una chiesa o una cattedrale.
La luce invernale la inondava filtrando attraverso le alte
finestre ai lati. Inizialmente, data la sua vastit, la stanza gli
sembr vuota. Ma poi davanti a s vide un'imponente figura
curva su dei fogli sulla cui superficie veniva fatta scorrere, in
modo attento e assiduo, una penna d'oca. St Just, seduto a
una scrivania in fondo alla biblioteca, reag all'arrivo del suo
ospite sollevando lentamente la testa in un gesto di riconoscimento
quasi impercettibile. Poi abbass lo sguardo sulla pagina
che aveva davanti a s e continu il suo lavoro.
Grange gli and incontro attraversando un tappeto che pareva
lungo circa venti o trenta metri. Gli venne in mente uno
strano concetto. Il pi intimo rifugio di un gentiluomo inglese
era proprio questo, la sua biblioteca, il deposito del sapere e dei
valori civili. Passando accanto a busti di uomini insigni, alle
tensle cariche di grandi opere e ad altre scansie piene di libri,
gli parve di poter sentire, simile a un bisbiglio, la fermentazione
della conoscenza che vi aveva luogo: gli articoli ammassati della
Geographical Society, le scoperte scientifiche della Royal Society,
resoconti di storie, guerre, rivoluzioni, migrazioni di massa. In un
angolo tra due mensole, le teste di due angeli si chinavano silenziosamente
mentre la luce si spandeva tra essi.
Attravers il tappeto lungo il passaggio centrale della sala nel
profondo silenzio della biblioteca. Pass scansia dopo scansia,
nicchia dopo nicchia, tutte colme di libri. In una in particolare,
una scultura raffigurante una corpulenta figura femminile stava
curva su un bambinetto grassoccio posto in un cesto di pietra. In
quella luce fioca, nell'atmosfera da memento mori del luogo, egli
non udiva alcun grugnito, urlo, gemito o miagolio di vita, ma
solo il sospiro di antenati defunti che si ode sul viale che porta
all'ossario.
Grange si ferm solo quando giunse in fondo.
Davanti a lui, St Just rimase seduto alla propria scrivania,
intento a compilare un libro mastro. Essendosi gi accorto dell'arrivo
di Grange, non alz lo sguardo e prosegu con il suo
lavoro lasciando che l'ospite rimanesse in piedi l accanto, ad
attendere che gli venisse rivolta la cortesia di essere invitato ad
accomodarsi. Forse, era una tecnica, pens Grange, quella di
trattare il visitatore come un querelante che spera in un prestito.
Dopotutto si trattava del suo orario di lavoro, durante il quale
egli esercitava la propria autorit formale.
St Just continu a lavorare ancora per un buon minuto, mentre
Grange se ne restava tranquillo in piedi davanti a lui all'altro
lato della scrivania, valutando mentalmente le intenzioni del padrone
di casa.
Signore disse infine questi, con il capo ostinatamente chino,
la penna d'oca ancora intenta nel lavoro e la mano che
indicava la sedia di fronte a s. Mi perdonerete se finisco quest'ultima
annotazione.
Grange si sedette, posizionando le lunghe gambe in modo
composto, le mani appoggiate al bastone da passeggio.
A un certo punto St Just sospir, si tir indietro sulla sedia,
ripose la penna nell'astuccio e alz lo sguardo al di sopra di
Grange, verso il soffitto, in contemplazione. Poi lo abbass e,
per la prima volta, cos sembrava, prese in considerazione il suo
ospite. Vi sono grato per avermi voluto far visita.
Grange annu.
Forse mi permetterete di affermare, signore, che aspettavo la
vostra compagnia. Siete venuto per farmi un resoconto
dell'incidente?
Ora che  finito il funerale, pensavo fosse mio dovere fornirvi
un resoconto.
Chiamo il mio impiegato perch finisca il lavoro. St Just
suon un campanello posto accanto alla scrivania. Si mise in
piedi, con qualche difficolt e disagio. Andiamo nel mio studio,
dove potremo discutere la faccenda con pi discrezione.
Dietro la scrivania vi era una porta a riquadri, che St Just apr.
Si inoltr nell'oscurit del corridoio, una gamba trainante e l'altra
trascinata, finch raggiunsero lo studio. Una volta arrivati
appoggi la spalla alla porta, che apr con una grossa chiave, e
si fece da parte per far entrare Grange. Fece cenno al suo ospite
di procedere verso una delle sedie dall'alto schienale in cuoio,
chiuse la porta, raggiunse la scrivania e si sedette, ansimando
leggermente per lo sforzo.
Ora, signore disse, proviamo a considerare ci che ci
separa da una conclusione comune.
Apr il cassetto e ne estrasse un pacco di fogli, ordinatamente
raccolti in un unico incartamento.
Ho ricevuto un resoconto dei danni alla fornace dal signor
Naylor, uno dei capisquadra delle altre due fornaci. Non vi 
alcuna possibilit, a quanto pare, che la fornace esplosa venga
riparata. Dobbiamo cancellarla dai registri. Esit. Le stime
principali parlano, signore, di sette uomini uccisi e undici sopravvissuti.
Avete qualcosa da aggiungere a questo riassunto?
Grange tacque per molti secondi. Questo riassunto era ci
che egli aveva dovuto affrontare nelle settimane precedenti, mentre
tentava di ripulire i resti devastati e distrutti dei sopravvissuti.
Poi disse: Degli undici sopravvissuti, tre rimarranno menomati
a vita. Quasi tutti sono stati colpiti da vari gradi di sordit. Credo
che a causa del trauma per l'esplosione, la mente e le facolt
cognitive di almeno altri due siano precarie.
St Just annu e chiuse brevemente gli occhi.
Degli undici, quindi continu Grange, ritengo sia probabile
che solo tre potranno riprendere a lavorare in modo
redditizio.
Dietro all'espressione del banchiere sembrava muoversi tutta
una serie di emozioni. Gli occhi si chiusero. Le linee del viso e
della bocca parvero indurirsi. Grange osserv il padrone di casa
con una certa obiettivit. Quando St Just riapr gli occhi, dalla
sua espressione Grange cap che aveva determinato la sua linea
di condotta e avrebbe detto ci che pensava.
State per aggiungere al vostro resoconto, credo, che la causa
dell'incidente  stata proprio quella identificata dal signor Swann
e di cui voi mi avevate informato non pi di due mesi fa.
Un'atmosfera fredda invase la stanza. Grange sentiva la propria
rabbia fluttuare e crescere sempre pi. Era determinato a
essere preciso. A quanto pare la tragedia sarebbe dovuta a un
certo numero di raffiche di vento, forse in combinazione con una
squadra che si  rivelata insufficiente a prendere le dovute misure
di sicurezza contro quel pericolo.
St Just fece un altro cenno con la testa. Siete certo, dunque,
della causa?
Non del tutto rispose Grange. Intendo solo proporre
quella che mi sembra la spiegazione pi probabile. A quanto
ho capito, la fornace  esplosa durante una serie di raffiche,
mentre un vento fortissimo soffiava alla massima velocit. I racconti
degli uomini che ho curato riportano in modo indipendente
il fatto che immediatamente prima dell'incidente la fornace
fosse colpita da forti venti. Ciascuno di essi conferma l'apparizione
del tipo di fiamma che definiscono "l'ala dell'angelo". Perci
la squadra non  stata capace di riprendere il controllo della
situazione con i soliti mezzi - chiudendo le bocche in tempo per
evitare che un ulteriore afflusso d'aria ventilasse rapidamente i
fuochi principali.
 questa la vostra versione dei fatti?
Credevo rispose Grange, che stessimo discutendo della
causa pi probabile.
St Just si appoggi allo schienale ed annu, quasi intendesse
permettere all'affermazione di imporsi. E le vostre osservazioni
vi hanno portato a ritenere che la tragedia si sarebbe potuta
prevenire con un maggior numero di uomini nella squadra delle
fornaci?
Ne sono convinto.
In risposta ad una fitta dolorosa, St Just si spost sulla sedia.
Fece una smorfia e chiuse gli occhi. Tuttavia, mentre il tempo
rimaneva immobile, mentre St Just viveva la propria consueta e
intensa agonia, fu Grange a sentirsi a disagio, come se qualche
aspetto che egli aveva dato per scontato fosse ancora da spiegare.
Il fatto di non essere in grado di identificare la fonte di quell'intuizione
aument il suo senso di sconforto.
Nel momento in cui St Just si riprese dalla fitta, apr gli occhi
e guard nuovamente il suo ospite, il senso di sconforto non si
era dileguato bens addensato attorno all'idea della vera causa
dell'esplosione. Nel silenzio che segu, St Just sembr trapassare
Grange con lo sguardo e fissare, dietro a lui, un qualche intimo
universo di sentimenti o congetture invisibili.
Vi offrirei una bevanda, signore disse alla fine, ma date le
circostanze potrebbe non sembrare appropriato.
Non voglio approfittare della vostra ospitalit.
St Just annu e sembr ritornare ai propri pensieri. Grange
percepiva ogni fluttuante secondo. Ebbe l'impressione che l'altro
stesse considerando un qualche aspetto della questione a cui egli
non aveva alcun accesso formale.
Dopo un po' il padrone di casa pos le grosse e bianche mani
sul tavolo, congiungendole. Sono questioni importanti, ne converrete.
Dobbiamo essere rigorosi nel metodo. In sguito al nostro
ultimo incontro e al vostro resoconto, mi ritengo obbligato a
fornirvene uno anch'io. In considerazione del vostro appello
condussi, come vi avevo promesso, un'indagine riguardo la possibile
natura del pericolo.
St Just apr l'incartamento sulla scrivania e per un po' vi
consult una tabella. Una volta che, soddisfatto, parve aver confermato
una sequenza di eventi, rialz la testa. Circa sei settimane
fa, dopo il nostro incontro, interrogai separatamente ciascuno
dei tre capisquadra dei turni principali delle fornaci invernali
per raccoglierne le opinioni. In sguito, dopo aver riflettuto
sulle loro idee, giunsi alla conclusione che l'imprevedibile natura
del tempo meteorologico e la prevalenza dei fortissimi venti invernali
rappresentavano un rischio per le fornaci, un rischio che
avremmo dovuto tentare di affrontare - almeno finch non saremmo
stati in grado di riconsiderare la questione l'estate successiva,
una volta diminuito il pericolo. St Just fece una pausa,
inspirando profondamente e spostando la gamba sotto al tavolo.
Tenendo conto di questi fattori e su vostro suggerimento,
decisi di aumentare il numero di uomini in ciascuna fornace nei
turni invernali da dodici a diciotto, cio al numero della squadra
estiva al completo.
Grange fu percorso da un primo segnale d'allarme, simile al
brivido della fiamma di una candela prima che questa reagisca ad
un soffio.
St Just disse: Avete contato i feriti?
Grange annu. Erano diciotto. Aveva dato per scontato,
stupidamente, che diciotto fosse il numero degli uomini di un turno
invernale o che forse c'era stata una sovrapposizione nel cambio
dei turni. Osservava il proprio errore da lontano, anche ora che la
sua mente iniziava a scivolare verso quel numero come un uomo
che scivola lungo un pendio.
Da qualche parte, sullo sfondo della sua paura, St Just continuava
a parlare con voce calma: A causa di ritardi nell'assunzione
di altra manodopera, la prima fase delle nuove procedure
di assegnazione del personale fu istituita venerd 7 febbraio,
esattamente il giorno dell'incidente. I sei uomini in pi erano
stati aggiunti proprio quella sera alla fornace in questione.
Grange sent una botola aprirsi sotto i suoi piedi.
St Just proseguiva nel suo inesorabile discorso: Avevo dato
istruzioni al nostro capogruppo di turno nella notte in questione
di spiegare ai nuovi lavoratori proprio i pericoli delle raffiche di
vento sulle fiamme ed i metodi con cui queste potevano essere
affrontate.
Perdonatemi...
Non ho ragione di credere continu St Just, che egli non
abbia eseguito i miei ordini alla lettera. Era un uomo valido e il
suo decesso ha rappresentato una grande perdita. Secondo la
mia opinione  probabile che l'incidente sia avvenuto mentre
egli spiegava ai nuovi operai le procedure in caso di raffiche di
vento. Il turno entrante iniziava alle otto di sera, secondo il solito
orario di cambio. Secondo le nostre ricerche, l'esplosione  avvenuta
circa tra i quindici e i venticinque minuti dopo le otto. Se
questa ipotesi  provata, potrei pensare che forse, durante le
spiegazioni, il caposquadra aveva distolto la propria attenzione
da ci che lo circondava. In quel contesto di attenzione ridotta,
la fornace fu colpita da una serie di raffiche che causarono la
tragedia in questione.
Grange sent la bocca asciugarsi. Intendete dire...
Non intendo dire nulla, signore. Cerco solo di dedurre la
causa immediata dell'incidente. St Just non trad alcun segno di
emozione. Non  affatto chiara, ma dobbiamo cercare, come
dite voi, la spiegazione pi probabile. Se le nostre deduzioni
concernenti la collocazione temporale dell'evento sono corrette,
spiegherebbero forse un'altra serie di fattori. Secondo la tabella
pianificata, l'incremento dell'organico delle altre due fornaci
avrebbe dovuto aver luogo il 9 e l'11 febbraio, non appena
fossero stati disponibili altri uomini. St Just si ferm per spostare
la gamba sotto alla scrivania. Qualsiasi fossero le cause
precise, l'incidente ha avuto luogo nell'unica fornace che in quel
momento aveva una squadra incrementata di diciotto uomini.
Ecco il fatto sventurato a cui credo ora dovremmo rivolgere le
nostre menti.
Grange udiva il debole fremito del proprio sangue alle tempie,
simile a quello di una falena che cerca di scappare. Si sent
svenire. Ma nel frattempo qualcos'altro inizi a prendere forma
in lui: la determinazione di non permettere a St Just di essere
spettatore della propria angoscia. Ora si guardavano l'un l'altro
negli occhi, senza parlare.
Tuttavia fu St Just a sussultare, serrando la mascella, muovendo
senza posa le gambe in modo scomposto sotto alla scrivania. Un
muscolo del viso inizi a pulsargli. L'attenzione nei confronti del
proprio dolore aveva sviato temporaneamente gli occhi del banchiere
dal suo visitatore, facendolo chiudere in se stesso.
In quel silenzio il pesante orologio scocc il proprio ritmo
marziale. L'improvviso e inaspettato rumore sembr mantenere
la stanza in equilibrio su una soglia temporale. Quando termin,
entrambi rimasero seduti per molti secondi nel silenzio assoluto,
come se del tempo non rimanesse che il meccanismo. Dopo
qualche istante lo spasmo di St Just sembr essersi dileguato.
Quando apr gli occhi, ora che il dolore era temporaneamente
cessato, scrut Grange quasi con piet.
Mentre St Just attendeva una sua reazione, Grange, da parte sua,
fece di tutto per rimanere saldo in se stesso. Le emozioni imperversavano
e galoppavano. Pens che la propria argomentazione
principale - ossia che le fornaci rimanenti rischiavano di essere a
corto di personale a causa dei turni invernali ridotti - gli fosse
stata sottratta. St Just, una volta affilato il coltello, aveva portato
la discussione a proprio favore con attenta precisione. La trappola
era stata tesa e avviata, e ora egli doveva iniziare a considerare
il danno recato alle proprie convinzioni e a se stesso. Una
volta placatasi la prima ondata di orrore, diresse lo sguardo
direttamente in quello del padrone di casa.
Il banchiere chiese: Avete forse una spiegazione
alternativa?
No rispose Grange. Non ce l'ho.
St Just annu, come a confermare un'opinione. Siete d'accordo
con me?
Di primo acchito disse Grange, sembra una spiegazione
efficace.
St Just annu in segno di approvazione. Credo che facciate
bene, signore, a riconoscere la sfortunata e terribile realt.
Nel silenzio che ne consegu Grange si guard intorno, come
se fosse la prima volta che notava i dettagli della stanza. Il mobilio
era sontuoso e opprimente. Vi era una grande libreria in
stile classico, con intarsi di quercia e legno di noce. Dietro alle
vetrate di fronte a lui si trovava una serie di incartamenti legati
con stringhe in cuoio che contenevano le misteriose e dettagliate
entrate dell'impero di St Just. All'altro lato della stanza, accuratamente
posizionato tra due finestre a battenti, stava uno scrittoio
in noce stile regina Anna con la facciata inclinata, reso
imponente dalla maestosit della vetrina che vi era posta sopra.
Addossati alle altre pareti si trovavano molti tavoli su cui giacevano
altre pile di registri. Pesanti fermacarte in ottone trattenevano
cumuli di fogli sciolti, come se altrimenti potessero volare
via di propria spontanea volont.
St Just gli chiese: Ora che siamo giunti alla natura essenziale
della questione, posso almeno offrirvi del porto?
Sarebbe stato scortese rifiutare una seconda volta. Ma a Grange
non era mai capitato di accettare un gesto di ospitalit in
circostante meno propizie. Quando il porto fu versato, egli not
l'ombra rossa del proprio bicchiere ed il modo in cui questa
sembrava strisciargli sui palmi delle mani. Sospeso in questo
orrore, bevve il liquido malaccetto.
St Just disse: In questo mondo, in cui tutti cerchiamo di
agire per il bene, talvolta gli eventi ci sfuggono. Vi sono ripercussioni
che non comprendiamo e non possiamo controllare.
Grange ud se stesso chiedere, come si rivolgesse a una terza
persona: Come possiamo esprimere giudizi morali in un mondo
di questo tipo?
 la nostra motivazione a farci da guida interiore. Il resto
appartiene al destino.
Il destino forse  un concetto troppo astratto osserv
Grange. Credo che almeno per quanto riguarda questa circostanza,
siano intervenuti diversi fattori.
St Just esit, improvvisamente allarmato. Ma non concordavate
sul fatto che ci che  accaduto non era assolutamente
dovuto all'uso di squadre ridotte?
Sono semplicemente venuto a conoscenza del fatto che al
momento dell'incidente era presente una squadra al completo.
Se poi vogliamo cercare una causa pi precisa, ho il sospetto
che fosse la mancanza di una squadra al completo a portare alla
necessit di spiegare la natura del pericolo a una squadra nuova.
Non riesco a dedurre la vostra conclusione.
Secondo il testimone, il signor Marston, l'incidente ebbe
luogo proprio durante il cambio dei turni, proprio la notte in
cui si pass da dodici a diciotto uomini. Anch'io credo che l'esplosione
sia avvenuta proprio nel momento in cui il caposquadra
stava spiegando ai nuovi lavoratori i requisiti del loro lavoro.
Mi sembra vago disse St Just.
La sua attenzione probabilmente  stata distratta dalla necessit
di spiegare le procedure ai nuovi arrivati.
Cosa intendete dire di preciso?
Che la causa dell'incidente fu l'inserimento nel lavoro di un
gruppo di uomini nuovi e inesperti proprio in un momento in cui
soffiava un vento fortissimo.
Mi sembra la voce di St Just si fece fredda che stiate
rinnegando il nostro accordo.
Quale accordo?
L'accordo relativo alla causa dell'incidente, di cui mi rammarico
profondamente. L'unico fatto saliente  che in quel momento
era presente una squadra completa. Quindi una squadra
ridotta non pu essere la causa... St Just fece un sorriso, un
sorriso privo di calore, un sorriso di conciliazione e forse
condiscendenza.
Qualcosa incit Grange ad andarsene, tirando indietro la sedia
con la forza dell'emozione. In lui si mosse una qualche spirale
di rabbia o violenza che lo port a ergersi in piedi, ansimante,
quasi contro la sua volont.
Mentre lottava per controllare le proprie emozioni, St Just lo
guard e tent nuovamente una conciliazione: Prima di andare,
signore, vi imploro. Non dovete in alcun modo biasimarvi per
l'incidente. Ci che avete fatto  stato completamente giustificato.
Non sono i nostri vizi a farci soffrire, ma le nostre virt. Avete
fatto bene a esprimermi la vostra preoccupazione. La mia risposta
al vostro appello riguardante la sicurezza  stata, credo,
ugualmente appropriata. Ritengo di essere stato nel giusto quando
ho deciso di esaminare la situazione e, dopo averla studiata
con attenzione, di incrementare la squadra. Il caposquadra ha
fatto il suo dovere nell'avvertire gli uomini.  il destino che
talvolta ci colpisce, proprio come fu il destino ad attribuirmi
una sgradita autorit sul mio grande patrocinatore.
Devo ringraziarvi per l'ospitalit. Grange fece un mezzo
inchino e si volt per andarsene. Di fronte al buio fu assalito da
un senso di esitazione. Era ancora immerso troppo ferocemente
nei propri pensieri per agire in modo diretto e deciso. Ma dopo
qualche secondo di paralisi l'orrore di rimanere ancora in quella
stanza crebbe e lo pervase. Per un breve momento, la mano
sembr sollevarsi invano sulla maniglia della porta dello studio.
Poi la porta si apr per sua volont ed egli fu in grado di farsi
strada lungo il corridoio senza ulteriori esitazioni. Era assolutamente
determinato ad andarsene piuttosto che continuare a sottoporsi
alla comprensiva contemplazione del banchiere.
St Just, alle sue spalle, gli grid: Non dovete biasimarvi,
signore. Promettetemi che non lo farete. Chiamo Elstead. Vi
accompagner fuori.
Nell'atrio Grange raccolse il pastrano, se lo mise addosso e
sollev il pesante chiavistello in quercia della porta principale.
Quando questa si apr, il freddo lo colp con forza. Il fulgore del
manto nevoso raggiunse i suoi occhi, provocando un improvviso,
lieve dolore alla base del nervo ottico. Non volse lo sguardo
verso St Just, che ora sostava in piedi in fondo al corridoio e
assisteva alla sua partenza. Uscendo nella neve, si chiuse la porta
alle spalle.
Una volta fuori si guard intorno. Non vi era alcuna traccia
del portiere. Per la prima volta da quando era entrato nella casa e
nella propriet di St Just, Grange prov un vago senso di sollievo
dalla propria angoscia. Il campanello di richiamo per Elstead
non era stato suonato e lui calcol che muovendosi rapidamente
si sarebbe risparmiato la terribile pantomima delle premure del
portiere.
Attravers a lunghi passi le pietre del selciato. Giunto al cancello
ne tir i chiavistelli, lo apr e usc. Mentre si accingeva a
richiuderlo, vide che la porta della casa padronale era stata lentamente
aperta. St Just stava in piedi nell'oscurit e lo guardava
andarsene. Un raggio della luce pomeridiana del sole invernale si
spandeva sulle pesanti spalle del banchiere, ma il suo viso era in
gran parte oscurato dall'ombra.
L'immobilit di St Just era snervante, pareva che tentasse di
leggere nel pensiero di Grange attraverso la distanza che li separava.
Ma mentre Grange esitava, i primi indizi dello scalpiccio di
un'andatura strascicata provenienti dal retro della casetta del
portiere indicarono che alla fine Elstead era stato chiamato, e
Grange sapeva che si stava per attuare il meccanismo della contrizione
e dell'indegnit umana.
Prima che avesse inizio, per, vi fu uno strano momento di
confronto triangolare fra i tre soggetti. St Just rimase immobile,
assolutamente rigido, nell'ombra obliqua della porta principale.
Elstead, che ora era spuntato dalla casetta del portiere, si ferm
brevemente per osservare Grange. Poi i suoi occhi seguirono lo
sguardo di Grange verso la figura di St Just, ancora mezza nascosta
dall'oscurit dell'entrata. Per un lungo istante i tre rimasero l,
come se ciascuno si sentisse bloccato e trattenuto nel proprio
senso di disagio. Poi Grange chiuse il cancello, volt le spalle a
entrambe le figure e si allontan veloce dalla casa del banchiere.
...
95.

Caro Leman,
durante i quindici giorni trascorsi dall'incidente alla fornace
salina ho notato nel mio collega una gran pensosit. Il piccolo
ospedale, allestito tanto in fretta,  stato lentamente smobilitato
poich gran parte dei pazienti ha fatto ritorno alle rispettive case.
Data la loro condizione pi stabile, sono stati affidati alle cure delle
proprie famiglie, presso cui egli li visita quotidianamente. Credo
siano state le migliori cure che avrei potuto sperare di vedere,
prestate con grande concentrazione e decisione.
Egli stesso ha sovrinteso al loro trasferimento. E almeno ha
accettato di utilizzare come mezzo di trasporto la mia carrozza,
che  dotata di balestre. I pazienti se ne sono andati tutti tranne
due, i pi gravi.
Oggi, per la prima volta dopo molte settimane, siamo usciti per
la solita camminata. Tino a ora, a causa dei suoi obblighi nei
confronti dei pazienti rimasti, si  rifiutato di lasciarli per pi di
qualche ora. Credo che uno di essi non sar in grado di sopravvivere.
Ha perso entrambe le gambe (la seconda gli  stata amputata
due giorni fa, a causa di una cancrena) e la sua vita  appesa ad un
filo. Tuttavia il mio collega  determinato a salvarlo, quasi dovesse
salvare se stesso.
Io stesso sono stato insolitamente molto occupato perch,
mentre egli si dedica ai feriti della fornace, ho accettato di prendermi
cura di alcuni suoi pazienti. E nonostante in questa circostanza io
rappresenti, in effetti, il suo secondo e sostituto, ci sono altre
faccende che mi preoccupano. Infatti sotto la superficie della mia
formale attivit con i pazienti, ora come non mai sento che sta
emergendo in me una parte sino a ora nascosta, e che ci che faccio
non  altro che la copertura di un'evoluzione che non capisco.
Qualche settimana fa ero io a camminare con il mio giovane collega
e a tentare di assisterne e controllarne la guarigione. Invece
ora e lui che cammina con me, sorvegliando le mie condizioni e
osservando sollecito il mio stato d'animo.
Durante le nostre discussioni divengo sempre pi consapevole
della sua mente, delle sue sottili energie, del carattere curioso che
lo costituisce. Infatti sotto la sua esteriore diffidenza egli ha una
vita interiore dalla presenza invisibile. Durante il giorno, quando
camminiamo, osservo il guizzo di interesse che appare nei suoi
occhi e la sua immobilit nell'ascoltarmi non appena menziono
qualche elemento collegato alla signora Quill.
C' ben poco che egli riveli di se stesso se non sono io a sollecitarlo.
Tuttavia nulla di ci che dice sembra superfluo. Lo scruto,
ritrovandomi poi a setacciarne con gran attenzione le parole, in cerca
dei vari aspetti del loro significato, come se si trattasse delle profezie
di qualche autorit od oracolo. Nel comporre questa missiva, gentile
signore, ho tentato di esprimervi una qualche misura o senso della
nostra comunicazione, tuttavia credo di aver tralasciato, forse non
del tutto involontariamente, qualcosa che  essenziale per il nostro
rapporto, una cosa che lo caratterizza e distingue al tempo stesso.
Ero solito pensare che in lui vi fosse una particolare virt civile,
un meccanismo di riserbo o considerazione degli altri che governava
il suo essere. Ritenevo che il gentiluomo fosse una persona in cui la
civilizzazione aveva raggiunto un livello profondo. Tuttavia capisco
sempre di pi che non  questo che lo contraddistingue. Infatti se ci
fosse vero, quale forza interiore colp la mia persona con una tale
violenza da costringermi a letto per molti giorni? No, egli non e
motivato dal distacco di un gentiluomo. Ci che lo distingue dagli
altri  qualcosa di completamente diverso, che ora inizio a percepire
in modo pi diretto e forse pi coerente. In lui non vi  compromesso
alcuno. Sa ci che vuole. Forse la caratteristica peculiare di un
mistico od un santo non  il suo distacco, bens una mente e dei sensi
rivolti a un unico obiettivo. Una tale concentrazione di desiderio 
in grado di semplificare la mente di un uomo ma lo rende pericoloso
per chi lo circonda. Giacch ci che chiamiamo societ richiede
quasi sempre un certo compromesso con i desideri degli altri, forse 
inevitabile che a un certo punto il mio collega si trovi in conflitto
con essa. Dubito che ne sia consapevole. Dal momento che io sono,
per cos dire, rappresentativo della societ, almeno per quanto riesco
a estendere l'interesse di tale societ nei suoi confronti e ad aiutarlo
nel riguadagnarsene il favore, sono forse pi consapevole di lui. Se
gli dovesse capitare di leggere ci che vi scrivo, credo che ne riderebbe.
Ma alla fine qual  la persona che conosciamo meno di noi
stessi? Quell'inconsapevolezza  proprio la sua grazia essenziale e la
fonte della sua crescente influenza su di me, suo medico e guardiano
nel periodo del travaglio.
Ritengo che questa mancanza di auto-coscienza che lo protegge
dalle conseguenze delle sue azioni corrisponda proprio alla sensibilit
che gli d forza. Per quanto riguarda me, da quando sono
divenuto pi consapevole delle mie trasgressioni, non ultime quelle
contro la mia ex amante, la signora Quill, mi sento sempre meno a
mio agio con la mia natura.
Sul fatto che noi tutti abbiamo un ruolo - che se siamo fortunati
coincde con il nostro essere interiore - forse possiamo trovarci
d'accordo. Fortunati coloro che nel proprio ruolo e dovere riconoscono
un aspetto di se stessi attraverso cui potersi realizzare.
Tuttavia potremmo sbagliare se pensiamo a questo essere interiore
come a qualcosa di fisso, statico, stazionario. Infatti ci che pu
averci dato soddisfazione in un certo momento della vita potrebbe
non farlo in sguito. E posto che dovremmo acquisire via via un
maggior distacco, la nostra anima inizier a muoversi all'interno
del nostro carattere libera come lo  un altro essere al di fuori di
noi.  proprio questo il misterioso essere indipendente che inizia a
sciogliersi e muoversi dentro di me e la cui realt e origine iniziano
a svelarsi.
Non pretendo di sapere in che cosa consista la pazza, ma credo
che all'interno di un essere umano ve ne possa essere un altro,
impaziente di essere liberato. La virt di un certo, seppur limitato,
discernimento in mio possesso consiste nel fatto che io sono consapevole
almeno in parte di tali cambiamenti e migrazioni e pur non
essendo in grado di controllarli o prevenirli ne percepisco l'esistenza
quanto basta per allertarmi e mettermi in guardia contro quella
compiacenza persistente nella mancata percezione del cambiamento.
Se rischio di dividermi in due esseri autonomi, devo sperare di
soprintendere tale processo e seguirlo fino alla fine. Queste lettere
potrebbero rappresentare una piccola prova del fatto che quando
mi immergo in me stesso sono in grado di testimoniare l'immersione,
come si addice a un medico che in passato ha riferito del
malessere altrui. Queste missive dunque, per quanto incomplete,
sono i miei archivi.
Non posso continuare ad infinitum in questa disposizione d'animo,
poich la testimonianza  dolorosa, ma vi riscriver a tempo
debito, quando il mio umore sar meno malinconico.
Devo ritornare ai miei doveri.
Nel frattempo rimango, signore, sinceramente vostro
Hargood.
...
96.

Erano impegnati in una di quelle dispute che caratterizzavano
sempre di pi le loro camminate. Era tardo pomeriggio e la
giornata si stava facendo pi fredda, quando Hargood disse:
Ritorniamo alla questione della fede incondizionata.
In che senso?
Io sono religioso, voi no.
Cosa intendete dire?
Che io mi sento sostenuto da una tradizione. Voi, d'altro
canto, preferite vivere al di fuori di quella tradizione, in una terra
di vostra scelta...
Grange fu pervaso da un rossore retorico. Gli inglesi sono
una razza pagana.
Trovate?
Grange si sent istigato a continuare: La cristianit non ci ha
mai toccato. Non vi  cristianit nella nostra tradizione. Non vi 
nessuna grande tradizione cristiana nella nostra letteratura.
Guardate Shakespeare: nemmeno un briciolo di vera religione
in tutti i suoi lavori.
Ma la nostra religione  insita nella nostra morale disse
Hargood. La nostra religione permea la nostra morale.
S, rinforza l'autorit secolare. Sorregge la tradizione. Agisce
come mezzo di conservazione. La vostra cristianit vi si adatta,
oserei dire, come una camicia della misura giusta. E perch non
dovrebbe? Il suo fine  prevalentemente questo.
Giunsero a un'altura e guardarono la lunga distesa di terra
verso Sowley, mentre la luce del sole si spargeva dorata sui campi
e il Solent scorreva silenzioso dietro di loro.
Una religione comoda vi pare cos negativa? chiese Hargood,
raccogliendo la metafora per spingere ulteriormente Grange
nella direzione presa dall'argomento. Ho degli stivali comodi
e, come dite voi, una camicia che mi si adatta. Perch non lo
pu essere anche una religione?
Perch no? disse Grange. In chiesa state comodo come
quando siete in groppa al vostro cavallo. Avete messo una sella
alla vostra religione, briglia e staffa alla vostra fede, e queste vi
porteranno ovunque desideriate.
Parlate, signore disse Hargood con approvazione, di uno
stato davvero soddisfacente. Ma ci sono altri filoni religiosi oltre
il mio. Che mi dite di James Fox? O dei Puritani, dei Livellatori?
Che mi dite della guerra civile, fomentata dagli apostoli delle
Chiese basse e dai loro rappresentanti?
Ammetto che tra noi ci sono coloro che usano la cristianit
come un cilicio. Prendono l'idea del peccato e la applicano
a se stessi come un flagello. Ma forse la religione dell'afflizione
non  pi profonda di quella consolatoria.  al servizio
di un utile comune.
E quale sarebbe lo scopo secolare di questa afflizione?
mormor Hargood.
Quello di fornirci una certa energia, credo. Ci sono poche
persone a questo mondo pi indaffarate degli inglesi, ma la
nostra religione difficilmente supera la profondit della pelle.
Questa  la mia opinione.
Di certo disse Hargood, una religione basata sull'afflizione
vi andrebbe a pennello. Oserei dire che la potreste persino
trovare comoda.
Grange sorrise all'acuta frecciata del collega. Forse nella
disciplina della scienza ho trovato un cilicio sufficiente ai miei
scopi, rendendo superflua la religione.
Affermate che gli inglesi non sono religiosi disse Hargood.
Ritenete che esistano dei popoli religiosi?
Ritengo che gli irlandesi siano pi profondamente religiosi
degli inglesi. Credo che i paesi latini siano pi religiosi.
In che modo?
La religione permea le loro vite, non solo le loro leggi. La
Chiesa occupa una posizione centrale nelle loro societ.
Il cattolicesimo, dunque, sembrerebbe essere il vostro metro
di misura della religione.
Non del tutto. Credo vi sia una tradizione religiosa di un
altro tipo nella Svizzera di Lutero, o nei duri Calvinisti scozzesi.
Credo vi sia una profonda religione nel giudaismo e anche nell'Islam.
Intendo semplicemente dire che la religione non ossessiona
l'anima inglese, che  pragmatica, cio non si piega davanti
alla religione ma la usa per i propri scopi.
Ho notato, signore, che nella vostra discussione avete tralasciato
la Francia, anche se  il nostro vicino pi importante ed il
nostro maggior rivale. Credete vi sia una tradizione religiosa in
Francia?
Oso credere che in Francia vi sia una tradizione religiosa.
Ma non penso che sia una nazione religiosa.
Davvero? Per la prima volta Hargood sembr sinceramente
interessato, a dispetto di se stesso. Per dite che ha una
tradizione religiosa.
La religione della Francia  usata per soddisfarne le strutture
civili, per appoggiare i nobili nella loro noblesse oblige e per dare
sostegno ai contadini nella loro speranza di una vita nell'aldil.
Siete vago, signore. La Francia  una nazione religiosa
oppure no?
Secondo me la Francia non  n profondamente religiosa,
come i latini, n profondamente pragmatica, come gli inglesi. E
ci la rende preda delle idee.
Parlate, signore, con il vantaggio del giudizio retrospettivo
disse Hargood rapidamente.
Davvero? chiese Grange. Avendo guadagnato un temporaneo
vantaggio, doveva studiare la mossa migliore. Che sia per
retrospezione o previsione, di certo le prove confermano la mia
affermazione.
Credo che la Francia, prima dei disordini, fosse un vero e
proprio modello di buon vivere ed un esempio della pi profonda
religiosit.
Se fosse come voi dite chiese Grange, sarebbe arrivata
alla situazione attuale con tanta facilit?
 mio compito ricordarvi, signore, che la Rivoluzione nacque
nella citt di Parigi. Fu fomentata dal malcontento di elementi
appartenenti alle classi dei mercanti e dei professionisti, da
giovani avvocati indigenti e persone simili. Non emerse nelle
campagne, ove ottenne ben poco sostegno, eccetto in sguito
alla diffusione del contagio. Dopodich i suoi peggiori eccessi
continuarono a concretizzarsi nella capitale.
Tuttavia obiett Grange, sembra una societ particolarmente
fragile di fronte a una tale agitazione metropolitana.
Credete? Quei villani rifatti, come giustamente li chiamiamo,
si sono quasi autodistrutti. I primi capi sono quasi scomparsi.
Presto la Rivoluzione stessa scomparir e lo stesso far tutta la
sua progenie. Questa, signore,  la mia pi sincera speranza. Si
lascer dietro la Francia che conoscevamo un tempo, radicata
nelle sue pi antiche tradizioni, ci che alcuni scrittori hanno
chiamato la France profonde. Si restaurer l'antica monarchia, e
la saggezza di una generazione verr trasmessa ancora una volta
alla successiva attraverso un'istituzione stabile. Questa  la mia
convinzione. Questa  la mia sostanza.
Cos' un re? chiese improvvisamente Grange, senza preavviso.
Un ladro di bestiame con la corona.
La frase era sorta in lui cos velocemente, in modo cos malizioso,
che non vi aveva badato finch non gli era gi sfuggita
dalle labbra. Era cos immerso nel pensiero che la bolla di
quell'espressione era affiorata quasi senza che se ne accorgesse. Fu
come se il pensiero fosse stato espresso a lui, non da lui. E ora era
l, presente, tra loro. Ma una volta che l'ebbe pronunciato,
temette di essersi spinto troppo oltre, pensando che per un Tory
convinto come Hargood questo avrebbe rappresentato pi di
una mera espressione filosofica: sarebbe sembrato proditorio.
Pensando alla mortificazione di Hargood, Grange analizz velocemente
i precedenti. Frenato da una combinazione di timore e
rispetto non aveva mai tentato di spingere il collega anziano al di
l del lecito. In Hargood vi era qualcosa del vecchio guerriero.
Ora, nell'esplosione di silenzio che segu la sua frase, Grange
immagin che sotto l'affabilit del suo compagno precipitasse
una rabbia fredda o forse persino la feroce reazione della
violenza.
Hargood si arrest e i due rimasero in piedi fianco a fianco
per parecchi secondi, guardando fissamente verso il mare. Grange
attendeva la prevedibile e terribile esplosione. Percep, con la
coda dell'occhio, un gesto, un leggero movimento della testa, un
senso d'indurimento della mandibola di Hargood, poi un calmo
tremore, reso pi spaventoso dal fatto che Hargood pareva stretto
nella presa di una grande forza di volont o repressione.
Grange era l l per esprimere vigorosamente le sue scuse per
la provocazione, per la stupidit e la sconsideratezza del proprio
commento, quando percep che il tremore del collega si faceva,
semmai, pi pronunciato. Senza preavviso, Hargood esplose in
una fragorosa risata mascolina, un unico, strepitoso sfogo di
ilarit.
Grange vide l'amico fremere per un attimo, dopo quell'esternazione
con cui aveva dato sfogo ai propri sentimenti; pens alle
scosse sismiche che si verificano dopo un terremoto. Ne segu un
profondo silenzio.
Ristabilito il proprio autocontrollo, Hargood disse: Molto
buffo, signore, davvero. Ora possiamo proseguire la nostra
camminata?
Durante il resto della passeggiata Grange si lasci andare a una
certa spensieratezza. Non si sentiva propenso a misurarsi con
Hargood. Invece disse: Qual  la vostra opinione riguardo al
metodo cinese, la cosiddetta agopuntura?
Ho letto delle relazioni riguardanti i suoi sorprendenti poteri
nel sollievo del dolore.
La discussione sul metodo, sul suo stimolo di certi punti del
sistema nervoso continu, in modo piuttosto casuale, per parecchi
minuti. Raggiungendo la casa di Hargood da nord, passarono
accanto un lungo campo che si estendeva verso la collina di
Hundreds. Dietro vi era un'ansa del fiume, visibile tra due gruppi
di alberi con il suo lieve luccichio.
Grange guard il campo e scorse un uomo che lo attraversava,
camminando verso il sole basso e proiettando dietro di s una
lunga ombra. Poteva trattarsi di un bracciante che faceva ritorno
a casa con l'ultima luce del giorno. L'uomo appariva minuscolo
nella vastit del campo, nonostante la sua ombra si stendesse
lunga dietro di lui. Pareva camminare nella luce trascinandosi
dietro l'oscurit. Ad Hargood, che stava guardando lo stesso fenomeno,
sembr un'ombra diretta verso il sole.
...
97.

Caro Leman,
di recente ho scoperto l'ultimo tassello, chiave o cardine che mi
permette di completare una prima vera comprensione della situazione
del mio giovane collega. Di certo non  definitiva, ma pu
essere considerata una consapevolezza.
Incontrai per caso - a casa del vicario di Boldre, il Reverendo
Gilpin - una donna straordinaria, una certa signora Arabella Pugh
che vive in una bella casa nei dintorni di Salisbury, presso Downton.
Si tratta di un'ereditiera il cui marito, a quanto ho capito, le fa
visita molto di rado, fatto riguardo al quale  tristemente onesta e
piacevolmente franca.  persino in grado di scherzare sulla spiacevole
situazione, in modo decoroso e privo di malizia, e una o due
volte nel corso della serata ha fatto riferimento al proprio marito
come al padrone assente. Mi pare che egli sia un proprietario di
miniere e terreni a Durham, ma il suo lavoro lo tiene a una
notevole distanza dalla moglie. Tuttavia, mentre si potrebbe pensare
che altre donne avvizzirebbero o si struggerebbero per una tale
disattenzione, vi  qualcosa in lei che in questa situazione sembra
prosperare, come se reagisse all' indipendenza del marito con la
propria, forse, in cerca di una vita propria, ha persino incoraggiato
tale separazione.  sufficiente dire che nella negligenza del marito
sembra risplendere di positivit.
Della mia passata vita di libertino  rimasto abbastanza perch
la presenza di una donna avvenente e, nel caso specifico, cos sicura
di s provocasse in me un certo allarme o turbamento. Ho incontrato
quel tipo di donna una o due volte a Londra e di solito si
trattava della moglie o, talvolta, dell'amante ufficiale di un gran
signore. Vi fornir una sua breve descrizione, ma nessun resoconto
su quell'esteriorit potrebbe rendere giustizia allo spirito che occupa
e anima tale cornice.  di altezza media, ha lineamenti decisi e
una bella figura. Ma sono i suoi occhi ad attirare l'attenzione,
perch sono privi di paura e rivelano una profondit che ho incontrato
ben di rado. Nel bel mezzo del mio turbamento, mi chiesi
cosa ci fosse in lei, in quel tipo di donna, che mi ricordava un'altra
persona del mio passato. E con qualche trepidazione, mio caro
Leman -percependo tra le due figure un'insolita traccia di parentela
nonch comuni caratteristiche caratteriali - mi resi conto che
mi ricordava la signora Celia Quill.
Non si somigliano fisicamente, poich la signora Pugh ha i
capelli pi scuri della mia ex amica di Lymington e i suoi occhi
bruni la rendono ben pi italianeggiante della signora Quill, con i
suoi occhi grigi e la carnagione chiara. La signora Pugh ha un
carattere brioso, mentre Celia Quill  pi calma, ha un temperamento
pi introverso. No,  nel senso pi ampio del loro spirito
che sono sorelle, poich entrambe sembrano vivere secondo le
proprie idee e governano le proprie vite senza dipendere dagli
altri. Avevo registrato tutte queste complesse reazioni nel vederla
quando la conversazione si port a un livello di maggior onest e
iniziarono a emergere altri fatti che provocarono in me non poca
costernazione.
Il Reverendo Gilpin, nella sua garbata (e senza dubbio benintenzionata)
ricerca della verit, aveva invitato a cena la signora
Pugh poich questa era una vecchia amica della signora Celia Quill
e le aveva fatto visita in molte occasioni. Il Reverendo e la moglie
l'avevano incontrata l qualche volta e avevano raggiunto una tale
familiarit con la signora da permettersi di invitarla.
Iniziai a capire che forse il buon vicario mi aveva invitato per
una ragione simile, poich io ero il medico della signora Quill e in
qualche modo la conoscevo. Credo che la signora Pugh e io capimmo
il motivo dei nostri rispettivi inviti nello stesso momento e che
quindi iniziammo a studiarci a vicenda con maggior attenzione.
Capirete quale situazione si instaur durante quel pranzo e che
atmosfera circospetta lo permeasse. Se vi pu sembrare che intenda
accusare il Reverendo gentiluomo di un qualche calcolo (asserzione
che di certo non nego), fu senza dubbio un'impresa guidata dalle
buone intenzioni, cio quella di riunire due conoscenze della signora
Quill e dunque sperare di fare un po' di luce nell'oscurit che
ne caratterizzava l'assenza. Io, dal canto mio, ero incuriosito dalla
nuova ospite e, dal momento che la signora Pugh sapeva che Celia
Quill mi conosceva, credo che anche lei potesse nutrire simili esitanti
speranze nei miei confronti.
Cos affrontammo il susseguirsi delle portate - perch il Reverendo
Gilpin a tavola non si risparmia - toccando superficialmente
questo e quell'argomento, e pian piano iniziammo ad analizzarci
l'un l'altro. Vi erano certi aspetti del suo comportamento che mi
colpirono e che ritengo meritino di essere menzionati.
Durante la serata, emerse l'argomento della malattia di Silas
Grange. Il padrone di casa si inform della salute del mio collega
e io gli riferii del suo miglioramento. La signora Gilpin, che in
altre occasioni era sembrata contenta di lasciare che fosse il marito
a condurre l'indagine, mi chiese se avessi capito la causa del suo
malessere. Trovandomi di fronte a una domanda cos diretta, pensai
che la mia miglior difesa consistesse in un adeguato atteggiamento
di umilt di fronte al deperimento del mio amico. Le dissi,
in tutta onest, che era un uomo dotato di una gran sensibilit e di
sentimenti profondi e che era stato pervaso da una disposizione
d'animo che non ero in grado di comprendere del tutto.
Mi ero aspettato un qualche tipo di indagine da parte del marito
e dunque mi ero preparato per una cauta diffusione di informazioni.
Ma vi era qualcosa di innocente ed al tempo stesso diretto nelle
sporadiche domande della signora Gilpin che, proprio per la loro
mancanza di astuzia, risultavano pi penetranti delle pi circospette
sollecitazioni del Reverendo. In effetti, la schiettezza della donna
su un paio di argomenti caus in lui un certo imbarazzo. Egli tent
di trattenerla, come si fa con un bambino che pone domande su
argomenti che non capisce fino in fondo. Ma il marito non fu in
grado di zittirla quando lei mi chiese in modo diretto se la causa del
deperimento del mio collega fosse la partenza della signora Quill.
Una volta che la domanda fu espressa, non poteva essere annullata.
Leman, il mio turbamento interiore vi divertir. Mi ero preparato
per un elaborato duello con il marito. Questa improvvisa
stoccata inferta da un fioretto giocattolo fece crollare tutte le mie
difese e mi fece rispondere con un atteggiamento simile alla schiettezza.
Le dissi che i due eventi potevano essere collegati, ma che non
ero sicuro della natura di quel collegamento e, non avendo prove
concrete, non ero nella posizione di specularvi oltre. Nel frattempo
ritenevo fosse mio dovere aiutare il mio collega a guarire.
La conversazione sub una pausa notevole, durante la quale i
miei tre commensali rifletterono sulla mia risposta, ciascuno dalla
propria prospettiva. Non ho la presunzione di conoscerne le conclusioni,
ma senza dubbio ciascuno di essi fece i propri ragionamenti
sulla questione, e quindi passammo a un altro argomento.
Ma ora mi piacerebbe aggiungere anche il mio commento, dal
momento che proprio come loro analizzarono la mia reazione, io
analizzai la loro.
Se il riferimento all'assenza del marito non sembrava causare
alcuna tristezza o considerazione nella signora Pugh, ben diverso
sembr l'effetto che ebbe su di lei l'accenno al mio giovane collega.
Infatti, osservandone la reazione, mi parve che quel nome provocasse
in lei una qualche emozione. Ogniqualvolta lo si menzionasse
in relazione alla partenza della signora Quill, lei si faceva pi
animata nell'atteggiamento e pi cauta in ci che diceva. Credo
di conoscere a sufficienza le donne per identificare quello stato
d'animo. Direi che, nel caso della signora Pugh, ci a cui stavo
assistendo era una forma di infatuazione per il mio collega.
Era forse una dimostrazione dell'abilit di Silas nel turbare certe
donne. La sua reticenza le risveglia e induce a questa singolare
devozione. Ebbi, come ho gi detto, la netta impressione che egli
e la signora Pugh fossero pi che mere conoscenze, che fossero
intimi. Tale presupposto si basa sulla mera intuizione, ma quando
si parla di donne ormai mi fido solo dei miei sensi, che si sono
rivelati utili in pi occasioni.
Perci, mentre consumavamo il nostro pasto in una civile conversazione,
tenendo conto dei necessari requisiti di una cena con il
vicario, ciascun individuo continuava ad esplorare i confini delle
conoscenze dell'altro e, sotto a quell'educato dialogo, ciascuno inizi
a farsi un'idea dell'altrui posizione. E se il Reverendo Gilpin
aveva sperato di fare chiarezza sulla natura della partenza della
signora Quill, io cercavo chiarezza circa un'altra questione. Infatti
mentre la signora Pugh poteva essere interessata alle notizie riguardanti
il mio collega, io ero interessato alla signora Quill. E questa
fu la mia seconda intuizione: Celia Quill si era tenuta in contatto
con la signora Pugh e quest'ultima ne sapeva pi di quanto non
ammettesse apertamente riguardo al luogo in cui la signora viveva
attualmente.
Il Reverendo padrone di casa, per tenere la situazione sotto
controllo, si lament di cuore per il vuoto lasciato dalla partenza
della signora Quill nelle opere di carit presso la comunit locale e
discusse dei provvedimenti che erano stati presi in sua vece. Una
certa signora Roxburghe si era accollata l'organizzazione del comitato
che forniva vestiti o altre rimanenze alla Casa dei Poveri. Una
certa signora Angela Livingstone, dalla reputazione impeccabile,
aveva gentilmente accettato di insegnare ai bambini sfortunati.
Un'altra, la signora Leigh Peckham, aveva sostituito la signora
Quill nel comitato della Casa dei Poveri. Nell'informarsi circa
queste sostituzioni, il Reverendo Gilpin disse che quando si seppe
quanti rimpiazzi servivano per le attivit della signora, fu ancora
pi chiara la portata del suo impegno nelle opere di bene.
Perci emersero due aspetti della natura della signora Quill, le
sue energie caritatevoli e la sua altra vita, quella sociale, che era
ancora pi privata e misteriosa.
Ora, Leman, giungo alla strana conclusione che emerge da queste
discussioni e la combino alle mie altre speculazioni. Giunsi alla
convinzione che attorno alla figura della signora Quill si raccogliesse
un certo numero di donne economicamente indipendenti, che la
consideravano un capo od un punto di riferimento. Se avevano
qualcosa in comune era che nessuna di esse dipendeva da un uomo
per il proprio sostentamento. In quella confederazione di donne, di
spiriti indipendenti, tra diverse di esse c'era stata un'intesa, un
mutuo accordo riguardante le relazioni tra i sessi. Tentai di riunire
ci che avevo sentito riguardo le relazioni della signora Quill con il
mio giovane collega e quelle con sua figlia. Pu cos che, proprio
aggiungendo la signora Pugh alla visione d'insieme, iniziai a scorgere
i contorni indistinti di una possibile spiegazione.
Imploro la vostra solita pazienza e spero che mi sopporterete.
Ci che ora vi propongo  costituito da indizi, suggerimenti,
sfumature delicate.
Vi ho gi menzionato la mia convinzione, secondo cui durante
la loro relazione la signora Quill era attratta dal mio giovane
collega ma allo stesso tempo desiderava conservare la propria indipendenza.
Nella sua posizione, potremmo dunque ipotizzare che lei
non ritenesse di avere il diritto di esigere da lui attenzioni esclusive
e che quindi avesse deciso di condividerlo con altre donne: prima di
tutto con la figlia e poi, ora ne sono convinto, con la signora
Arabella Pugh.
Devo riconoscere che si trattava di un'intesa strana, ma forse voi
asseconderete la mia curiosit e mi permetterete, signore, di spingermi
oltre nell'esplorazione della questione.
Potremmo iniziare chiedendoci: se un uomo desiderabile incontra
un certo numero di donne avvenenti, perch non dovremmo
aspettarci un po' di competizione o rivalit tra esse nel conquistarsi
la sua attenzione? Porse ce l'aspettiamo. Tuttavia credo che nel
caso della nostra protagonista principale, la signora Quill, e delle
sue amiche le cose andassero diversamente. Ritengo che lei lo
incoraggiasse attivamente, per una sua generosit o liberalit di
cuore, a cercare la loro compagnia oltre che la propria. Infatti se
lei aveva deciso che desiderava la sua compagnia ma non aveva
l'intenzione di rinunciare alla propria indipendenza, perch avrebbe
dovuto negare l'indipendenza a lui? E inoltre perch avrebbe
dovuto negare alle proprie buone amiche i piaceri della compagnia
di quell'uomo?
E ora, Leman, inizio a capire come la signora Quill possa aver
sfidato proprio lui, quell'uomo che lei riteneva si fosse rintanato
negli studi, lasciando che le proprie emozioni si inaridissero come
fiori pressati. Lei non poteva offrirsi come permanente ed esclusivo
oggetto delle sue attenzioni, poich era attaccata alla propria autonomia.
Cos, credo, lo present tacitamente alle altre, nella speranza
che egli concedesse loro le sue attenzioni. E queste altre non
erano semplici conoscenti, offerte con leggerezza come diversivi,
ma le persone a lei pi vicine: sua figlia e forse la sua migliore
amica, la signora Pugh. La sua offerta, in altre parole, era sincera e
sentita. E dal momento che riguardava le persone a lei pi care,
assume una strana dimensione di atto di bont o persino di beneficenza.
Infatti, in qualche modo, lei gli permise di entrare nella
propria strettissima comunit femminile.
Abbiamo gi sentito strani racconti circa l'amore o la dissolutezza
di certi nostri gran signori e aristocratici, nel cui ambiente 
normale che un uomo mantenga o possieda allo stesso tempo un'amante
ufficiale ed una moglie e persino che la moglie approvi tale
disposizione, essendo lei stessa libera di prendersi altri impegni,
come quello di dedicarsi ai figli, all'amministrazione della propriet
o persino (nel riflesso del marito) a un amante di sua scelta. Ma
noi non apparteniamo a quella classe, sostenuta dal privilegio e
protetta dallo sguardo dell'opinione pubblica dalle alte mura delle
sue vaste propriet, e quindi dobbiamo gestire le nostre avventure
con maggior discrezione, sempre sotto gli occhi dei nostri pari.
Se il nostro mondo  pi limitato, pi regolato - come ho
scoperto io stesso tentando di sondare il terreno alla ricerca di
una nuova compagna - non ci resta che organizzarci in modo
diverso. La mia soluzione fu quella di mantenere un'amante a
Londra. La vita delle nostre donne  persino pi vincolata della
nostra. Ma tale vincolo rappresenta una sfida all'ingenuit.
Se la signora Quill e la signora Pugh sono, per ragioni diverse,
indipendenti dall'influenza degli uomini per quanto riguarda le
necessit materiali delle loro vite, perch mai non dovrebbero
tentare di organizzarsi come ritengono opportuno? E la loro condizione
di certo si rafforza se sono capaci di farlo in privato, in
civile e mutuo accordo.
Queste sono, lo so, solo strane intuizioni e speculazioni irregolari.
Sono sentieri percorsi al chiaro di luna, non alla luce del
giorno. Torse in questi stratagemmi del cuore scorgiamo i deboli
barlumi di una strana e nuova anima femminile. E persino mentre
riverso le parole sulla carta e tento di spiegare le mie impressioni, i
pensieri stessi sembrano scivolarmi via. Tuttavia vi sono certi altri
argomenti o temi d'interesse che desidero comunicarvi dal momento
che hanno una certa attinenza con ci che segue.
Se una persona si trova a condividere lo stesso spazio con una di
queste creature economicamente indipendenti, ossia che non dipendono
da padri o mariti n per il proprio sostentamento n per la
propria tranquillit economica, si trova ad aver a che fare con un
sesso diverso da quello femminile che conosciamo. Infatti non possiamo
dare per scontato nulla di ci che vi era in precedenza. Non
possiamo contare sulla loro dipendenza da noi, n sul fatto che
cerchino la nostra protezione; n - una volta eliminate le condizioni
iniziali - ci possiamo permettere di dare per scontato che saranno
sottomesse ai nostri desideri. Esse, al contrario, si occupano solo dei
propri desideri. Trattandosi di esseri singolari e nuovi, esseri che
non abbiamo mai incontrato prima, siamo obbligati, per cos dire, a
stabilire relazioni del tutto nuove tra i sessi.
Questi pochi pensieri sono, lo ammetto, stranissime spiegazioni
o argomentazioni sulla questione. Ma se dovessi tentare di definire
l'interesse del mio collega, direi che forse era la sfida di questo
nuovo territorio - anche se egli con me non si  mai espresso in
questi termini - ad attrarlo in loro compagnia. Mi pare di riuscire a
percepire, seppur vagamente, le circostanze che avrebbero potuto
allontanarlo dai propri studi e farlo entrare nella societ di queste
donne. Queste stesse circostanze, suggerirei, lo portarono a rischiare
il proprio benessere in forme di intimit a cui egli aveva in
precedenza precluso la sua mente.
Potremmo discutere della parte oscura della mente, delle profondit
e delle ombre del carattere. Tuttavia tutto  esposto al
fraintendimento, in particolare quando si tratta di emozioni. Credo
che il mio giovane collega sia entrato nel circolo, o comunanza, di
queste donne formidabili con una certa trepidazione o apprensione.
Ci nondimeno, per quanto potesse avere avuto dei timori, si sent
spinto da forze caratteriali pi forti di quanto egli stesso comprendesse.
Chi di noi  in grado di comprendere appieno il proprio
cuore o sopprimere le proprie pi forti coazioni, non ultima la
curiosit nei confronti delle motivazioni pi profonde dell'altro
sesso? E se desideriamo attribuirvi una causa, non dovremmo
anche ammettere che i naturali ritmi del cuore possano cercare
talvolta prospettive cos ingannevoli?
Ci che vi ho offerto  una mera ipotesi. Ciononostante una
vera ipotesi ha il dovere di spiegare certi elementi o caratteristiche
contingenti. A questo fine, ritorno alla reazione del mio collega nel
momento in cui lo informai della vita precedente della signora
Quill. Credo che con il mio agire introdussi, nella sua intensa
quanto complessa relazione con la signora Quill e le sue amiche,
le crude catene di un altro mondo, un mondo la cui influenza
ricadeva su di lui. Non so quali ombre indugiassero nei recessi
della sua mente riguardo alle precedenti attivit di Celia Quill.
Forse, a causa della mia apprensione nei confronti del movente
della donna, lo riportai alle sue intime paure ed oppressioni. Forse,
in un momento di rivelazione, egli sospett che quell'organizzazione
d'incontri fosse un'eco dei suoi giorni passati. Tuttavia  possibile
compiere la stessa azione per motivi completamente diversi.
Ora tutto questo mi tormenta, ma non mi assolve dal tentare di
alleggerire la situazione che io ho cagionato in parte.
Credo che in sguito alle mie intempestive rivelazioni Grange si
fosse sentito manipolato e che la sincerit dei suoi sentimenti per la
signora Quill provoc in lui un'irragionevole tensione. Ritengo,
inoltre, che il suo attaccamento per la signora era tale che la notizia
della sua vita precedente caus in lui un estremo conflitto di sentimenti
e lo port a non riuscire a riconciliare le proprie emozioni.
Sono portato a credere, signore, che l'intensit del suo dilemma
fosse tale da esporlo alla febbre fisica e mentale da cui lo trovai
affetto il giorno successivo.
Talvolta, quando il cielo  coperto od in tempesta, sulle superfici
di metallo in casa mia scorgo una strana lucentezza, un guizzo di
luce. Sono i pensieri che mi ritrovo a inseguire, come se attraverso
di essi potessi entrare titubante in quello strano e fragile regno di
silenziosa illuminazione. Nel corso di questi pensieri, mi trovo in
costante stupore davanti alla complessit del mio giovane collega.
Forse non mi sono spiegato a sufficienza e nel raggiungere
queste insolite conclusioni ho impiegato concetti incompleti e inopportuni.
In assenza del genio, mi affido a queste annotazioni nella
speranza che, se non vi forniscono la base delle mie speculazioni,
almeno possano servire come un'indicazione del mio intento.
Nel frattempo in queste speculazioni mi sono espresso e consumato,
e ora devo ritornare alla mia solita vita. Mi dedicher,
ancora una volta, ai doveri e alle abitudini del pieno giorno.
Nel frattempo, signore, rimango sinceramente vostro
Hargood.
...
98.

Caro Leman,
dopo essermi allontanato per diversi giorni dalla scrittura, giungo
ora alle fasi finali della mia storia. Infatti il mio resoconto inizia
ad allacciarsi al presente ed il cambiamento di tempo implica che per
correggere le mie opinioni e orientare le mie azioni non posso pi
affidarmi al giudizio retrospettivo. Devo analizzare la mia coscienza
e scegliere una linea di condotta che favorisca l'interesse di tutte
le persone coinvolte.
Vi  un momento, quando la mente si aggrappa ad una nuova
prospettiva - o viene forzata, riluttante, a prendere in considerazione
un nuovo mbito - in cui le emozioni si dispongono in modo
nuovo e ci si sente sospesi in uno strano distacco. Perci la mia
riflessione mi porta sempre pi a ritenere che la mia ex amante, che
allontanai per la prima volta in giovent e in sguito anche da
questi luoghi, fosse motivata da un sentimento che si avvicinava
alla benevolenza nei miei confronti e che, quindi, sbagliavo nel
giudicarla. Infatti ora sono propenso a credere che lei si stabil qui
per impressionarmi con l'indipendenza appena acquisita e che, nel
tentativo di fare nuove conoscenze, si innamor del mio collega.
Mi ci  voluto del tempo per giungere a questa conclusione, e ora
che la ho fatta mia devo procedere con le mie considerazioni.
Ma prima di tutto analizziamo la conquista della signora, anche
perch ci che intendo dirvi dipende da questo. Nel mio giovane
collega era racchiuso un uomo di grande determinazione, che in
giovent aveva corso la cavallina e che in sguito aveva deciso di
intraprendere con estrema concentrazione un cammino di conoscenza.
Era pronto a rinunciare alle gioie di una moglie e di una
famiglia per progredire nel modo pi diligente e coscienzioso possibile
nella professione e negli studi. In tale orientamento vi  una
certa logica, anche se  troppo spietata e perentoria per i miei gusti.
Supponiamo, inoltre, che la sua dedizione abbia riscontrato un
certo successo poich, nonostante gli umili inizi, egli ha consolidato
la propria professione,  molto ammirato e, anche se non lo ammetterei
mai davanti a lui,  forse il miglior medico di mia
conoscenza.
Questi sono i guadagni e le perdite. Egli ha trovato il suo posto
nella propria esistenza. La sua governante riesce in qualche modo a
gestire la strana famiglia e gli garantisce un'atmosfera in cui egli
pu dedicarsi alla professione ed agli studi. Ecco che cosa ha dovuto
affrontare Celia Quill: un uomo certo dei propri obiettivi, che
aveva raggiunto un successo sufficiente a confermarne e consolidarne
le prospettive.
Forse io stesso non mi sono reso completamente conto del grado
del suo distacco. Per farvene capire le proporzioni, vi far un
esempio della strana completezza del mio amico.
Siamo tutti nati da genitori che, in generale, ci influenzano a
lungo dopo l'infanzia. Anche se i miei genitori morirono relativamente
giovani, ammetto di portare con me il seme dell'ambizione
paterna e dell'ansiet materna. Tuttavia, durante tutto il corso
dell'amicizia con il mio giovane collega, non gli ho mai chiesto della
sua famiglia per una semplice e singolare ragione.  un individuo
cos straordinario, guidato da una volont cos esclusiva che ho
sempre dato per scontato che egli fosse uscito dal proprio ambiente
gi completamente formato.  cos indipendente che l'idea dei genitori
sembra quasi assurda.  sempre stato uomo e non ha origine.
Si  creato da solo. Lo conosco da circa quattordici anni e tuttavia,
come vi ho appena accennato, in tutto questo tempo non mi  mai
venuto in mente di chiedergli di sua madre o suo padre. Non ho mai
incontrato un uomo cos completo e allo stesso tempo cos isolato
nella propria carriera e nelle proprie conquiste.
Quale interesse potrebbe nutrire Celia Quill in un uomo cos
solitario e, per cos dire, orfano? Forse egli rappresenta una sfida
per il suo carattere. Non dovremmo dimenticare che lei  abituata
ad analizzare la debolezza maschile e, almeno ai suoi occhi, questo
individuo non ne mostra alcuna. Certo, non  altro che una speculazione,
quindi accresciamo il nostro errore e speculiamo oltre.
Forse era proprio l'isolamento ad attirarla. Il modo in cui Grange
perseguiva i propri obiettivi bene si accordava con la dedizione d
lei. Sono come due animali della stessa specie rara, seppure appartenenti
a sessi diversi. Credo che in lui lei abbia potuto riconoscere
il proprio complementare.  cos irragionevole ritenere che anche
lei simpatizzasse nei suoi confronti, dal momento che aveva sacrificato
la speranza di sposarsi per perseguire i propri ideali? E fu,
forse, anche in questa scelta che lei pot comprendere l'isolamento
che egli si era autoimposto, se non altro perch questo atteggiamento
si rifletteva nel proprio.
Pur intuendo una naturale collusione di interessi tra i due, mi
sembrava un'intimit pi mentale che emotiva.  cos che, a quanto
pare, inizi il loro legame e cos sarebbe potuto rimanere, non
fosse che col passare del tempo in qualche modo si trasform,
finch tra loro si svilupp un altro senso di intimit.
Nonostante lo neghi, il mio collega ha molte ammiratrici tra la
popolazione locale. Non ho mai perso l'opportunit di rimproverarlo,
quando i miei intenti si confacevano alla situazione, sul
modo in cui egli sembra prendersi gioco delle donne pi desiderabili
del luogo, ovvero non apertamente, bens nel procedere non
ostacolato nelle sue abitudini e per il semplice fatto di non sceglierne
una per moglie. Finge di non esser a conoscenza del loro
interesse nei suoi confronti e continua a percorrere la propria
strada.
Non manca certo di potenziali amicizie ma in quattordici anni,
ovvero durante tutto il periodo della sua residenza a Lymington, egli
ha opposto resistenza a qualsiasi opportunit di legarsi a un'altra
persona.  un uomo davvero risoluto. Per uno come me, che ama il
calore della compagnia, questa dedizione a una singolare vita da
scapolo sembrava andare contro natura. Forse pure Celia Quill era
della stessa opinione, anche se, data la simile indipendenza della
sua esistenza, probabilmente aveva una maggior comprensione della
condizione del mio amico.
Prima di procedere oltre devo ricordarvi, come ho fatto in precedenza,
che ci che vi offro  una speculazione, ma che spesso una
speculazione imprecisa per certi aspetti  meglio della totale oscurit
che chiamiamo ignoranza. Infatti se portiamo una luce, per
quanto fioca, in un'area oscura, forse non vedremo la verit, ma
potremo almeno sperare di intuirne l'ombra.
Si tratta di una donna, una donna dalle infinite risorse, che nel
suo amico osserva un distacco che sconfina nella freddezza. Egli
sembra immune alle emozioni.  amabile, ma mantiene una certa
distanza. Pu anche darsi che lei sia consapevole dei limiti dell'impegno
di lui nei suoi confronti e del confine che separa una naturale
simpatia da una vera intimit. Prendendo per vere tali deduzioni,
come potrebbe lei attraversare il ponte che porta all'anima di
quell'uomo?
Ammetto di trovarmi io stesso davanti all'oscurit. Perch se
c'era un uomo che si teneva per s un fatto privato, quello era il
mio collega. Pu proprio la sua lealt nei confronti della signora
Quill ad alimentare il mio sospetto riguardo alla profondit del suo
impegno.
Sono dell'opinione che lei gli abbia proposto un piano che ha
catturato la sua immaginazione. Credo di avere un indizio su quale
potesse essere tale proposta. Lei si sar espressa in termini di un
ideale, di una prospettiva che avr attratto l'uomo razionale racchiuso
in lui.
Ora, Leman, entriamo nell'ombra della verit. Attraversiamo il
debole ponte dei nostri presupposti. Tra le prove devo addurre
qualcosa che ho imparato da un'altra di quelle donne forti che
sembrano avere un ruolo nella vita del mio collega. In questo caso
mi riferisco alla signora Thompson, la sua governante. Devo ammettere,
tra parentesi, che sono pochi gli indizi su cui posso costruire
il mio resoconto, ma qui di sguito ne voglio ricordare uno in
particolare. Nel periodo del recupero del mio amico, colsi l'occasione
per interrogare la signora Thompson su certi aspetti di fondo di
quel crollo improvviso. Vi sar debitore se mi permettete di ricordarvi
le circostanze in cui la signora Thompson mi parl. Egli si
trovava nel bel mezzo della sua infatuazione per la signora Quill e
faceva regolarmente visita a lei e alla figlia. In riferimento alle sue
ultime visite a casa della signora Quill, la signora Thompson mi
raccont che un giorno il suo padrone aveva fatto ritorno piuttosto
pensieroso e le aveva posto quella che le sembr la pi strana delle
domande: L'anima delle donne canta? La signora Thompson me
la rifer perch credo che ne fosse perseguitata e la condivise con me
per amicizia, come se io potessi darle un qualche senso.
Forse potremmo provare ad analizzare quella strana domanda.
Cosa significher? Secondo me il primo aspetto rilevante  che 
stata espressa al plurale, acquisendo cos un senso astratto. Anche
la signora Thompson si blocc davanti a essa. Mi raccont di aver
esitato e di avergli poi chiesto cosa intendesse dire con quella
domanda. Sentite ora quale fu la risposta, che la signora Thompson
sostiene di aver riportato fedelmente. Egli replic: Se capissi
quello che voglio dire, signora Thompson, non credo che ve lo
chiederei.
Sono parole prive di senso, eccetto per chi mantiene un segreto.
Quale sia il segreto, non lo so. Tuttavia questa faccenda assume
una certa importanza, se non altro per il fatto che io stesso sono
soggetto alle conseguenze delle relazioni intercorrenti tra i due.
Dalla signora Thompson non ottenni altre idee relative al significato
della domanda, n alla disposizione d'animo di colui che
la pose.
Quando la notte mi ritrovo a giacere sveglio sul letto, talvolta
mi cpita di girare e rigirare mentalmente la faccenda e di tentare
di analizzare la situazione in cui potrebbe risultare ragionevole fare
una domanda di quel tipo.
Dalla partenza della signora Quill, ho trascorso molti mesi senza
riuscire a trovare un appiglio circa tale situazione. Tuttavia, esaminando
alcuni eventi e ritornando alle varie aree del comportamento
del mio collega con la vaga percezione di una nuova prospettiva,
posso ritrovare in esse un significato del tutto nuovo.
Lei aveva dato inizio a una relazione di conoscenza che forse da
parte sua rischiava di divenire qualcosa di pi profondo. Si trov ad
affrontare un uomo che era consacrato a una vita da scapolo e che
aveva resistito alle lusinghe di una relazione intima. Come lo
avrebbe liberato da una prigione tanto particolare, preservandone
al tempo stesso la sostanziale natura e il carattere?
Mio caro Leman, stiamo per raggiungere quell'ombra, che tuttavia
pare ancora pi vaga a mano a mano che ci avviciniamo.
Proseguiamo dunque sulla nostra rotta meglio che possiamo, prima
di perderci nell'oscurit. Perch forse prima di tutto dovremmo
ricordare le infinite risorse di quella donna e la sua determinazione
una volta scelta una linea di condotta.
Ci che mi chiedo : perch non lo ha sedotto conducendolo al
matrimonio?  una donna eccezionale ed estremamente affascinante.
E se mi  permesso rispondere, lei stessa non era propensa
a sposarsi. La sua vita ruotava attorno alla sua indipendenza. Nelle
relazioni con gli uomini era rimasta ferita e non aveva pi intenzione
di mettersi in una posizione di sottomissione. Lei stessa era
libera e quindi, se desiderava liberarlo, il problema consisteva nel
trovare una soluzione che lo avrebbe legato a lei pur permettendo a
entrambi di mantenere quell'indipendenza a cui lei teneva pi di
ogni altra cosa.
Che idea o tentazione poteva usare per attirarlo fuori dal suo
isolamento, se non se stessa, se lei stessa si rifiutava di prendere in
considerazione il matrimonio? Penso a questo, mi giro sul cuscino
e guardo il soffitto. E mi sembra che se ci deve essere un'idea, una
tentazione, l'esca potrebbe essere un'altra donna o, meglio ancora,
altre donne. E quindi inizio a scorgere i contorni pi nitidi di un
possibile stratagemma. Forse lei pensava che senza una qualche
forma di sfida egli non sarebbe uscito dal suo celibato. Forse tent
di costruire uno schema che avrebbe liberato l'uomo nascosto.
Ma l'anima delle donne canta? Analizzo la prova di un'alleanza
con la figlia, che menzioner pi avanti, e la possibilit di un
intreccio con la signora Arabella Pugh. Lo stesso dottor Grange,
che in quattordici anni non ha mostrato alcun segno di coinvolgimento
con l'altro sesso, nel corso di pochi mesi esibisce un certo
impegno nei confronti di non meno di tre donne diverse. Lo stesso
medico porge alla sua governante una domanda singolare e sconcertante
a cui egli non sa dare risposta. Nel mio cuore credo,
signore, che ci troviamo di fronte a un disegno che, se siamo in
grado di sbrogliarne i fili, ci porter ad una spiegazione.
In conseguenza di quanto detto sopra, vi propongo l'ipotesi,
secondo cui lei gli rivel che certe donne, donne con una buona
posizione e reputazione, erano forzate dalle circostanze a vivere
nell'ombra della Vita. Era proprio la loro virt a proteggerle
dall'esperienza del mondo. Queste sono, per cos dire, scapoli di sesso
femminile, anche se vivono all'interno di un matrimonio vuoto o
di una relazione stantia con un uomo. Se egli fosse emerso dai
propri studi, lei lo avrebbe aiutato a liberarle dalle loro tristi
condizioni. E in questo modo avrebbe liberato anche lui dalla
prigionia delle sue emozioni e lo avrebbe ricondotto nel mondo.
Un senso di incredulit mi coglie proprio mentre scrivo queste
frasi. Rileggo le mie stesse parole e mi chiedo se le ho scritte
proprio io. Visto che abbiamo ormai raggiunto un certo punto della
storia, proseguiamo con l'ultima fase dei nostri argomenti e, ora
che siamo ormai al largo, tentiamo di raggiungere la prossima
spiaggia.
Non dobbiamo dimenticare che in passato la signora Quill
provvedeva a soddisfare i desideri altrui. Se aveva intrapreso quella
rotta, nessuno poteva percorrerla meglio di lei. E siccome  determinata,
costante e forse persino pura nelle intenzioni, credo che
non ci sia nessuno meno deviabile dal proprio percorso.
Una volta dedotta questa possibilit, certi altri aspetti del suo
comportamento iniziarono a rendersi un po' pi palesi alla mia
vista. Credo che all'inizio lei avesse proposto alle gentili attenzioni
di lui sua figlia, che secondo alcuni racconti era impantanata in un
matrimonio privo di amore. E qui, signore, ricompongo tutti gli
elementi di questa strana relazione. Infatti, visto da qualsiasi altra
prospettiva, il comportamento di quella donna fu strano davvero.
Prima di procedere con l'ultima parte vorrei porvi solo una
domanda, forse di natura retorica. Avete mai concepito una speranza
o un progetto complesso, in relazione a un amico o ad altre
persone, che si sia compiuto interamente, ovvero senza alcun tipo
di adattamento o cambiamento? Io no. In tutte le nostre relazioni
sociali siamo soggetti alle complicazioni della volont altrui a cui,
credo, reagiamo non cambiando obiettivo, ma con un certo grado
di flessibilit verso l'inatteso. Menziono tutto ci tra parentesi,
prima di continuare con la nostra congettura, perch forse pu
incidere sulle nostre conclusioni finali.
Fu quando egli inizi a frequentare la figlia che accadde l'imprevedibile.
Egli era talmente infatuato di Jane da desiderare di
sposarla. Essendo un uomo retto e onesto, parl alla signora Quill
di questa prospettiva. Tuttavia, invece di accettare di buon grado o,
almeno, di deviarlo dal suo intento con una parola gentile, lei
mand via la figlia e resistette ai suoi tentativi di persuasione
con una freddezza e una ferocia tali che egli fu obbligato a ritirarsi.
Giungiamo dunque al disegno finale dello schema, all'ultimo
ostacolo, per cos dire, della nostra comprensione. Come possiamo
spiegare il comportamento della signora? Aveva deviato lei stessa
dalle proprie precise intenzioni e dal proprio progetto? Io ritengo
che lei, nel tentare di allontanarlo dagli studi, non si trovasse pi
in una posizione distaccata riguardo al proprio affetto nei suoi
confronti e si scopr infatuata. Non so se fosse conscia di tale
infatuazione o se la combatt. Non dovremmo dare per scontato
che una donna cos ammirevolmente decisa sia immune alle passioni
contrastanti a cui siamo soggetti tutti noi.
A ogni modo, credo che quando io stesso feci irruzione in questo
meccanismo complesso e sottile con le mie rivelazioni sul suo
passato e il mio collega si ammal improvvisamente, l'infatuazione
di quella donna fosse tale da spiegare la sua decisione di abbandonare
Lymington. Lei non temeva gli scandali, ma con la propria
assenza sperava di proteggerlo. E nell'interesse della sua ripresa era
disposta a sacrificare il proprio buon nome, per cui aveva lavorato
tanto assiduamente, ed era pronta a rischiare qualsiasi scandalo
conseguente all'associazione della propria partenza con la malattia
di lui.
Ecco le strane circostanze che, credo, si svilupparono tra loro.
E questa, signore,  la fine della mia missiva e anche la fine
della mia speculazione sulle cause dell'improvvisa malattia del mio
giovane collega. Altre questioni mi stanno a cuore. L'analisi della
sua malattia ha rappresentato una specie di epicentro della mia
vita. Ora che ho spinto la mia comprensione nei suoi confronti
pi in l che potessi, sono sempre pi soggetto a paure e sogni che
riguardano la mia condizione, di cui non conosco le origini e la cui
spaventosa presenza forza la mia attenzione.
Nel frattempo, signore, vi saluto.
Sinceramente vostro
Hargood.
...
.
...
FINE Parte 3.